The Vampire Diaries 5: Recensione Season Finale

The Vampire Diaries 5: Recensione del finale di stagione
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Il Season Finale di The Vampire Diaries 5 ha dimostrato come, al di là dei soliti preconcetti su uno sfondo visto e rivisto come quello vampiresco, anche un fantasy possa raccontare al meglio ogni dramma e sfaccettatura umana. Ecco perché.

Tutti coloro che hanno seguito con passione questi cinque anni di The Vampire Diaries sanno bene che confrontarsi sul soggetto, magari invitando qualcun altro a seguire le vicende della saga, non è facile come potrebbe sembrare. Sopratutto la fascia d'età post ventenne, testimone riluttante del successo di Twilight e company, non riesce ad accettare l'idea che dietro ad un semplice genere fantasy, i meccanismi umani che ne definiscono l'intreccio siano molto più realistici rispetto ad una serie televisiva in cui di reale c'è solo la cornice delle vicende.

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Probabilmente, l'immedesimazione in un personaggio che si trova al centro di una vita avventurosa (poco credibile) in uno sfondo realistico, per molti è più spontanea rispetto a quella con dei caratteri tipicamente umani che si sviluppano all'interno di una cornice vampiresca: perché mettere su un piano superiore una trama romanzata piuttosto che uno sfondo romanzato? In ogni caso, il Season Finale di The Vampire Diaries 5 ha dimostrato come non mai in che modo, assolutamente empatico, si possano affrontare le più profonde paure e tragedie umane spingendo lo spettatore ben oltre il "romanzo".

Non essere coinvolti emotivamente in un episodio del genere sarebbe stato impossibile: l'evoluzione di Elena e Damon è stata, per la prima volta, tangibile e fondamentale nella riuscita del gran finale. La giovane e innocente Elena Gilbert, segnata dal suo passato difficile ma pronta a combattere per difendere il presente, è ormai una donna pronta a morire per salvare la sua città, i suoi cari, ma sopratutto il suo rapporto con Damon che, nonostante il suo fastidioso retrogusto amaro, rimane la sua vera ragione di vita.

Dopotutto, un rapporto vero è proprio questo: un combattimento continuo, un percorso da equilibrista senza fine, che non si può non intraprendere se ci si vuole sentire vivi. Anche Damon ha subito una metamorfosi incredibile riuscendo, da egoista sanguinoso e pieno di rancore, a rendere un'altra persona la sua priorità, spostando automaticamente i suoi punti cardinali: un Damon della scorsa stagione non se ne sarebbe mai andato in una maniera così pacifica, accettando il fatto di sparire nel nulla totale in tutta serenità. Invece anche lui, come ogni persona alla fine di una vita piena, ha chiuso in bellezza, sebbene sofferta, il suo personale cerchio.

Crediti: Archivio web, The CW, Archivi web, Youtube