Wawrinka, Nadal, Federer: Australian Open 2014, le pagelle

Le vesciche di Nadal
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La prima volta di Stan Wawrinka, la sfortuna di Rafa Nadal, i complessi di Roger Federer, il ruggito cinese di Na Li e la conferma al top di Sara Errani e Roberta Vinci. Il meglio degli Australian Open 2014 nelle pagelle di melty.it.

Il primo torneo Grand Slam della stagione tennistica 2014 ha appena chiuso i battenti, celebrando il successo del debuttante Stanislas Wawrinka al termine di una finale drammatica con Rafa Nadal. Le due settimane di Melbourne hanno definitivamente consacrato Iron Stan come nuovo top player del circuito, il primo a trionfare in un major spezzando la “noiosa” catena dei Fab Four nei major, che durava dal 2009. Un lodevole Nadal, che ha resistito fino alla fine del match nonostante i guai alla schiena, ha confermato le sue doti di combattente naturale e grande sportivo. Delusi, al contrario, i fan di Roger Federer, che si aspettavano il loro beniamino di nuovo coronato d’alloro-Slam dopo un anno e mezzo. Rimandati Novak Djokovic e Andy Murray, bocciato un Juan Martin Del Potro eliminato già al terzo turno. Tra le donne, gloria alla cinese Na Li (campionessa in Australia al terzo tentativo) e applausi meritati per la “mini-fighter” Dominika Cibulkova. La nostra Flavia Pennetta si conferma in grande spolvero, Errani&Vinci si “consolano” con il bis nel trofeo nel doppio dopo la débacle in singolare.

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Stan Wawrinka - 10. Stan The Man, Iron Stan. Non ci sono più epiteti per descrivere la cavalcata di Stanislas Wawrinka agli Australian Open 2014. Conosciuto da tutti come l’eterno secondo di Roger Federer in Svizzera e nel globo (nonostante il sorpasso in classifica già nel 2013), il 28enne di Losanna si è preso una bella rivincita conquistando il primo Slam in carriera al primo colpo, guadagnandosi così l’immortalità tennistica e una bella favola da raccontare ai nipotini. Il capolavoro contro il campione uscente Djokovic nei quarti e la freddezza contro un malconcio Nadal in finale sono i picchi di una spedizione australiana da incorniciare. Stan non ha intenzione di risvegliarsi dal sogno: da nuovo numero 3 della classifica mondiale, può finalmente pensare in grande. Il futuro ci dirà se l’ex scudiero rossocrociato avrà ballato una sola estate.

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Rafa Nadal - 9. La sfortuna perseguita il torello di Monacor agli Australian Open. In un torneo che lo ha visto vincitore una sola volta su 13 Slam complessivi in bacheca (2009), Nadal è stato colpito dall’ennesimo guaio fisico proprio all’atto decisivo, dopo il ritiro nel 2010 in “semi” contro Andy Murray e le mancate partecipazioni nel 2006 e nel 2011. Non bastavano le vesciche che lo avevano colpito durante i match contro Nishikori e Dimitrov (7,5, ma è mancato un pò di coraggio): a completare la beffa ci ha pensato la schiena, finita k.o nel corso della finale con Wawrinka quando questi era già avanti un set e un break. Nadal, forse, avrebbe perso comunque una partita fino a quel momento dominata dall’elvetico, ma lo stoicismo dimostrato dopo la chiamata del fisioterapista (con tanto di set strappato con le unghie al rivale) resterà negli annali del fair play.

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Roger Federer - 8. L’esatta media matematica tra il 10 pre-semifinale e il 6 “di stima” meritato dopo la "derrota" con Nadal. Fino al match contro lo spagnolo, Federer aveva illuminato gli Australian Open con un gioco finalmente offensivo e frizzante, grazie anche ai consigli di “Mister Serve&Volley” Stefan Edberg dal suo entourage. Un solo set perso (contro Andy Murray) prima della semifinale: il miglior biglietto da visita per mettere paura allo storico avversario iberico, “scricchiolante” contro Dimitrov. O almeno era questa l’illusione dei tifosi di Roger, scuri in volto dopo la quinta sconfitta di fila del loro beniamino contro il top spin mancino di Rafa. La buona prova di Melbourne ha però tirato a lucido il Roger Federer balbettante dell’ultima parte della carriera: se il Roland Garros resta una chimera, Wimbledon è l’obiettivo n.1 (o ultima spiaggia, se preferite) del fenomeno svizzero.

Fabio Fognini - 8. Miglior risultato a Melbourne per “Fogna” (ottavi) e best ranking (n.15): basta e avanza per salutare un Fabio Fognini finalmente competitivo anche sul cemento. Troppo forte Djokovic per il talento burrascoso di Arma di Taggia, che aveva comunque messo in riga gente come Jarkko Nieminen e Sam Querrey nei turni precedenti. I colpi ci sono: si attendono conferme nei primi Master1000 americani, Indian Wells e Miami.

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Na Li - 10. Campionessa a Melbourne al terzo tentativo, dopo le sconfitte contro Kim Clijsters e Vika Azarenka, la tennista cinese ha fatto suo il secondo major della carriera dopo il titolo a Parigi nel 2011. Nuova numero 3 della classifica Wta a 32 anni, Na Li è l’emblema di perseveranza e sacrificio, lei che, a un passo dal ritiro dopo Wimbledon, seppe dire di no ai metodi di preparazione agonistica del suo paese per ottenere la gloria da “dissidente” dello sport cinese. Come fece già Serena Williams in passato (5, fuori agli ottavi con una grande Ana Ivanovic), anche Li ha alzato l’ambito trofeo dopo aver annullato un match-point contro Lucie Safarova nei sedicesimi. Il Secolo del Dragone travolge anche il mondo del tennis.

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Dominika Cibulkova - 9,5. “Pocket Rocket”, il razzo tascabile. Mai soprannome fu più azzeccato per una tennista in tempi recenti. La bella Dominika Cibulkova compie l’impresa di tutta una vita arrivando a un passo dal titolo a Melbourne, grazie alla sua incredibile mobilità in campo e l’efficacia del rovescio bimane: una grande soddisfazione per una giocatrice arrivata una sola volta in “semi” Slam (Parigi 2009). I posteri ci diranno se l’exploit australiano sia destinato a rivelarsi un fuoco di paglia, vista anche l’incombenza di nuove (e più talentuose) leve del tennis femminile (leggi la canadese Eugenie Bouchard, semifinalista, voto 9). Per il momento, ci accontentiamo della spruzzata di entusiasmo che la piccola Dominika ha portato con il suo sorriso.

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Flavia Pennetta - 8,5. La sfida over30 con Na Li l’ha vista soccombere, sotto i colpi micidiali della campionessa cinese. Quello di Flavia Pennetta resta però un torneo da incorniciare: la brindisina ha fatto ancora una volta il suo ingresso tra le prime 8 di un tabellone Slam nonostante i problemi fisici di inizio 2014. La top20 è purtroppo sfumata per via di una (quasi) inarrestabile Cibulkova, ma nei prossimi appuntamenti sul veloce la “Penna” potrà nuovamente dire la sua. Provaci ancora Flavia.

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Sara Errani & Roberta Vinci - 8. Un po’ poco per le campionesse-bis del doppio femminile? Sara Errani e Roberta Vinci hanno sì conquistato il secondo titolo consecutivo a Melbourne, grazie ad una rimonta insperata (e disperata: erano sotto 2-5 nel terzo set), ma il tonfo al primo turno di singolare delle due più alte teste di serie azzurre (n.7 e 12) rappresenta una piccola macchia nella loro avventura agli Antipodi. Per Sarita e Robertina è forse giunto il momento di ricaricare le batterie e concentrarsi sul resto della stagione: non a caso, il nome di Errani e Vinci non figurerà, per la prima volta dall’inizio dell’era chichis in Fed Cup, tra i convocati di mister Corrado Barazzutti per la sfida con gli Stati Uniti.

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Crediti: dailytelegraph, web , Youtube, ausopen.com, marca.com, bbc.uk, Archivio web, telegraph.uk, lefigaro.fr