Verdena: Alberto Ferrari su “Endkadenz Volume 1” per L'Indiece di melty

Verdena - Endkadenz Volume 1
Ecrit par

Alberto Ferrari, voce e chitarra dei Verdena, racconta in un’intervista a L’indiece di melty qualche curiosità su “Endkadenz Volume 1”, il nuovo album pubblicato dal trio bergamasco.

"Abbandono, rinascita, coscienza del vuoto, risveglio ed esaltazione, storie d'amore". Alberto Ferrari dei Verdena descrive così Endkadenz - Volume 1, ultimo album del trio bergamasco. Ferrari, voce e chitarra del gruppo, si è confidato a L'Indiece di melty in occasione dell’uscita del disco (pubblicato lo scorso 27 gennaio), promosso con un Tour che dal 27 febbraio sta portando i Verdena in tutta Italia. Il nuovo lavoro discografico della band arriva a 4 anni di distanza da “Wow”, uno dei dischi più significativi ed influenti dello scenario musicale italiano contemporaneo. Più che un segnale di rottura con i precedenti album, “Endakendz Volume 1” – che prima dell’estate verrà seguito dalla pubblicazione del “Volume 2” – è figlio diretto dell’esperienza accumulata con i precedenti “Wow” (appunto) e “Requiem”: psichedelico e rock, cantabile e “distorto”, ma soprattutto difficile da etichettare e racchiudere in un unico concetto. Leggi l’intervista su L’indiece di melty!

Verdena: Alberto Ferrari su “Endkadenz Volume 1” per L'Indiece di melty

Come definiresti quest’anno di registrazioni prima dell’uscita del disco? Puoi raccontare qualche episodio in particolare che leghi a questo periodo? È stato un periodo creativo, una ricerca del meglio in mezzo al peggio. L'unico episodio che ricordo che non sia collegato all'entrare in studio, registrare, riascoltare, rifare ecc... risale all'estate scorsa. Ci siamo presi cinque giorni di pausa e siamo andati al mare, in Maremma. Noi tre e un amico speciale. E' stato quasi surreale. Davvero una situazione in cui non ci eravamo mai trovati.

Musicalmente parlando, in Endkadenz c'è un uso massiccio della distorsione... Nel 2011 ho preso una pedaliera per voce con vari effetti (reverberi, echi, armonie e vari tipi di saturazione) con i quali giocavo durante le prime divertentissime session di Endkadenz, nello stesso periodo un pedalino chiamato Petra (lo trovate sul sito www.effettidiclara.com) ha invaso le postazioni di basso e chitarra dando al tutto una grande coralità e vivacità armonica. Ovviamente le session sono i momenti giusti per jammare e buttare giù idee, qualcosa di nuovo con un suono diverso in uno scenario diverso.

Immagina di dover scegliere tra “musica” e “testo”: quale delle due preferisci e perché? Musica, perché ci sono più portato e perché senza musica come si fa? Senza il testo la musica è comunque musica. Senza musica il testo diventa tutt'altro. Chi definiresti, a questo punto, come punto di riferimento per gli arrangiamenti dei Verdena? La melodia e il drummin' dei Beatles insieme agli archi, le trombe e i piani di George Martin. L'attitudine e la semplicità dei Nirvana ovvero il Punk-Rock; la 'non regola' di Syd Barrett e l'armonia di Brian Wilson con la malinconia dei REM…conditi con i Butthole Surfers!

Verdena: Alberto Ferrari su “Endkadenz Volume 1” per L'Indiece di melty

Endkadenz sembra riassumere un concetto: l’importanza dell’atto musicale su tutto… La musica suonata dal vivo è il momento più importante. Perché non ci sono trucchi, perché tutto quello che succede, succede adesso e non ci si può tornare su. Prima di concludere, un paio di domande a bruciapelo: con chi ti piacerebbe suonare e perché? Non saprei proprio. Sarebbe opportuno conoscersi prima, per capire se può scattare qualcosa. In questo caso sceglierei di conoscere Paul McCartney ovviamente. Quali sono le storie che vivono in Endkadenz? Abbandono, rinascita, coscienza del vuoto, risveglio ed esaltazione, storie d'amore. Un’immagine con cui riassumere tutto il disco? Le cime delle querce schiaffeggiate all'unisono dalla burrasca prima di un temporale estivo. Ma anche no.

Crediti: web