Gasquet a Wimbledon 2015: l'outsider contro il n.1 Djokovic

Richard Gasquet, l'outsider che non può sbagliare
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Richard Gasquet ha battuto in 5 set Stan Wawrinka nel derby dei rovesci a una mano e si è qualificato per le semifinali di Wimbledon 2015. Riuscirà a deludere i suoi fan ancora una volta?

Richard Gasquet è un giocatore che delude sempre. Ti conduce mano nella mano a un passo dalle stelle e poi inciampa miseramente perdendosi in un bicchiere d'acqua. E' la sorte che tocca a tutti gli enfant prodige, destinati ad un futuro grandioso fin dalla più tenera età e che poi si ritrovano con il cervello in pappa, frullato dalla troppa pressione. Stando a ciò che dicevano gli addetti ai lavori, anche quest'anno la sua partecipazione a Wimbledon sarebbe stata un fuoco di paglia. Eppure il "piccolo Mozart" d'Oltralpe, con il suo sguardo rincoglionito da francesino viziato, il suo dritto antiestetico e un rovescio miracoloso che ha fatto impallidire perfino quello, altrettanto magico, del suo avversario Stan Wawrinka - fresco di vittoria su Novak Djokovic al Roland Garros - si è qualificato per le semifinali battendo lo svizzero in cinque set (6-4, 4-6, 3-6, 6-4, 11-9), dopo quasi tre ore e mezza di gioco. Ora che tutti i riflettori sono su di lui è il momento giusto per deludere i suoi fan. Come sempre. E il numero uno al mondo Novak Djokovic, che lo attende al varco con la bava alla bocca, non aspetta altro che masticare i suoi limiti psicologici.

Gasquet a Wimbledon 2015: l'outsider contro il n.1 Djokovic

Anche Stan Wawrinka, vera e propria nemesi tennistica di Gasquet, lo aveva fatto capire al pubblico con un gesto eloquente durante il match, portandosi il dito alla tempia: tutto si sarebbe giocato sulla tenuta psicologica. E quando il francese, in vantaggio per 5 a 3 nel quinto set, ha perso clamorosamente il servizio e si è fatto rimontare, tutti hanno pensato: ecco, ci siamo. E' andata. E invece no. "Chissà se Gasquet ha ripensato a quell'ottavo di finale del Roland Garros di due anni fa perso al quinto set proprio contro lo svizzero", ha scritto Le Monde all'indomani della sfida. Fatto sta che il francese ha tenuto. Probabilmente, come ha affermato lui stesso a L'Equipe dopo il match, perché "non ero il favorito, non avevo una grossa pressione addosso". Probabilmente anche e soprattutto grazie ad una forma fisica ritrovata dopo i problemi alla schiena che l'avevano costretto al ritiro dal torneo di Indian Wells dello scorso marzo. L'eterna promessa del tennis transalpino ha attaccato, scendendo quanto più possibile a rete, ha difeso con grande efficiacia, ma soprattutto non ha quasi mai sbagliato quando gli è stata offerta l'occasione di liberare il suo rovescio imprendibile. Più in forma di così si muore.

Gasquet a Wimbledon 2015: l'outsider contro il n.1 Djokovic

Insomma, Richard Gasquet ha tutto per piacere ad un appassionato di tennis. E' un giocatore diverso, fantasioso, imprevedibile. Il suo gioco tutto genio e sregolatezza in un contesto dominato da macchine da guerra costruite sulla superiorità fisica e lo scambio estenuante, lo rende simpatico ai tifosi che hanno voglia di distinguersi dalla massa, un po' come accade per chi apprezza Roger Federer. Ma con un paio di differenze sostanziali: Gasquet non è svizzero (non che il fatto di essere francese lo renda più simpatico), ma soprattutto non vince, caratteristica che lo avvicina molto a chi è abituato a tifare per gli sfigati che hanno talento e agli anticapitalisti. In un certo senso è un po' il Jean Alesi del tennis. Ha tutte le carte in regole, ma non ha la testa. Ecco perché chi tifa per lui fa capolino solo quando le cose girano per il verso giusto e il francese scala il tabellone. "Non mi sento l'intruso" ha dichiarato Gasquet dopo il match con Wawrinka. Sarà, eppure lui è l'unico, tra i quattro semifinalisti, a non aver vinto neanche un torneo del Grande Slam. E la nutrita compagine del tifo alternativo lo sa bene. Lui è l'outsider per eccellenza. E' la Grecia - alla quale nessuno si era più interessato da un pezzo e per la quale oggi tutti si ritrovano a tifare - che sfida in un appassionante faccia a faccia le altre potenze europee sull'erba di Wimbledon. Richard, non farcela! Fai ancora in tempo a deluderci!

Federico Iarlori - @fredjarl

Crediti: Facebook, The Guardian