Subsonica: Dal Tour europeo al Primo Maggio a Taranto, intervista a Samuel

Subsonica - Tour Europeo
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Samuel Romano parla a melty in occasione del tour europeo dei Subsonica, che farà tappa a Parigi il prossimo 15 aprile. Sanremo, i talent, il rap e il 1^ Maggio: tra luci e ombre, un’istantanea dell'Italia della "devastazione culturale".

“I Talent sono fallimentari. Sono completamente sbilanciati a favore delle case discografiche (...) Sanremo è uno strumento utile a chi non ha una storia. Oggi, per noi, sarebbe un passo falso” . melty ha ospitato la voce a tutto campo (e che voce) di Samuel Romano dei Subsonica, frontman del celebre gruppo torinese, in occasione del Tour europeo che farà tappa a Le Trabendo di Parigi il prossimo 15 aprile (concerto organizzato da TIJ Events) . La tournée nel Vecchio Continente è stata un ottimo spunto per parlare di italiani all'estero, della “devastazione culturale” che condanna l'Italia da 30 anni a questa parte e delle nuove forme musicali che attraversano oggi il Paese. Sanremo, i talent show, la musica hip hop e anche il Concertone del Primo Maggio (leggi i primi nomi della line-up): una fotografia in chiaroscuro dell’Italia di oggi (in contrasto con quella degli anni ’90, quando nacque e si affermò il fenomeno Subsonica), scattata da una personalità di spicco della musica italiana di qualità.

Subsonica: Dal Tour europeo al Primo Maggio a Taranto, intervista a Samuel

Eravate già stati a Parigi nel 2012 e fate concerti all'estero da anni. Com’è cambiato il vostro pubblico, come siete cambiati voi? Si abbiamo già fatto tre tournée in Europa e siamo stati anche in Giappone, in Cina: questo sarà il nostro quarto tour europeo. La prima volta che siamo stati all'estero c’erano, naturalmente, soprattutto italiani, i famosi “cervelli in fuga”. Dal secondo giro in poi, principalmente grazie al giro della rete, ci siamo confrontati con un pubblico misto di italiani e stranieri. Suonare all'estero è un bel percorso: è come quando sei giovane e devi farti conoscere nel proprio Paese. Io che sono il cantante ho gli occhi ben puntati sul pubblico: posso dirti che fuori, in generale, c’è una vitalità creativa e d’immaginazione superiore. Negli ultimi 30 anni, purtroppo, in Italia abbiamo vissuto una “devastazione culturale”. Anche da parte nostra, forse, c’è una vitalità superiore: quando sei lontano da casa devi “sbatterti” di più.

Se i Subsonica fossero nati nel 2010, come avrebbero fatto ad emergere? È una domanda molto difficile, i tempi sono cambiati. Personalmente posso dirti che siamo stati molto fortunati: negli anni ’90 c’è stato un forte desiderio di approfondire i lati segreti della cultura e di scavare a fondo. In questo senso la maggior parte dei progetti degli anni ’90 sono densi: anche noi, comunque, abbiamo dovuto trasformarci e cambiare pelle. La differenza è questa: noi suonavamo quando erano primi in classifica i CSI e a Sanremo suonavano gli Avion Travel. Si era meno legati a situazioni commerciali svilenti: all’epoca, semplicemente, potevi essere chi eri. Oggi chi fa musica indie ha più difficoltà a emergere soprattutto per questo, ma ha dalla sua parte una forza grande dal punto di vista culturale. Purtroppo è il periodo storico che detta le regole ed il periodo attuale è molto settoriale.

I Subsonica sono andati a Sanremo nel 2000. Cosa pensi oggi del Festival? Consiglieresti a un gruppo di andarci? All'epoca si poteva fare e per noi è stato utilissimo, adesso Sanremo è uno strumento soprattutto per chi non ha una storia: il Festival è un tuffo nel vuoto, ti può elevare, ma anche distruggere. In precedenza ha portato alla ribalta realtà che avevano già una propria storia solida, oggi sarebbe più un passo falso: ti metteresti sullo stesso palco insieme ad artisti e davanti a un pubblico con radici musicali completamente diverse dalle nostre . È come andare in panetteria e comprare la carne.

Subsonica: Dal Tour europeo al Primo Maggio a Taranto, intervista a Samuel

E i talent? I talent sono fallimentari. Secondo me è una cosa completamente sbilanciata verso le case discografiche: non puoi far firmare un contratto a qualcuno se non ha una storia musicale alle spalle. Non può succedere che un perfetto sconosciuto diventi all’improvviso famoso. Nei talent si va solo per saper cantare o per sfruttare un’immagine: è un meccanismo sbagliato per l’uomo e giusto solo per la casa discografica. Ribadisco il concetto: per me i talent sono completamente sterili. Io non ho la tv e non amo seguirla: sono completamente distante da questo mondo.

La musica hip hop è sempre più protagonista in Italia. Cosa pensi del fenomeno? L’hip hop è un mondo che ha una storia a sé. All’epoca faceva parte dello stesso circuito nostro, ma oggi il rap ha costruito una nicchia diversa dall’indie. L’hip hop lo sento molto vicino in quanto deriva dalla musica nera: anche nei Subsonica c’è molta musica nera, ma declinata con il funk (o spesso tradotta in musica jamaicana). Per quanto riguarda più specificamente il mondo del rap ho collaborato con Ensi e Marracash.

Subsonica: Dal Tour europeo al Primo Maggio a Taranto, intervista a Samuel

Faresti una collaborazione con Fedez? Una collaborazione dipende sempre da tanti elementi: un brano musicale ha la capacità divina di estrapolare dal contesto qualsiasi artista. In ogni caso non partirei da un nome, ma da un brano: una collaborazione non deve mai essere un motivo per mettere insieme 2 nomi e basta. Se domani Gigi D’Alessio mi chiama e tira fuori il pezzo del secolo io gli dico ‘Bravo Gigi, facciamo il pezzo insieme! ’. Certo, se poi un artista non mi piace come persona è un elemento importante che entra in gioco. Fare un pezzo significa anche passare molto tempo insieme.

L'ultima volta dei Subsonica al Primo Maggio fu nel 2013. Vi rivedremo in futuro sul palcoscenico del Concertone? Quest’anno suoneremo sul palco del Primo Maggio di Taranto: la trovo una manifestazione più reale, più vera e meno legata all’idea di esporsi. In questo senso trovo il Primo Maggio di Taranto più legato al vero senso della festa dei lavoratori. Abbiamo preferito di essere lì quest’anno, così come altri artisti del nostro giro: Afterhours e Marlene Kuntz o anche Mannarino. Lo considero il nuovo vero Primo Maggio.

Crediti: YouTube, web