The Voice 4: Raffaella Carrà critica il talent di Rai2

The Voice of Italy | Raffaella Carrà
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Raffaella Carrà critica aspramente il talent show "The Voice of Italy" che la vedrà fra i protagonisti a partire da settimana prossima. Leggi le sue dichiarazioni su melty.it.

Dopo il flop di Forte Forte Forte, Raffaella Carrà tornerà in tv nel ruolo di coach nella prossima ed imminente quarta edizione di The Voice of italy. Sulle pagine di DiPiù Tv, però, l'artista ha rivelato di non esser così convinta che il talent di Rai2 sia così efficace: "In questo programma non c’è modo di fare conoscere i ragazzi fino in fondo, come capita in altri talent. Noi giudici ne scegliamo ventuno a testa: sono tanti.". Ma il problema non è solo del format ma anche di chi fa i casting: "Molti ragazzi cantano in inglese e questo non va bene perché cantare in inglese non ti fa vendere album in Italia, in Europa o in America Latina, a meno che non sia un cantante inglese. Quindi, voglio sentire i concorrenti cantare in italiano, perché solo così potranno avere successo. Poi noi giudici faremo il massimo per aiutarli ad affermarsi, ma se nessuno ci riuscirà non sarà colpa nostra...".

Eh si, perché oltre al casting dei ragazzi e al format debilitante, un terzo problema potrebbe essere anche quello delle case discografiche che non collaborano con insistenza: "Perché i concorrenti abbiano poi una carriera, serve che entrino in gioco anche la Rai e la casa discografica che ha l’esclusiva sui cantanti del programma: la Universal" - spiega la Carrà - "E qui nascono altri problemi. Il primo è che manca la programmazione del futuro del vincitore. Perché, per esempio, nessun cantante di The Voice of Italy è tra i Campioni a Sanremo?".

E visto che le stoccatine non sono abbastanza, Raffaella Carrà commenta anche il mezzo successo incassato da Suor Cristina: "Avere una bella voce è importante, ma senza le canzoni giuste non si va da nessuna parte. Pensate a suor Cristina… Ha una bella voce, ma come ce ne sono tante, e infatti all’epoca del suo provino mi colpì in quanto suora. L’abito faceva tutto. Ha funzionato solo a The Voice of Italy e ha fatto bene a rimanere una suora. Per dirla alla francese, non ha il 'physique du ròle', o, per dirla all’italiana, i numeri giusti per fare la cantante: se le togliete l’abito da suora, resta solo una bella voce senza niente di più. Insisto: ormai una bella voce non basta per affermarsi".

Crediti: rai