Valentino Rossi: SwissLeaks, conti in Svizzera e nuovi sospetti di evasione

Valentino Rossi coinvolto nel recente SwissLeaks
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C'è anche Valentino Rossi tra le personalità coinvolte in SwissLeaks, l'inchiesta sui conti bancari in Svizzera che sta facendo scalpore in tutto il mondo. Tutto sul coinvolgimento del pilota italiano e sulle recenti indagini.

Si chiama SwissLeaks ed è una delle più grandi inchieste sul sistema bancario della Svizzera che si sia mai vista. Una serie di indagini di livello mondiale e che coinvolgono un numero sconfinato di personalità più o meno note che, tra il novembre 2006 e il marzo 2007, avrebbero depositato a Ginevra qualcosa come 180,6 miliardi di euro sui loro conti. Stiamo parlando di 100 mila clienti in tutto, 7 mila solo italiani, che hanno affidato i loro soldi alla filiale svizzera della banca inglese HSBC, per un vero e proprio sistema di evasione fiscale a livello planetario. Numerose le celebrità, italiane e internazionali, coinvolte nella faccenda. Tra queste non passano certo inosservati i nomi di Flavio Briatore, Fernando Alonso e Valentino Rossi. Tutti in buona compagnia, con personalità anche parecchio discutibili legate al mondo del traffico di diamanti, fornitori di armi e uomini vicini a importanti uomini d'affari e politici. Sia chiaro, essere presenti in questa lista non significa automaticamente aver commesso reati o evaso il fisco. Sono in tanti, infatti, ad aver già da tempo regolarizzato in qualche modo la loro posizione. Sembra questo il caso di Valentino Rossi, che ha visto la sua storia intrecciarsi con quella di HSBC negli anni in cui era stata scoperta la sua evazione fiscale.

Valentino Rossi: SwissLeaks, conti in Svizzera e nuovi sospetti di evasione

Il pilota di Tavullia, infatti, era stato colpito da un procedimento di evasione per alcuni sospetti sulla sua residenza londinese. Il tutto era stato aperto nel 2008 e concluso con un accordo con cui Rossi aveva sostanzialmente ammesso le sue colpe e pagato il dovuto allo Stato italiano. Rossi aveva all'interno della banca un conto risalente al 2003 e numerato "Kikiki 62". Al suo interno erano depositati 23,9 milioni di dollari, un bazzecola se si pensa alle cifre degli altri conti depositati all'interno di questo malsano sistema bancario. I giornalisti che hanno condotto l'inchiesta hanno sentito l'avvocato del pilota, Claudio Sanchioni, che ha precisato quanto il contenzioso tra Rossi e il fisco italiano sia stato risolto con il pagamento di 30 milioni di euro per sanare ogni problema con i suoi conti depositati all'estero. Si parlava di un'evasione di 112 milioni tra il 2000 e il 2004, aggravata dall'accusa di aver dichiarato di risiedere in maniera fittizia a Londra. Graziano Rossi, il padre del Dottore nonché procuratore di quel conto lo aveva fatto registrare come un deposito per “investimenti conservativi”. Quella che riguarda il pilota italiano è solo la punta di un iceberg ben più corposo e profondo. Dal 2005 la filiale elvetica di HSBC avrebbe “spinto” i suoi clienti più facoltosi a occultare i loro depositi in società offshore con sede nei principali paradisi fiscali.

Valentino Rossi: SwissLeaks, conti in Svizzera e nuovi sospetti di evasione

Era così stato favorito un sistema abnorme di evasione fiscale e occultamento di milioni di dollari, che venivano distribuiti in contanti non rintracciabili e non verificabili dalle autorità discali. La cosa più grave è che la banca non faceva differenza per nessun tipo di cliente, fosse questo un semplice ricco facoltoso, un corrotto o un criminale di fama internazionale. La sede centrale di HSBC ha provato a minimizzare l'accaduto, ribadendo l'indipendenza della filiale svizzera rispetto alla sede centrale e sottolineando come queste pratiche siano terminate già da parecchio tempo. I controlli più serie e regolari degli ultimi anni non cancellano però uno scandalo come questo, con milioni e milioni che non sono stati pagati allo stato e alle autorità e numerose persone che, probabilmente, rimarranno impunite. La storia è cominciata quando Hervè Falciani, tecnico informatico di HSBC, ha sottratto alla filiale una serie di dati che denunciavano queste pratiche. Non è ancora chiaro se l'uomo volesse speculare sulla vicenda o denunciare la banca e gli evasori, ma è da diversi anni che se ne sente parla. L'inchiesta giornalistica SwissLeaks è durata 8 mesi e ha coinvolto numerosi giornali in tutto il mondo (Guardian, BBC, Le Monde, L'Espresso) ed è stata coordinata dal Consortium of Investigative Journalists, una rete di 185 giornali di 65 paesi con sede negli Stati Uniti. I giornalisti hanno deciso di svelare il tutto per tre fattori principali: denunciare i numeri incredibili di questa maxi-evazione, portare a conoscenza i nomi delle persone coinvolte e far notare come tutto questo fosse accettato – e incoraggiato – da HSBC.

Crediti: Youtube, Archivio web, agf