Tavecchio: Il programma del nuovo presidente della FIGC

Carlo tavecchio, nuovo presidente FIGC
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Carlo Tavecchio è il nuovo presidente della FIGC con l'elezione nella giornata dell’11 agosto. Dopo le polemiche per la gaffe che hanno tenuto banco nelle ultime settimane, qual è il suo programma del nuovo numero 1 del calcio italiano?

Carlo Tavecchio, dopo l’elezione a presidente della FIGC, si prepara a realizzare il programma che ha presentato ai grandi elettori del calcio. Dopo le polemiche per la gaffe in cui l’ex presidente della Lega Dilettanti utilizzò la famosa frase sugli africani “mangia-banane”, sono infatti passati in secondo piano i punti centrali del suo programma. In seguito al flop degli scorsi Mondiali da parte della Nazionale azzurra, che ha evidenziato i problemi in cui versa il calcio italiano, portando anche alle dimissioni di Giancarlo Abete e Cesare Prandelli, l’obiettivo che tutti hanno dichiarato come prioritario è quello di risollevare le sorti di questo sport. La risposta di Carlo Tavecchio al problema è costituita da 11 punti nei quali si suddivide il suo programma di ripresa, dal titolo “Rimettere il gioco del calcio al centro del progetto”.

Il primo punto riguarda la “Governance e l’organizzazione federale”, attraverso la creazione della figura di un segretario generale della federazione, con compiti di organizzazione operativa e amministrativa della Federcalcio. Il secondo punto invece si rivolge alla “Lotta contro la violenza e qualificazione del prodotto calcio”: da un lato con un diverso trattamento delle pene, dall’altro grazie ad una riqualificazione degli impianti sportivi. Ma è attraverso il rapporto coi tifosi, anche grazie allo sviluppo della “Comunicazione” (punto 6), e la creazione di “Nuove risorse economiche” (punto 5), tra cui un ampliamento dell’utilizzo di strumenti di marketing, che Carlo Tavecchio si propone di cambiare la situazione attuale di degrado delle tifoserie dei club italiani.

Altro traguardo da raggiungere, sempre secondo il programma elettorale, è la crescita degli impianti sportivi, sia a livello qualitativo che quantitativo, da poter perseguire anche con un nuovo rapporto con la legislazione e la presenza di sgravi fiscali. Tutto questo porta al punto conclusivo “La riforma dei Campionati e delle regole”, rivolta alle diverse sfere del calcio giocato. Primo tema è di cominciare a ripensare i maggiori tornei nazionali, magari diminuendo le squadre partecipanti. Secondo, l'applicazione una sorta di “ius solis” ai calciatori stranieri nati in Italia e terzo andare verso una riqualificazione del campionato femminile. Dopo l’elezione che lo ha portato a diventare il presidente della Federcalcio italiana, l’unico augurio che possiamo fare direttamente a noi è che il calcio possa avere finalmente un’evoluzione, anche se il cammino sembra molto in salita.

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