Virus Ebola in Europa: Come è scoppiato il primo caso in Spagna

Il virus Ebola visto al microscopio
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Il contagio del virus ebola in Spagna, prima volta in cui la malattia è stata contratta in Europa, porta con sé diverse polemiche per la gestione del caso. Ripercorriamo la vicenda che ha portato l'infermiera Teresa Romero all'isolamento.

Il virus Ebola ha fatto il suo accesso in Europa, precisamente in Spagna, nei giorni scorsi. A permetterlo sono state un'assenza di trasparenza e un errore sanitario del governo Rajoy. Che cosa è successo esattamente? Ripercorriamo le varie tappe del caso che cominciano con il missionario Miguel Pajare, primo morto di Ebola in Europa, sempre in Spagna, e arrivano alla notizia del primo contagio nel vecchio continente dei giorni scorsi.

Il missionario Miguel Pajare e la cominità scientifica ignorata

Tutto ha inizio con Miguel Pajare, il prete che aveva contratto il terribile virus in Sierra Leone durante una missione umanitaria, e per il quale il governo di Madrid decise di farlo rientrare nella penisola iberica e curarlo in una clinica della capitale. Non tutti però si trovarono d'accordo con la decisione. Tra questi José Maria Landete, dottore in Scienze Biologiche e specialista in Microbilogia, il quale sosteneva: “Non esiste nessun vaccino contro l'Ebola. La Spagna non dispone di nessun ospedale che abbia un livello di sicurezza P4 (livello richiesto per i casi di Ebola ndr)".

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L'infermiera Teresa Romero contrae il virus

L'infermiera che si era occupata di curare il missionario spagnolo, avvisò il 29 settembre la struttura ospedaliera di un suo malessere, ma, non presentando sindromi febbrili, fu escluso il contagio di ebola. La febbre arrivò il 2 ottobre e anche questa volta la stessa Teresa Romero si premurò di informare la clinica. La situazione fu nuovamente ignorata poichè la temperatura di 38,6° che presentava, fu considerata modesta dal personale medico. Questo fino al 6 ottobre quando si decisero a mettere l'infermiera in stato di isolamento. Al momento del suo trasporto in ambulanza, però, fu ignorata la sua condizione “particolare” e venne trattata come una malata ordinaria, senza nessuna misura di sicurezza.

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I media all'assalto

A questo punto entrano in gioco i media spagnoli, che, senza nessun tatto, hanno prontamente informato i vicini di casa di Teresa, mandando nel panico le persone presenti. In seguito, anche a causa di una totale carenza del governo, che non ha fatto niente per proteggere l'incolumità psico-fisica della paziente, la stampa ha preso d'assalto direttamente l'infermiera, oltrepassando tutti i limiti morali, con il giornale “el Mundo” che si si è vantato di pubblicare “l'intervista all'infermiera infettata di Ebola”. Nella registrazione si nota la voce rotta della paziente che, durante la chiamata, chiede di essere lasciata in pace.

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Le responsabilità del governo spagnolo

Quella di Teresa Romero è una storia che mette in evidenza la negligenza e l'assenza assoluta dello Stato in un caso così grave, sia al momento del contagio, sia per la gestione avuta in seguito. Il governo presieduto da Mariano Rajoy dovrà nei prossimi giorni spiegare ai cittadini spagnoli e all'Europa i motivi di questa deficienza che ha portato nel nostro continente il virus ebola.

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