The Walking Dead 5: Zerocalcare e la recensione a fumetti

Zerocalcare e la sua recensione a The Walking Dead
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Con il solito stile dissacrante e piacevolmente comico Zerocalcare ha deciso di recensire The Walking Dead. In un misto tra amore e odio ecco cosa ne pensa il disegnatore di Rebibbia nella sua vignetta.

Tra gli estimatori della prima ora di The Walking Dead non possiamo non citare il mitico Zerocalcare, disegnatore nelle prime pagine di tutta Italia per il grande successo ottenuto con i suoi fumetti e con il suo ultimo libro “Dimentica il mio nome”. Tra le varie collaborazioni tenute dal vignettista in rete ve ne è una molto interessante per Best Movie in cui Zero raccontata con le sue tavole e il suo tipico stile alcuni dei prodotti seriali e cinematografici più in voga. Dopo aver passato sotto la lente di ingrandimento True Detective è toccato a The Walking Dead essere raccontato con una sequenza incredibilmente spassosa di disegni dallo stile unico e imperdibile. La tavola non fa altro che palesare il sentimento comune a moltissimi fan della serie prodotta da AMC. The Walking Dead è una serie allo stesso tempo amata e odiata, capace di grandi colpi di scena e buone cose, ma anche di puntate pessime e scelte di trama quanto meno discutibili. Incredibile l'abilità dell'autore romano di riassumere in una sola pagina tutte queste contraddizioni: “Esiste una verità popolare che spesso i media main stream tacciono – si legge in apertura – Essa però si diffonde, passa di bocca in bocca, si afferma da se senza bisogno di gran casse: in Walking Dead non succede mai un cxxxo! ”. In una vignetta con Carl e Rick intenti a “camminare a caso evitando qualsiasi dialogo interessante”, Calcare ammette che comunque almeno in un episodio all'anno succede qualcosa.

The Walking Dead 5: Zerocalcare e la recensione a fumetti
The Walking Dead 5: Zerocalcare e la recensione a fumetti

Gli zombie vengono inoltre considerati una presenza poco inquietante, quasi innocua e ormai da contorno alla scena. Ma, come accade a quasi tutti noi, la serie offre alcuni aspetti quasi irrazionali che ci tengono incollati allo schermo. Noi aspettiamo con impazienza il mid season finale di The Walking Dead 5, alcuni guardano la serie solo per la presenza di Daryl, mentre Zerocalcare non aspetta altro che la morte di Carl, definito senza mezzi termini un “apatico ragazzino guardia”. Ma l'abilità dell'autore romano è proprio quella di raccontare il pensiero comune di tantissime persone e la sua chiusa finale vale più di qualsiasi altro pensiero: “The Walking Dead non si guarda con la testa, ci sono spinte più profonde. Il cuore ha ragioni che la ragione ignora. The Walking Dead si guarda perché ci stanno gli zombi. E gli zombi si guardano sempre, punto”. Chi conosce l'autore sa quanto sia forte la sua passione per gli zombi e quanto questa l'abbia spinto a realizzare nel 2013 anche un volume a tema intitolato “Dodici”, un esperimento ben lontano dalla galassia dei tipici lavori di Zerocalcare, una storia post apocalittica di lotta con walkers affamati e assetati di sangue. Da un ragazzo che ha sempre avuto cari questi temi non potevamo che aspettarci un apprezzamento, pur con molte riserve. Pur con tutti i suoi punti deboli la serie continua a piacerci e ad essere seguitissima, lo sa Zero e lo sappiamo tutti noi, poco importa se “il motivo per cui il 90% della roba di zombi è monnezza è perché sanno che tanto quelli come te se la guardano a prescindere”. Ce ne faremo una ragione.

Crediti: Archivio web, Antonella Andriuolo, Fumettologica