Vuelta 2015, 16a tappa: Purito va e Fabio Aru perde la maglia Rossa, la classifica

Purito Rodriguez in maglia rossa
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Nella 16a tappa della Vuelta di Spagna Fabio Aru perde la maglia rossa. E' Purito Rodriguez a sfilargliela per un secondo. Domani c'è il riposo, mercoledì la crono di Burgos.

Di chi secondo ferisce, di secondo perisce. Fabio Aru perde la maglia rossa nella 16a tappa della Vuelta e lo fa a scapito del diretto inseguitore Purito Rodriguez, che solo ieri l'aveva mancata per un secondo. In realtà Fabio Aru ha condotto una gara superba e lo spagnolo nonostante una condizione fisica migliore e caratteristiche di scalatore puro alla fine si deve accontentare di soli due secondi di distacco sull'arrivo in salita. Per Aru ci sono due buone notizie. Mercoledì nella cronometro di Burgos non vestirà la Roja e tutte le attenzioni saranno rivolte verso il 36enne spagnolo, che dovrà difendere il primato. La seconda è la poca propensione di Purito alle cronometro. I 39 chilometri nell'abitato di Burgos quindi potrebbero costare proprio la Maglia Rossa a Purito. Aru non è uno specialista ma si sa difendere bene. L'obiettivo per il ciclista sardo è arrivare davanti a Purito e difendersi dall'assalto di Dumoulin, vero cronoman. I due minuti di vantaggio di Aru non potrebbero bastare e la maglia rossa potrebbe cambiare spalle per la terza volta in tre giorni. L'altro pericolo è Rafal Majka, terzo nella generale a 1' 35'' da Purito. Il polacco è uno scalatore tuttavia nella corsa contro il tempo riesce a difendersi come Aru. Come ha fatto oggi Fabio Aru nella terza frazione in programma nelle Asturie. Sulle rampe finali dell'Alto ermita de alba tutti si attendevano uno scatto di Majka e invece è stato ancora una volta Purito ad attaccare il sardo. Una grossa ingenuità quella di Majka, che ha messo la sua Tinkoff Saxo a tirare per aumentare la velocità ed è rimasto vittima di sé stesso arrivando con 13 secondi di distacco da Aru.

Vuelta 2015, 16a tappa: Purito va e Fabio Aru perde la maglia Rossa, la classifica

Come già accennato sull'ascesa finale, dopo ben 7 Gpm (ultimi due di 1a e Horse Categorie o Especial), Aru è rimasto nelle retrovie ma nel momento dell'attacco di Purito si è alzato sui pedali al suo inseguimento. Non è stato così per Dumoulin, arrivato con altri 30 secondi di ritardo. Poco prima è giunto Nairo Quintana, vero enigma di questa corsa spagnola. Il colombiano sta pagando le scarse condizioni fisiche a causa di un problema non ancora risolto e alla fine si deve accontentare di arrivare insieme a Majka, su una salita molto adatta alle sue caratteristiche di scalatore. Ancora una volta Quintana dimostra la sua fragilità fisica. Al Tour è riuscito solo nei giorni finali a proporsi, peraltro senza raccogliere neppure un successo. La 17a tappa per la cronaca l'ha vinta Franck Schleck, fratello del dio minore Andy e come fratello figlio d'arte del padre, che proprio 45 anni fa vinse alla Vuelta su queste strade. Il lussemburghese è riuscito a entrare nella fuga giusta e nel finale a beffare il colombiano Torres e l'italiano nipote d'arte Moreno Moser, giunto terzo. Ecco la classifica generale: 1. Joaquin Rodriguez (Esp, Katusha) in 67h52'44" 2. Fabio Aru (Ita, Astana) a 0'01" 3. Rafal Majka (Pol, Tinkoff Saxo) a 1'35" 4. Tom Dumoulin (Ned) a 1'51" 5. Mikel Nieve (Esp) a 2'32" 6. Johan Esteban Chaves (Col) a 2'38" 7. Daniel Moreno (Esp) a 2'49" 8. Nairo Quintana (Col) a 3'11" 9. Alejandro Valverde (Esp) a 3'58" 10. Louis Meintjes (Rsa) a 5'22".

Crediti: web , afp