Vendola, Renzi e Bersani: Tre motivi per votarli e per non votarli

I tre principali candidati alle Primarie del centro-sinistra
Ecrit par

Mancano poco alle primarie del centrosinistra, in programma domenica 25 novembre. melty.it vi dà tre motivi per votare e per non votare i tre principali candidati, Nichi Vendola, Matteo Renzi e Pierluigi Bersani.

Il voto di domenica per scegliere il leader che guiderà la coalizione del centrosinistra alle elezioni politiche del 2013 è un appuntamento importante per la democrazia italiana. Ma qui si limita il punto di vista parziale di melty.it, che ha individuato tre motivi per votare ma anche tre motivi per non votare ciascuno dei tre principali candidati. Ognuno ha i propri pregi e propri difetti, ovvio, e pensiamo che mai come questa volta la scelta metterà in ponte gli elettori del centrosinistra, che nel 2005 plebiscitarono Romano Prodi alla guida della coalizione. Prima di addentrarvi in questo articolo, leggete le regole su come votare e registarsi alle primarie.

Nichi Vendola, speranze e timori

Nichi Vendola è il candidato che suscita le maggiori speranze presso i giovani, ma anche colui che, se vincitore, metterebbe più in crisi la coalizione, memore delle prodezze di Fausto Bertinotti negli ultimi 15 anni. Tre motivi per votarlo: è colui che martella di più sull’importanza dei finanziamenti alla ricerca e alla tutela dell’ambiente; nessuno come lui sarebbe in grado di far avanzare i diritti civili; ha fiducia e attenzione nei confronti dei giovani, senza distinzione di ceto e origine. Tre motivi per non votarlo: il suo rapporto con l’Europa, con tanto di promesse di rinegoziare i trattati; la base politica striminzita e inaffidabile; i timori sulla gestione della spesa pubblica, già soffocata da un debito pubblico mostruoso.

Matteo Renzi, peccati di gioventù?

Matteo Renzi è un fiume dirompente di promesse ed entusiasmo, ma ha anche un cattivo carattere legato in parte alla sua giovane età. Il suo gioco è questo: se vinco bene, se perdo mi arrabbio e resto a Firenze. Tre motivi per votarlo: è davvero in grado di portare discontinuità e persone competenti nella squadra di governo; ha una vocazione maggioritaria e dice no all’ambiguità di Casini; ha una proposta concreta per i contratti di lavoro, la flexysecurity di Pietro Ichino. Tre motivi per non votarlo: è con tutta evidenza sleale nei confronti dei compagni d’avventura, porta la personalizzazione della sua candidatura all’eccesso; fa sparate all’americana irrealizzabili, come il finanziamento privato ai partiti; è stato solo un amministratore locale e pecca di inesperienza.

Pierluigi Bersani, esperienza e vecchi compagni

Il segretario è stato leale: ha accettato le primarie nonostante lo statuto del partito lo indicasse già come candidato naturale del PD. E’ innegabilmente legato ai vecchi elefanti del partito, sarà difficile sbarazzarsi di loro. Tre motivi per votarlo: tra i candidati è il miglior mediatore e il suo programma è una buona sintesi degli altri; è il più affidabile in Europa; promette una politica fiscale che tassi fortemente le rendite finanziarie. Tre motivi per non votarlo: D’Alema, Rosy Bindi, Enrico Letta e tutti gli altri lo perseguiteranno; fa confusione sulle alleanze e strizza l’occhio a un nemico della sinistra, Pier Ferdinando Casini; ha un appeal elettorale piuttosto limitato in vista delle elezioni politiche.

Crediti: sky tg 24