Carlo Tavecchio squalificato: Il perché della sanzione UEFA

Un'immagine di Carlo Tavecchio
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Le frasi razziste usate da Carlo Tavecchio all'indomani dell'elezione a presidente FIGC non sono piaciute alla Uefa, che ha squalificato il neo eletto. Il quale risponde "Per me non cambia nulla".

La decisione è arrivata oggi, a quasi 90 giorni di distanza dalle frasi del 25 Luglio: la Uefa ha deciso di squalificare Carlo Tavecchio (ecco qui chi è) per sei mesi, in seguito alle sue uscite razziste durante la presentazione della sua candidatura alla presidenza FIGC dell'estate 2014. La frase sull'ormai famoso giocatore immaginario "Optì Pobà" ("Opti Pobà è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così"), sembra essere il principale riferimento che ha spinto la massima autorità calcistica europea a prendere provvedimenti: niente partecipazioni alle commissioni UEFA per 6 mesi, niente invito al congresso di marzo 2015. Pur restando sulla sua poltrona, non è una bella mossa per chi intende rilanciare il calcio italiano a livello internazionale.

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La reazione di Tavecchio però è più che tranquilla: "Le decisioni si eseguono e si rispettano: non cambia nulla riguardo la mia posizione in FIGC". La Federazione inoltre, ha fatto sapere di non voler fare ricorso circa la decisione della Uefa attraverso una nota: "In merito - si legge in una nota della Federcalcio - al procedimento avviato dalla Uefa nei confronti del presidente della Figc per le espressioni usate il 25 luglio scorso in occasione dell'assemblea della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio, [...] ha preso atto della proposta formulata dall'ispettore disciplinare della Uefa e ha deciso di accettarla al fine di evitare il protrarsi di un contenzioso che avrebbe visto contrapposte la Uefa e la Figc per un lungo periodo e che si sarebbe potuto risolvere solo davanti al TAS per stabilire se la Uefa fosse competente ad intervenire su questa materia [...]".

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