USA-Serbia 129-92: USA campioni mondiali, video highlights

Kyrie Irving e uno sconsolato Sasha Djordjevic
Ecrit par

Gli Stati Uniti sono campioni del mondo di basket 2014. In finale Serbia travolta 129-92 con 26 punti di Kyrie Irving, nominato MVP. Guarda il video highlights su melty.it!

Semplicemente troppo forti. E – come se il valore tecnico dei giocatori non bastasse – troppo determinati. Questo è il verdetto della finale che corona gli Stati Unti campioni del Mondo 2014, che vede la squadra allenata da Mike Krzyzewski travolgere senza appello (finale 129-92) la Serbia di Sasha Djordjevic al termine di una partita che, di fatto, dura meno di metà quarto. Il tempo necessario, cioè, a Kyrie Irving e compagni per contrastare l'illusorio buon abbrivio preso dai balcanici in avvio (15-7) e strapazzarli con un primo tempo di precisione e cattiveria agonistica disarmanti, che rende il secondo sostanzialmente superfluo (pur se la Serbia lo onora almeno nei primi minuti). Il grande protagonista, nominato poi meritatamente MVP dei Mondiali nonostante non sia partito in cima alle gerarchie di squadra, è proprio il talento dei Cleveland Cavaliers, prossimo compagno di Lebron James, che sfodera un primo tempo da 18 punti (15 nel primo quarto) frustrando subito qualsiasi velleità serba.

Altri articoli su Mondiali basket 2014Lituania-Francia 93-95: Gli highlights dei Mondiali di basket 2014Mondiali basket 2014: USA-Serbia, diretta tv e streamingMondiali basket 2014: Kyrie Irving da record, USA-Serbia già decisa

Eppure per circa metà quarto la partita sembrava promettere bene (ci si perdoni la partigianeria – sia chiaro – per una partita avvincente, non pro-Serbia): nei primi giri di lancette, infatti, Miro Raduljica alimenta la sua immagine di giocatore-culto di questo Mondiale facendosi sentire contro i mostri di atletismo americani, Nemanja Bjelica dà sfoggio di talento e concretezza e Milos Teodosic mostra tutta la sua faccia tosta guidando il parziale che vale il +8, con appena 7 punti concessi, dopo meno di metà quarto. Gli USA, però, realizzano il pericolo e cambiano immediatamente marcia su entrambe le metà campo, con un Irving immarcabile e un DeMarcus Cousins efficace tanto in difesa quanto in attacco. I due vengono imitati da qualsiasi americano scenda in campo, tra cui Klay Thompson che entra e, dopo una manciata di secondi, insacca la tripla fuori equilibrio che vale il primo vantaggio in doppia cifra sul 30-

La Serbia, a quel punto, sembra già intuire che gli avversari non hanno voglia di scherzare, e di fatto si “adatta” alla partita senza smettere di lottare ma al contempo senza provare realmente a rientrare. Coach Djordjevic prova a mescolare le carte ma gli USA sono “in missione”, e il +31 toccato già prima dell'intervallo manda un messaggio inequivocabile. A nulla serve la buona intensità messa in campo in avvio di ripresa, a nulla serve la difesa a zona (sistematicamente bucata dai “missili” di Jarden Harden e degli altri esterni): la gara si trasforma ben presto in un massacro sportivo, e gli Stati Uniti (che – vale la pena di ricordarlo – schieravano in Spagna la seconda o forse terza miglior formazione di cui potrebbero teoricamente disporre) si confermano dominatori incontrastati della palla a spicchi mondiale, stavolta con il merito addizionale di aver rispettato ogni avversario dando il massimo (almeno per i pochi minuti necessari a scavare un solco) in ogni incontro disputato. Rimarrà il dubbio che, se la Spagna non si fosse fatta irretire dalla superba Francia dei quarti di finale, forse Pau Gasol e compagni avrebbero potuto dare vita ad una finale più aperta; ma in tutta obiettività, contro una Nazionale americana così in forma, affiatata e determinata, anche per le Furie Rosse padrone di casa ci sarebbe stato poco da fare. Di certo la Serbia, più di così, non poteva fare, e può comunque gioire per un argento inatteso. Ma la vera, meritata festa è quella degli Stati Uniti, che ora avranno due anni di riposo in attesa di trovare, si spera più equipaggiata, ai Giochi Olimpici di Rio 2016.

>>> STATISTICHE E ALTRI HIGHLIGHTS

Crediti: FIBA, Archivio web