Valentino Rossi: Perché la MotoGP ha ancora bisogno di lui

Valentino Rossi, perché la MotoGP non può fare a meno di lui
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Alla soglia dei 37 anni il ritiro di Valentino Rossi è sempre più vicino ma, incredibilmente, la MotoGP sembra avere ancora bisogno di lui e della sua immagine. Scopri perché.

Valentino Rossi, nonostante quello che i detrattori hanno da dire su di lui, è il simbolo imprescindibile della MotoGP. Questo assunto, già abbastanza scontato negli anni dei grandi trionfi, è tornato in auge dopo la stagione 2015 e l'acceso finale che lo ha visto lottare più o meno correttamente contro Marquez e Lorenzo. La sollevazione popolare dei tifosi di tutto il mondo a suo favore non ci sarebbe mai stata se al posto del Dottore ci fosse stato qualcun altro. È bastata qualche parola del pilota italiano per scatenare l'ira di tantissimi tifosi che, al di là dei meriti specifici, si sono subito schierati senza indugi dalla sua parte. La lotta per la vittoria del mondiale prima e le successive polemiche con Marquez hanno portato grandissima popolarità al mondo delle due ruote, con un'attenzione mediatica addirittura superiore a quella che avevamo visto negli anni d'oro dell'Italia delle due ruote, con Rossi, Biaggi e Capirossi e a farla da padrone su tutto e tutti. É bastato che Valentino Rossi tornasse in alto nelle classifiche e nel gradimento della gente per riaccendere i fari su una MotoGP che sembrava una passione ormai dimenticata per tutti gli spagnoli.

Valentino Rossi: Perché la MotoGP ha ancora bisogno di lui

Da queste considerazioni anche i vertici di Dorna si sono accorti di non poter ancora fare a meno del loro campione simbolo, del pilota che da solo ha tirato avanti la baracca per tanti anni. Sono state le imprese di Rossi a segnare gli ultimi 15 anni del Motomondiale, senza i suoi sorpassi e le sue vittorie in tanti non si sarebbe nemmeno avvicinati a questo sport. Non si è trattato di una questione puramente nazionale o italiana: il potere mediatico di Rossi è stato talmente forte da coinvolgere gran parte del mondo. Valentino ha simpatizzanti ovunque, a prescindere dalla nazionalità e dalla provenienza geografica. A parlare per lui sono stati in primo luogo i risultati, ma anche una simpatia e una forza comunicativa che non ha pari nel mondo dello sport. Genuinità e simpatia naturale nel porsi con i media, sincerità e genuinità nel modo di parlare sono stati la vera carta d'identità di chi sin da subito, nonostante gli errori e le follie, è sempre stato apprezzato dai tifosi. I detrattori, seppur in misura minore, sono cresciuti con il tempo ma non hanno mai intaccato la fede profonda di tantissimi nel loro campione.

Valentino Rossi: Perché la MotoGP ha ancora bisogno di lui

Gli anni bui in Ducati sembravano rappresentare la fine di una parabola troppo bella per essere vera, ma il grande ritorno negli ultimi anni e la forza mostrata nel 2015 hanno rimesso davanti a tutti la realtà: se Rossi è forte lo è anche la MotoGP, se Rossi va bene aumentano gli ascolti e cresce il valore di tutto il movimento. Per questo, alla soglia dei 37 anni, il ritiro sempre più vicino del campione di Tavullia inizia a fare paura. Nessuno è riuscito a raccogliere la stessa eredità del Dottore, nessuna ha raccolto lo stesso seguito o ispirato la stessa simpatia. Per attitudine dentro e fuori dalla pista Marc Marquez sembrava essere il successore designato, ma quanto successo qualche mese fa lo ha quasi del tutto estromesso dalla corsa agli occhi di tutti. Ed è forse questa la più grande vittoria della carriera di Rossi, aver lasciato un vuoto intorno a se, rendendosi imprescindibile per tutto il movimento della MotoGP, eliminando ogni avversario. Un gran colpo in una carriera perfetta ma un problema di non poco conto per il Motomondiale che, una volta perso il suo campione, si troverà costretta a ripartire quasi da zero, a trovare un sostituto che purtroppo non sembra esserci, ne per talento ne per carisma. Godiamoci il campione italiano finché è ancora in pista, una volta ritiratosi, detrattori o ammiratori, ne sentiremo tutti la mancanza.

Crediti: Archivio web