Tea Falco, da 1992 alla fotografia: L’inaugurazione della mostra a Milano (FOTO)

Tea Falco in 1992
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Tea Falco, attrice di 1992, nasce in realtà come fotografa. Il 28 maggio a Milano è stata inaugurata la sua mostra fotografica “L’effetto della causa”, tra filosofia e sogno. melty vi guida nella scoperta di Tea Falco che… diventa un albero!

“Lei è prima fotografa e poi attrice” ci tiene a specificare un addetto stampa. Chi l’avrebbe mai detto che Tea Falco (qui le prime foto sulla mostra), quando non è impegnata a difendersi dalle critiche alla sua dizione, prende la sua Nikon e fotografa intimi universi? “L’effetto della causa” non è neanche una prima volta per l’attrice di 1992, che ha già esposto in Italia e all’estero; ultimamente ha portato “Portraits of Uncoscious” nella galleria Builing Bridges Art Exchange di Santa Monica, in California. L’inaugurazione de “L’effetto della causa” è il 28 maggio all’ora del campari presso la galleria Eroici Furori di Arta Contemporanea, in via Melzo 30 a Milano. Anche se le sue fotografie rievocano tutt’altro rispetto al clima light dell’aperitivo. Dimenticate le nitide foto di paesaggi, i contesti umani e urbani di Cartier Bresson, il cogliere l’attimo di Doisneau. La ricerca dell’artista Falco esplora il rapporto tra mondo cosciente e mondo incosciente, esaminandone tutte le possibili e oscure sfaccettature che, a loro volta, non possono prescindere dall’orizzonte onirico. Ma che cos’è “L’effetto della causa”, esattamente?

Tea Falco, da 1992 alla fotografia: L’inaugurazione della mostra a Milano (FOTO)

“È un profondo dialogo tra forma e contenuto. Uno smembramento del corpo-materia in termini minimi e la sua ricomposizione; un processo di reincarnazione fisica e spirituale. Stampa analogica, digitale e collage i miei strumenti di “demiurgo”” spiega l’attrice, che parla di parla di transmutazioni, di Fibonacci, di patafisica, di Deleuze e Leibniz (“Perché una linea viene piegata all’infinito? Per metterla dentro, per inglobarla”, e allo stesso modo L’effetto della causa è una linea che si piega su sé stessa). Ecco, forse a qualcuno risulterà più comprensibile quando Tea Falco recita in 1992. Ma la sua poetica, più che essere totalmente analizzata, può essere “sperimentata” come un momento di visione che dovrebbe suscitare delle forti sensazioni. Tea Falco lavora sul corpo, lo seziona per ricostruirlo in forme nuove e, in parte, surreali. Parti del corpo vengono prese e incollate su paesaggi, prati, alberi, piante modificati tramite l’applicazione di trasparenze.

How to become a tree
How to become a tree
1992 - la serie - Almost a president
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1992 - la serie - Trittico - Ritratto del tutto negativo
How to become a tree
1992 - la serie - Tea Falco alla mostra "L'effetto della causa"
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Così il new corpo di Tea Falco (che spesso utilizza sé stessa come modella per gli scatti) è gettato in universi sensioriali diversi, subisce delle mutazioni genetiche e si trova a mescolarsi con la natura. Tea Falco parte dal digitale per arrivare all’obiettivo dell’analogico. Ecco che vediamo un trittico che gioca con il “negativo” fotografico ma anche con la contrapposizione tra essere-non essere. Ecco che scopriamo Tea Falco diventare un albero (in How to become a tree”) o diventare quasi Obama (in “Almost a president”). Una cosa è certa, Tea Falco è l’attrice dalle mille sorprese. E dalle mille sfumature. Altro che Christian Grey.

Crediti: Mediaset, Alice Grisa, melty.it, Archivio web