Tour de France 2014: Vincenzo Nibali, video e foto del trionfo sugli Champs Elysèes

Il Tour de France agli Champs Elysèes
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Tra l'imbarazzo dei francesi e l'euforia degli italiani, Vincenzo Nibali trionfa sugli Champs-Elysèes facendo suo il Tour de France 2014. Vi raccontiamo un pomeriggio parigino davvero speciale per lo sport italiano.

Ci sono pomeriggi in cui ci si sente in imbarazzo a far parte della Storia: un po' perchè è difficile pensare che da 16 anni un italiano non trionfava al Tour de France, un po' perchè così tanti tricolori - italiani, s'intende - sugli Champs-Elysèes di Parigi disorientano. Vincenzo Nibali è dunque il vincitore del Tour de France 2014, primo nostro connazionale a riuscire nell'impresa dopo il compianto Marco Pantani, e stentiamo ancora a crederci. Nonostante le numerose vicende di doping che hanno minato il ciclismo negli ultimi anni, rimane sempre un fascino un po' vintage nell'attendere un “eroe delle due ruote” passarti davanti. Uno spirito talmente radicato che, domenica 27 luglio, l'Arco di Trionfo pullulava di individui di tutte le età: vecchi appassionati cresciuti nel mito di Bartali e Merckx, giovani rampanti, bambini predestinati ad una crescita a pane e ciclismo. Stranamente, pochi sono i personaggi “caratteristici” e quasi nessuno si dimostra sopra le righe, anche se un gruppo di italiani si fa riconoscere da subito portando in trionfo uno squalo gonfiabile vestito della maglia gialla.

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Dopo ore di attesa, tra frustrati intenditori inglesi (disastrati in questo Tour de France, orfani di Cavendish e Froome) ed elettrizzati supporter slovacchi grazie alla maglia verde Peter Sagan, finalmente i corridori passano davanti a noi per gli 8 giri del circuito degli Champs-Elysèes: Vincenzo Nibali ci sfreccia davanti in maglia gialla e non sembra neanche fare fatica. Il suo passaggio effimero fa urlare gli italiani e provoca l'indifferenza dei francesi, che non accettano tutto questo: si riconosce subito chi è del posto per le ovazioni riservate ai “padroni di casa” Peraud, Pinot e Bardet, rimasti indietro anche nella bagarre dell'ultima tappa.

Se c'è una cosa che ho capito da questo Tour de France è che Oltralpe si ha una identità nazionale talmente forte che è dura accettare di arrivare dopo gli altri. Agli occhi dei francesi, Nibali appare come un italiano perfetto sconosciuto che ruba la vittoria a due beniamini del pubblico di casa. Questo si ripercuote sulle scelte di una parte della stampa (già nei giorni scorsi le principali testate francesi titolavano in malo modo sullo Squalo di Messina, facendo persino squallide insinuazioni), degli altri media (durante la diretta tv, Nibali non è stato considerato più di tanto) e anche al momento delle celebrazioni ufficiali: il tempo di una veloce "alzata di coppa", nessuna enfasi, appena una timida "We are the Champions" partita a basso volume mezz'ora dopo la premiazione.

Tra gli italiani, c'è chi come Giorgio - un ragazzo di Cuneo, turista in Francia proprio in questo fine settimana – sventola il tricolore lamentandosi di “intrusioni francesi” a storpiare l'Inno di Mameli durante l'incoronazione del nostro campione. Ormai, però, tutto questo ha poca importanza: come lo definirebbe Paolo Conte, questo nuovo “Naso triste da italiano allegro” ha riempito tutti di gioia. Così, mentre gli italiani continuano ad aspettarlo sulle transenne chiedendosi “Ma passerà? Per forza, Nibali deve passare di qui”, torno verso la metropolitana parigina chiedendomi in realtà se “resterà” la memoria di questo storico Tour de France 2014. Vincenzo Nibali, nato dal nulla e arrivato alle stelle, ci ha reso immensamente fieri: non ci resta che gongolare tra i Boulevards un po' più orgogliosi di essere italiani.

Crediti: melty.it