Tormento e Primo: “El Micro De Oro”, intervista alla vigilia del tour

Tormento e Primo nella redazione di melty.it
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Tormento e Primo, storici membri di Sottotono e Cor Veleno, sono venuti in redazione per presentare il nuovo album “El Micro De Oro”. Alla vigilia della prima data del tour, un'intervista con un piede negli anni '90 e lo sguardo sul presente.

“Oggi si tendono a dimenticare esperienze come l'Hip Hop Village. Si attribuisce tutto al nuovo mainstream. E' stato il rap underground a fare dei passi in avanti negli anni '90” , ricordano Tormento e Primo. “Speriamo che “El Micro De Oro” sia un ponte, un punto d'incontro tra noi vecchiacci e i ragazzi più giovani. Vogliamo lasciare qualcosa che non si esaurisca nei sei mesi di promozione”. Le presentazioni sono quasi superflue. Tormento, con i Sottotono, è stato una delle prime icone west coast italiane dai primi anni '90. Primo calca la scena con i Cor Veleno da vent'anni. Sono venuti nella redazione di melty.it a presentare il loro nuovo album, “El Micro De Oro”, uno dei più incisivi usciti in questi primi mesi del 2014. Domani, Sabato 29 marzo 2014, parte il loro tour con la data di Chivasso (TO) “Suoneremo all' “Out4Flame”, festival di street dance. Ci saranno anche Gente Guasta, Johnny Marsiglia e Big Joe. Non vediamo l'ora di portare “El Micro De Oro” dal vivo perché la maggior parte dei brani è concepita per essere condivisa col pubblico. Il concerto rimane l'aspetto più importante del nostro mestiere”. Ripercorrendo vent'anni di rap, Tormento e Primo raccontano dove può arrivare il rap di domani.

Tormento e Primo
Tormento e Primo

Come vi siete avvicinati alla scena hip hop e alla musica rap e chi erano i vostri miti di quando avete iniziato?

Tormento: "Per me il terreno era già stato preparato da mio padre che in casa ascoltava Dave Brubeck, Clark Terry, Clifford Brown, tutti jazzisti di vecchia data. Quindi il suono è stato sempre quello, sono un amante della black music. Quando poi nel 1989 è uscito Tougher Than Leather” dei Run Dmc ho avuto un flash, sono corso da mio padre e gli ho chiesto di comprarmelo, avevo tredici anni. Non bisogna dimenticare Jovanotti e Radio Deejay che invitavano gente come i Public Enemy e permettevano di scoprire i rapper americani. Poi sono arrivati i primi film: Beat Streets, Breakin', Colours e altri."

Primo: "Io ricordo soprattutto i movimenti che si creavano nelle varie città. Penso a Piazzale Flaminio a Roma, Galleria Colonna. Avevo anch'io sui tredici anni e vedevo questi breakers con le gambe per aria. Non capivo se fossero dei funamboli o cosa, mi spiegarono che si trattava di una delle quattro discipline della cultura hip hop. Mi sono subito appassionato e ho cominciato ad ascoltare rap. Il primo disco fu “Bigger And Deffer” di LL Cool J. Anch'io ascoltavo Albertino e Jovanotti che avevano l'unico spazio in Italia per sentire rap. Poi sono diventato fan dei Sottotono e seguivo Tormento a tutti i live. All'epoca ascoltavo più musica east coast ma amavo la linea melodica che portava avanti in Italia. Visto che avevo uno stile più ruvido ho cominciato a studiare il suo utilizzo della voce. E' stato fondamentale per riuscire a evolvere il mio rap."

Siete due rapper storici della scena italiana. Tormento, con i Sottotono e Primo con i Cor Veleno. Come vi siete incontrati e come è nata l'idea di una collaborazione? Primo: “Ci siamo conosciuti nel 1996 alle prime jam importanti a cui partecipavamo e abbiamo iniziato a seguire le rispettive gesta discografiche, più che altro le loro. Conta che come Cor Veleno ci siamo formati nel 1992 e, fino al 1998, non abbiamo pubblicato dischi. Suonavamo alle jam, negli open mic, in tante situazioni live in cui ci si incontrava anche con loro. Poi abbiamo avviato anche noi il nostro percorso ufficiale pubblicando brani come “21 Tyson” e, nel 2001, ci siamo incontrati io e Tormento. Abbiamo iniziato a frequentarci e a sperimentare, inizialmente per puro divertimento. Abbiamo fatto molte collaborazioni nei rispettivi dischi, dei concerti insieme. Di recente, rifacendo delle date insieme quasi per caso, abbiamo avuto una risposta positiva. Tutti ci chiedevano quando avremmo fatto un disco insieme. Nel 2012 abbiamo pubblicato “Mantenere” (primo singolo di “El Micro De Oro” ndr) e da li abbiamo cominciato a lavorare al disco.”

Tormento e Primo nella redazione di melty.it
Tormento e Primo nella redazione di melty.it
Rap italiano - Tormento e Primo nella redazione di melty.it
Tormento e Primo nella redazione di melty.it
Rap italiano - Tormento e Primo nella redazione di melty.it
Tormento e Primo nella redazione di melty.it

Il vostro album era atteso da qualche tempo. Cosa si trova all'interno di “El Micro De Oro” e cosa si cela dietro il suo nome?

Primo: “Sapevamo che fare un disco insieme era una responsabilità per il tipo di storia che ognuno di noi aveva alle spalle. Ci abbiamo messo tanto anche per questo. Volevamo lasciare qualcosa che non si esaurisse nei sei mesi di promozione. Qualcosa a cui ci si possa affezionare, come noi ci siamo affezionati a dischi del passato”

Tormento: “Oggi molti la vivono così. Il video uscito due giorni prima sembra già vecchio. E' importante invece che chi cresce con questa musica trovi dei punti fermi. Non si può prendere e buttare via tutto come fosse usa e getta. Non dico che uno di questi punti fermi debba essere il nostro disco, possono essere anche dei libri. Nel primo singolo diciamo: mantenere il punto sulle cose vere. Anche il titolo dell'album, “El Micro De Oro”, richiama questo aspetto. Vediamo il microfono come qualcosa di dorato, di sacro. Ci vuole un po' di rispetto quando lo si maneggia. Noi ci siamo appassionati alla musica di epoche che non abbiamo vissuto come gli anni '50 e '60. Mentre il rap, oggi, sembra scollegato da tutto il percorso che ha portato la musica fin a questo punto. Noi speriamo invece che quest'album sia un ponte, un punto d'incontro tra noi vecchiacci e i ragazzi più giovani.” Primo: “E' anche per questo che ci rappresenta bene. “El Micro De Oro” è un tributo a tutto quello che ci ha fatto arrivare fin qui ma con uno sguardo al futuro.”

Come vedete la scena rap italiana attualmente se rapportata a quello che avete conosciuto negli anni '90?

Tormento: "Erano gli anni dell'acquario, della scoperta del rap. Quella attuale la definirei come l'era d'oro. C'è di tutto sulla scena: da chi è più legato allo stile classico, con campioni black music anni '50 e '60, a chi è più legato al synth, con suoni più freddi e influenzati dalla musica degli anni '80. Il suono di Warren G era tutto synth, la crunk e poi la trap di oggi sono lo step successivo. E' bello vedere convivere e mischiarsi vecchio e nuovo. Anche se rimango convinto che è dal passato che possono arrivare le soluzioni per fare evolvere la musica verso nuovi lidi." Primo: "Ricordo che a Roma in quegli anni si faceva fatica a collaborare con altri artisti. Poteva capitare di ricevere demo inascoltabili, quindi si era diffidenti. Oggi invece il livello medio si alzato, vanno tutti a tempo e hanno bene o male uno stile marcato. E' più facile e stimolante fare collaborazioni oggi. Negli anni '90 dovevi autoalimentarti in studio o ascoltare quello che arrivava dall'america. Oggi hai modo di confrontarti con molta più gente all'interno della tua stessa città." Tormento: "Era incredibile, in quegli anni, la capacità di organizzarsi senza telefonini e internet. Se c'era una jam a Torino vedevi comparire gente da tutta Italia. Il mese successivo c'erano le stesse persone a Bologna per un'altra jam e così via. Primo: "Le jam poi diventavano storiche, quasi mitiche. Ci ricordiamo ancora di Indelebile, nella metà degli anni '90, di Juice e di tante altre. Oggi si tende ad attribuire il merito del successo attuale del rap solo al nuovo mainstream come se prima non fosse stato fatto nulla. Si dimentica l'Hip Hop Village del 1997, organizzato da due sponsor come Mentos e Radio Deejay". Tormento: "L'hip hop ha smosso qualcosa all'epoca. Sono stati fatti degli step negli anni '90; penso al rap underground, staccatosi dalle etichette che avevano dimostrato di esserci solo nel momento di interesse. Krs One, negli Stati Uniti, ha appena fatto un documentario sull'hip hop guardando tutto il percorso di questa cultura negli ultimi 40 anni, non solo una parte o solo un periodo".

Tormento e Primo nella redazione di melty.it
Tormento e Primo nella redazione di melty.it

Quando potremo vedervi dal vivo nei prossimi giorni per la presentazione del disco?

Tormento: "Non vediamo l'ora di cominciare. La prima data del tour è domani, sabato 29 marzo, a Chivasso (TO). Suoneremo all' “Out4Flame”, un bel festival di street dance organizzato da Double Struggle , crew storica di b-boy torinesi. Quest'anno al breaking si aggiunge anche uno show musicale. Oltre a noi saranno presenti Gente Guasta, Johnny Marsiglia e Big Joe e tanti altri." Primo: "Siamo onorati di portare “El Micro De Oro” dal vivo all'“Out4Flame” perché la maggior parte dei brani è concepita per essere condivisa col pubblico. Il tour proseguirà il 4 aprile a Roma, il 12 aprile a Modugno (BA) e il 19 aprile a Cesena, per citare le prime date. L'elenco completo dei concerti si trova sulle nostre pagine ufficiali di facebook. Ad accompagnarci sul palco sarà Dj Pitch8, dj ancora giovane ma con già dieci anni di esperienza alle spalle. Ci troviamo bene con lui prché ha un approccio quasi da orchestra. A differenza di alcuni dj che oggi schiacciano solo play, lui segue tutto il live passo passo. Ci aiuta ad amplificare l'impatto del concerto che per noi rimane l'aspetto più importante del nostro mestiere."

Crediti: Youtube, Giada Gentilini, melty.it, facebook