True Detective 2x08: “Omega Station”, il season finale di un insuccesso

Il season finale di True Detective 2
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L’ultima puntata di True Detective 2 è durata la bellezza di 90’ e ci ha regalato una serie di colpi di scena. Leggi la recensione del season finale “Omega Station” su melty!

(Thomas Cardinali) - “Otteniamo il mondo che ci meritiamo” è la frase simbolo di questa seconda stagione di True Detective. La serie scritta da Nic Pizzolatto è stata duramente criticata e costantemente, a torto, paragonata alla prima stagione. I protagonisti Colin Farrell e Vince Vaughn sono stati aspramente attaccati per la loro interpretazione, ma alla fine i fan possono comunque ritenersi soddisfatti. Lo show HBO è cresciuto puntata dopo puntata arrivando ad un livello di coinvolgimento molto alto negli ultimi tre episodi. Il migliore e inarrivabile (almeno per quest'annata) resta il settimo “Black Maps and Motel Rooms”, ma è il season finale che ci ha svelato l’enigma dietro l’omicidio di Caspar che si protraeva sin dal primissimo appuntamento. Ray Velcoro e Frank Semyon affrontano il loro destino con una rassegnazione quasi fatalista, che accompagna da sempre la scrittura di Nic Pizzolatto. Gli ultimi 90’ della seconda stagione di True Detective sono una partita in cui i due protagonisti alla fine perderanno entrambi e la cosa è ben visibile sin dai primi frangenti dell’episodio.

“Omega Station” ha il merito di tenere incollati gli spettatori dall’inizio alla fine, perché se comunque la trama è piena di cliché ben intuibili tutti volevano capire come si sarebbe arrivati allo scontato epilogo. True Detective 2 è una serie da apprezzare per il suo percorso, che è andato in crescendo dall’inizio alla fine come quest’ottavo appuntamento. La scoperta che l’omicidio Caspar era legato a una brutale vendetta per gli incidenti del 1992 era ormai nell’aria sin dal settimo episodio e per Ray Velcoro e Ani Bezzerides è restata soltanto la fuga come unica opzione. Ray e Frank hanno risolto i loro problemi, prima di dare un ultimo saluto alla serie nel modo più assurdo: Ray scopre di essere il vero padre di Chad, ma non riesce neanche a dare un ultimo saluto al figlio, mentre Frank viene abbandonato nel deserto dalla banda messicana a morire in preda alle allucinazioni. Il vero vincitore della serie è Colin Farrell: l’ex interprete di “Alexander” e “Storia d’Inverno” si è mostrato alla fine perfetto nella sua staticità nei panni del detective corrotto di Vinci.

Una nota a parte la merita Vince Vaughn: assolutamente non credibile nei panni del cattivo e a tratti noioso nei dialoghi è riuscito negli ultimi episodi a recuperare con molte scene d’azione, ma la valutazione complessiva del suo personaggio resta insufficiente. I due hanno mostrato di essere i due partner che aspettavamo sin da quando hanno annunciato il cast di True Detective 2 e hanno liquidato in breve tempo Osep e company.In “Black Maps and Motel Rooms” avevamo dato l’ultimo saluto a Paul Woodrugh (Taylor Kitsch), ma il doppio epilogo drammatico di “Omega Station” ha tinto ancora più di nero la serie. Rachel McAdams (guarda le foto alla première di Southpaw) è stata la nota lieta di questa stagione: un personaggio femminile forte, dal passato oscuro che è riaffiorato caratterizzando in modo indelebile gli ultimi episodi. La scena finale in cui lei e Jordan, la moglie di Frank, si ritrovano oltre il confine con il figlio di lei e Ray certifica come nel mondo di Nic Pizzolatto il bene non esiste, ma c’è soltanto una flebile speranza. True Detective 2 è stata stagione meno brillante della prima, ma non per questo un prodotto da scartare perché la raffinatezza di scrittura e la qualità in cui trame e sotto trame sono andate ad incastrarsi sono elementi rari da trovare, come conferma la forte volontà della HBO di rinnovarlo per una terza stagione.

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Crediti: HBO