Oscar 2016, Ennio Morricone vince con The Hateful Eight: 3 soundtrack western indimenticabili

Ennio Morricone, sesta nomination con The Hateful Eight
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Ennio Morricone potrebbe aggiudicarsi l'Oscar per la migliore colonna sonora con "The Hateful Eight". Ecco 3 indimenticabili lavori western del maestro italiano.

(di Emanuele Zambon). "Sergio Leone voleva, in 'Per un pugno di dollari', qualcosa di simile al 'Deguello', il motivo che Dimitri Tiomkin compose per 'Un Dollaro d'Onore'. Io mi rifiutai e mi ricordai di un tema che avevo scritto per la televisione e che era stato cantato da una delle Peter Sisters, le tre sorelle nere che Garinei e Giovannini avevano lanciato in un musical con Renato Rascel. Era una ninna nanna che una di loro cantava a poppa di una nave… ". Come nasce il mito? Ennio Morricone lo rivela in una breve intervista. Il maestro nato e cresciuto nel quartiere romano di Trastevere ha contributo nel corso degli anni a valorizzare numerose pellicole cinematografiche grazie a colonne sonore indimenticabili e ha legato il suo nome ad un genere assai popolare negli anni '60 e '70 come lo spaghetti western. Con "The Hateful Eight" (scopri tutti gli omaggi di Tarantino al cinema di Sergio Leone) è alla sesta nomination in carriera: Morricone non è mai riuscito infatti ad aggiudicarsi l'ambita statuetta, sebbene sia considerato uno dei più grandi musicisti e compositori del '900, dotato di un talento smisurato e di un'inventiva fuori del comune. L'artista romano è andato vicinissimo a conquistare l'Oscar per due anni di seguito, nell''88 e nell''89 rispettivamente per "Mission" e "Gli Intoccabili" (curiosamente entrambe le pellicole annoveravano nel cast Robert De Niro). Ora sembra essere la volta giusta, grazie alla splendida colonna sonora realizzata per "The Hateful Eight" (scopri i segreti della soundtrack), il nuovo western di Quentin Tarantino. Noi di melty abbiamo selezionato 3 film western caratterizzati dalle note inconfondibili di Morricone:

C'ERA UNA VOLTA IL WEST

L'epopea del selvaggio West è ormai agonizzante, il mito del cow-boy e dell'avventuriero cede via via il passo alla ferrovia e allo spirito imprenditorialista post Guerra di Secessione. Sergio Leone firma uno dei western più pregevoli di tutti i tempi, costruito su deserti e silenzi, su orrore e interessi. Il tutto è sottolineato dalla colonna sonora di Ennio Morricone (nuova collaborazione con Tarantino annunciata, leggi di più), realizzata prima dell'inizio delle riprese e riprodotta poi sul set, influenzando così il mood della pellicola tanto quanto le soluzioni stilistiche enfatiche del regista di "Per qualche dollaro in più". Il risultato è una delle più significative colonne sonore della storia del cinema, con un leitmotiv eccezionale affidato (anche) ai vocalizi dell'artista Edda Dell'Orso (il motivo che accompagna l'arrivo di Jill in paese), con armonica a bocca, clavicembalo e archi a fare il resto.

IL MERCENARIO

È, assieme a "Vamos a matar, compañeros", uno dei più celebri 'Zapata western', ovvero una sottocategoria dello spaghetti western che narra le vicende di pistoleri e banditi sullo sfondo della Rivoluzione Messicana (per questo in alcuni di questi film è possibile notare l'utilizzo di macchine, moto e persino aerei). Per molti versi "Il Mercenario" ricorda sia il film con Tomas Milian che "Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo", specie nel presentare al pubblico tre diversi personaggi che incrociano le proprie vicende personali sullo sfondo della grande Storia: qui Franco Nero, Tony Musante e Jack Palance sono impegnati a darsi la caccia per tutto il Messico. Tra l'uso magnifico della tromba, lirismi sontuosi e arrangiamenti tipici, il fischiettio che già aveva reso famosa la trilogia del dollaro introduce il duello finale ("Salve 'Ricciolo', ci si vede ancora...ma forse per l'ultima volta" esclama il 'polacco' Franco Nero). Ennio Morricone lega visceralmente la sua musica al film di Sergio Corbucci, regalando motivi come "L'Arena" che verranno poi ripresi da Quentin Tarantino (lo abbiamo incontrato a Roma, ecco cosa ha dichiarato) in "Kill Bill" e "Bastardi Senza Gloria".

IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO

Le percussioni, il pianoforte, l'ululato umano che imita quello del coyote. Ennio Morricone (il maestro sfida John Williams agli oscar 2016) dà vita ad una composizione divenuta ormai cult, frutto di un interesse maniacale da parte del musicista italiano per la sperimentazione. Per tratteggiare sonoramente le scorribande del bounty killer senza nome Clint Eastwood, del bandito rozzo e goffo Eli Wallach e del bieco assassino Sentenza (Lee Van Cleef), l'artista 87enne affianca a strumenti considerati 'classici' la chitarra elettrica e lo schiocco della frusta, realizzando un arrangiamento che conquista critica e pubblico (tanto che la soundtrack sarà il successo dell'anno assieme a "Jumpin' Jack Flash" dei Rolling Stones). Una partitura musicale unica, in grado di giocare su diversi timbri e avvolgere ogni singola sequenza de "Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo". È il caso di motivi come "Il Triello" - che accompagna il frenetico standoff finale - e "l'Estasi dell'oro", che i Metallica adoperano tutt'oggi per aprire i loro concerti.

Crediti: web , youtube, melty.it