Tartarughe Ninja: La recensione del reboot con Megan Fox

Leonardo in azione
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Da oggi al cinema "Tartarughe Ninja", il reboot dei Turtles con Megan Fox nei panni della reporter April O’Neil. In regia c’è Jonathan Liebesman mentre tra i produttori figura Michael Bay. Leggi la recensione in anteprima su Melty.

“È Michael Bay, bellezza…e tu non ci puoi fare niente! ”. Succede ormai con una cadenza inquietante che ad Hollywood si sveglino al mattino, ordinino da Starbucks un caffè di due litri e i donuts e, nell’attesa di essere serviti, decidano per un reboot alla bene e meglio pescando dal serbatoio infinito degli anni ’80, che saranno stati pure gli anni delle spalline nelle giacche e dei capelli cotonati stile signorina Silvani, ma che se non altro hanno avuto il merito di sprigionare una creatività irripetibile. Tartarughe Ninja (guarda il trailer del film presentato al Comic Con 2014), esemplificato più che italianizzato visto l’originale Teenage Mutant Ninja Turtles, guarda caso compie 30 anni proprio in questo 2014. Lo ha saputo Michael Bay. Amen.

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Scherzi a parte, il reboot del fumetto e della serie animata che vanta anche due film nel 1990/91 è un esempio di entertainment movie riuscito a metà, un’occasione persa per tentare un salto di qualità del genere che potrebbe aspirare (Nolan docet) a qualcosa di più di un semplice e fracassone pop corn movie. Tartarughe Ninja (vedi il poster esclusivo) ha il merito di approfondire le origini dei mutanti verdognoli e del loro mentore Splinter. Se in The Amazing Spider-Man è il ragno ad essere un esperimento da laboratorio, nel film di Liebesman sono le tartarughe e il topo le cavie che subiscono l’innesto di un gene mutante. I quattro mos”tech”tieri Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello se la vedranno con il Clan del Piede del perfido Shredder. Ad aiutarli troveranno una che invece possiede il "gene (strappa)mutande", la sexy “sonognoccaeloso” Megan Fox, che in Tartarughe Ninja è un'improbabile April O’Neil.

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SAYONARA TARTARUGHE! .Tartarughe Ninja per i suoi 30 anni mostra una preoccupante sindrome di Peter Pan: si atteggia a teenager dimenticando che il fascino della serie animata e soprattutto del primo film era insito in un’aurea dark, metropolitana e dai risvolti pop, Nel film prodotto da Michael Bay, invece, è tutto incanalato in standard ben predefiniti e l’attenzione è abilmente spostata sulla motion capture e sulla Cgi che sono strepitose, come del resto le sequenze d’azione (il produttore è pur sempre il papà dei Transformers). Resta il fatto, però, che la sceneggiatura palesa delle evidenti falle, tamponate dalle battute estemporanee di quel gran simpaticone di Michelangelo e dal copia e incolla dai numerosi clichè del genere. Un reboot fatto senza troppa convinzione, a partire dalla scelta del cast, certamente non di primo livello. Al di fuori dei denti e degli occhi non è perfetta nemmeno Megan Fox (sexy nel trailer di Tartarughe Ninja), regina più per i jeans skinny che per altro, in grado comunque di tirar fuori dai Turtles un "Cowabunga! " d'altri tempi. E a noi non resta che ricordare i pomeriggi di Bim Bum Bam davanti ad una birra e alla pizza. Sempre che le Tartarughe Ninja ce ne lascino un pezzo.

Emanuele Zambon

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