Vendola e i giovani: SEL per il salario minimo e 4 tipologie di contratto

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Nel quadro dello "Speciale giovani 2013" melty.it analizza il programma di Sinistra Ecologia Libertà nei punti che più interessano le nuove generazioni. Nichi Vendola ha promesso di portare in Parlamento molti under 35. Ci riuscirà?

In un’intervista rilasciata alla Repubblica degli stagisti un paio di mesi fa Nichi Vendola ammetteva: “All'Italia manca il coraggio per diventare a misura di giovane”. Parole che fanno eco ad un’altra dichiarazione, raccolta dal giornale "Il Mondo": “L’Italia non è un paese per giovani. È un handicap a cui bisogna rispondere concretamente”. Tra le promesse del leader di Sinistra Ecologia e Libertà c’è quella di portare con sé in Parlamento giovani under 35 e dottorandi di ricerca, "che hanno sperimentato sulla loro pelle la precarietà”. Una precarietà che non è soltanto ‘economica’, quella che vivono oggi le giovani generazioni, ma anche e soprattutto ‘esistenziale’: “Oggi i ragazzi hanno il cellulare e i jeans firmati, ma non hanno la ricchezza che aveva mio padre: la fiducia nel futuro. Le giovani generazioni sono state mutilate di questo contributo sociale fondamentale". In che modo Nichi Vendola e SEL intendono rispettare premesse e promesse nella prossima legislatura?

Formazione e cultura

Se diamo un’occhiata al programma di Sinistra Ecologia e Libertà il primo punto è riservato alla cultura: “Se vogliamo che il futuro non sia lasciato al caso o diventi un qualcosa di cui avere paura è necessario tornare a credere nel valore delle idee”. L’Italia è l’unico paese Ocse in cui esiste la figura di ‘studente idoneo ma non beneficiario’, cioè ragazze e ragazzi che hanno diritto alla borsa di studio, per reddito e per merito, ma a cui non è possibile erogarla per insufficienza di risorse economiche. Uno scandalo tutto italiano, secondo Sinistra Ecologia Libertà, che si propone di tornare ad investire sulle giovani generazioni, dentro e fuori i luoghi di formazione, visto che fra i paesi industrializzati l’Italia occupa il penultimo posto per investimenti nella formazione. Nel programma culturale di SEL si legge, tra le proposte, quella di introdurre nelle scuole, di ogni ordine e grado, lo studio obbligatorio dei linguaggi audiovisivi poiché oggi si vive immersi nel mondo delle immagini e della rete e ciò permetterebbe ai nostri ragazzi di orientarsi e di apprendere altre lingue.

Lavoro

Nichi Vendola lo considera “la leva dello sviluppo della persona”. “Le politiche attive del lavoro sono finalizzate alla creazione di occupazione – si legge nel programma – e per questo proponiamo un Piano per il lavoro, ambientalmente e socialmente sostenibile, che sia promosso da concreti investimenti pubblici, diretti e attraverso la leva fiscale. Un piano teso a contrastare la drammatica disoccupazione nel nostro paese, in particolare delle donne, e dei giovani, concentrata soprattutto nelle regioni del mezzogiorno”. A proposito della riforma del mercato del lavoro firmata dalla ministra Elsa Fornero, Gennaro Migliore, del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà e capolista in Campania, afferma: “E’ una riforma che peggiora la condizione dei lavoratori in particolare dei più giovani . […] Vogliamo inoltre ridurre le tipologie contrattuali, che oggi sono 45, solo a 4: a tempo indeterminato, a tempo determinato, part-time e apprendistato. Infine vogliamo introdurre un reddito minimo garantito attraverso il quale riorganizzare tutto il sistema del welfare per opporci ai ricatti che quotidianamente subiscono tanti lavoratori in particolare giovani e donne sfruttati e sottopagati”. A chi gli chiede, una volta al governo, quali proposte attuerebbe per far diventare l’Italia un paese a misura di giovani, Nichi Vendola risponde: “Dobbiamo rispondere alla precarietà esistenziale che attanaglia le vite delle giovani generazioni riaprendo spazi di democrazia e partecipazione, istituendo uno strumento presente in tutta Europa come il reddito minimo garantito che li sottragga alla ricattabilità e consenta a tutte e tutti di formarsi e di aspirare a trovare il proprio posto nel mondo. Farò come ho fatto in Puglia: non ho pensato a cosa potessero fare le giovani generazioni per la mia regione, l’ho chiesto direttamente a loro finanziando progetti per riqualificare zone dismesse, laboratori urbani, progetti che hanno dato modo a loro e alla nostra Regione di crescere insieme avvalendosi delle competenze e del talento di chi viene considerato da anni come vuoti a perdere condannati alla precarietà, o alla disoccupazione, a vita. Scopriremmo così un Paese che rifiutiamo di vedere, fatto di precarietà e inquietudini. Io voglio assumerlo e attraversarlo, garantendo che ogni Ministero del mio governo parta da questo punto di vista per regalare finalmente un orizzonte di futuro a quegli sguardi”.

Candidati giovani

Osservando le età dei primi 5 candidati delle liste di SEL regione per regione ( i primi 10 per quelle con più di 15 candidati), calcoliamo che su 203 candidati, 82 hanno dai 40 anni in giù, per una percentuale quindi del 40,39 %. Le regioni a proporre il numero più alto di candidati giovani (sempre tra i primi cinque nomi) sono la Puglia e la Sardegna, le più ‘vecchie’ invece sono la Lombardia (in due liste su tre non c’è nemmeno un under 40) e il Lazio.

>>> Leggi su melty.it l'intervista a Eleonora Voltolina: "I giovani non sono centrali nelle elezioni 2013"

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