XLove: L’infibulazione, pratica barbara del XXI secolo (VIDEO)

Xlove Nina Palmieri
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A XLove l’epopea di una donna infibulata intervistata dalla padrona di casa Nina Palmieri

È uno degli atti più vili che un essere umano può commettere nei confronti di una donna l’infibulazione. La pratica che consiste nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra e di buona parte delle grandi labbra vaginali con conseguente cucitura parziale della vulva è ancora consuetudine in molte società. L’infibulazione non è menzionata nel Corano dunque non è assolutamente una pratica obbligatoria nei paesi dell’Islam. Nonostante questo sono ad oggi 130 milioni le donne vittime di tale abominio. Il servizio di XLove (leggi anche: La violenza sulle donne si combatte denunciandola) di Nina Palmieri, padrona di casa, attraverso la storia di Andi, ragazza somala di 29 anni racconta la realtà di chi ha subito quella che, a tutti gli effetti, è una vera e propria tortura nei confronti del corpo e dell’animo di una donna (qui il video dell'intervista).

Andi viene da un luogo della Somalia in cui a tutt’oggi tutte le bambine sono infibulate. “Ho deciso io, a sette anni, di subire la pratica, mia madre non voleva” racconta la protagonista della storia a Nina e confessa “l’ho fatto perché non volevo essere considerata impura”. Un lavaggio del cervello quello praticato in alcune comunità che porta le stesse giovanissime donne a voler sottoporsi all’operazione per la paura, ben più grande di quella di un intervento, di essere discriminate. “Quel giorno io ero felice” ammette Andi “ma mia madre si sentiva in colpa”. A fare l’operazione ovviamente non è un medico e gli strumenti utilizzati non sono sterilizzati. Andi ha avuto il privilegio di essere sottoposta a un’anestesia ma a molte bambine non è concessa questa grazia. Dopo l’operazione, ricorda Andi, “sono stata legata, altrimenti avrei rischiato di strappare tutto. Non ho urinato per 7 giorni ma nonostante questo solo dopo ho capito di aver sbagliato”. La protagonista dell’intervista che la Palmieri conduce senza mezzi termini in modo da palesare l’atrocità dell’infibulazione è stata sottoposta alla pratica 20 anni fa. Ma dove lei è nata e in molti altri luoghi comunque in questi due decenni non è cambiato nulla. Adesso Andi è serena, è fuggita dalla Somalia e vive una vita normale. Adesso, dopo aver sofferto ci scherza anche su: "Quando avrò un uomo, non ci sarà bisogno che glielo dica. Se ne accorgerà da solo. Dirà -Ma cos'è successo? Una bomba? ”. Andi ha una figlia, vive in Somalia e le ha chiesto di essere infibulata. La madre gliel’ha vietato se vorrà lo farà quando avrà compiuto 18 anni. Quando potrà capire che è una cosa inutile.

Crediti: Mediaset, web