Stone, Trento, Roma, Brooks e Avellino: Il pagellone della 22^ di Serie A di basket

Julyan Stone esulta (foto Reyer Venezia)
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Ecco il pagellone della Serie A dopo la 7a di ritorno. Pochi acuti e pochi tonfi, ma Julyan Stone e Jeff Brooks danno segnali importanti. Scende Cremona, precipita Avellino. Mentre il presidente Marino...

10 A NESSUNO

Ci si perdoni se qualcosa sfugge, ma in una settimana senza prestazioni stellari, senza risultati eclatanti e senza notizie trascendentali fuori dal parquet, dare il massimo dei voti per “esclusione” sarebbe eccessivo e ingiustificato, soprattutto in virtù di ciò che si è visto finora e si vedrà – si spera – nel prosieguo del campionato. Dunque il 10, in questa edizione del pagellone, rimane vacante.

9 A JULYAN STONE

In realtà in questa posizione dovrebbe starci Hrvoje Peric, ancora una volta ai limiti della perfezione e non per niente laureatosi MVP di giornata con 25 punti, 9 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi per 28 di valutazione. Ma nella non facile vittoria dell'Umana Venezia sul campo della Giorgio Tesi Group Pistoia, tra i più positivi c'è stato anche il Stone, che a 14 punti e 3 assist ha aggiunto la mostruosa (per un play, pur se alto) cifra di 13 rimbalzi. Se l'ex Denver Nuggets riesce a trovare continuità, soprattutto nell'intensità che mette in campo e nel limitare le sbavature, la Reyer non avrà sempre bisogno del miglior Peric per vincere, e potrà pensare di impensierire seriamente anche una squadra molto fisica come l'EA7 Emporio Armani Milano. Bravo Peric, ma ritira il premio Julyan Stone.

8 ALLA DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Più importanti ancora degli exploit nei big match (come quello contro l'EA7 Milano), in questo momento, per l'Aquila, sono gli scontri diretti contro le “vicine” di classifica. Va da sé, dunque, che la vittoria corsara sul campo di Cremona, per i ragazzi di coach Buscaglia, assume un'importanza capitale, rendendoli al momento la compagine più accreditata ad essere la “prima delle seconde” nella griglia playoff, ovvero la quinta classificata. Il quarto posto, infatti, appare irraggiungibile, ma con la vittoria sul parquet della Vanoli, che ha visto sugli scudi il solito Tony Mitchell (18 punti) ma anche un eccellente Filippo Baldi Rossi (14, 5 rimbalzi e 4 assist), i trentini mettono almeno mezzo piede ai playoff. Un'impresa, quella della neopromossa che centra subito la qualificazione tra le prime otto, riuscita l'anno scorso alla Giorgio Tesi Group Pistoia, e che quest'anno la Dolomiti Energia sembra poter rendere quasi una consuetudine.

Stone, Trento, Roma, Brooks e Avellino: Il pagellone della 22^ di Serie A di basket
7 ALL'ACEA ROMA

Metabolizzata la fuga di Brandon Triche e l'amara eliminazione dall'Eurocup contro un avversario non proibitivo (il Banvit Bandirma, vero giustiziere delle italiane in questa stagione europea), la Virtus di Luca Dalmonte non aveva scuse nel posticipo di fronte al (poco) pubblico del PalaTiziano: bisognava ricominciare a mettere fieno in cascina per tenere vive le residue speranze di qualificazione ai playoff e continuare a dare un senso a questa tribolata stagione. E così, nonostante l'avversario impegnativo, la Grissin Bon Reggio Emilia di Amedeo Della Valle, l'Acea ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, ottenendo una vittoria sudata, “sporca” (vale a dire, in questo caso, non bella da vedere) ma pur sempre valida per fare un passo avanti in classifica e gettarsi alle spalle il periodaccio precedente. La schiacciata liberatoria di Bobby Jones nel finale ne è stato il simbolo più eloquente.

6+ A JEFF BROOKS

Discorso simile a quello fatto per Peric e Stone: a questo punto (anzi, molto più in su) meriterebbe di starci David Logan, top-scorer e co-MVP di giornata con 26 punti e 28 di valutazione, ma per un giocatore della caratura del “Professore” si tratta di una giornata in ufficio. A meritare un particolare elogio, anche a mo' di incoraggiamento, è invece Brooks, che agli 8 punti segnati aggiunge 3 assist e ben 16 rimbalzi, chiudendo con 24 di valutazione. Senza di lui, nei mesi passati, la Dinamo Sassari è parsa meno incisiva atleticamente e meno adattabile alle varie situazioni offensive e difensive che le si presentano; ma dal suo ritorno qualcosa è già cambiato, e anche l'ex canturino, certo non un simbolo di continuità, potrebbe rappresentare un'arma tattica fondamentale quando Meo Sacchetti si troverà ad affrontare Milano e le altre “big” nella fase decisiva della stagione.

Stone, Trento, Roma, Brooks e Avellino: Il pagellone della 22^ di Serie A di basket
5 ALLA VANOLI CREMONA

Se la Vanoli non vuole fare la classica fine della rivelazione della prima parte della stagione che poi cede pian piano alla pressione sprecando quanto di buono fatto precedentemente, è il caso che Cesare Pancotto e i suoi uomini si guardino in faccia e trovino un modo per riprendere a macinare il basket frizzante che hanno messo in mostra fino al giro di boa, quando i lombardi sono entrati addirittura tra le otto di coppa. L'illusoria vittoria di Capo d'Orlando e quella sulla morente Caserta sono state precedute da quattro sconfitte e seguite da altre due, l'ultima in casa contro la concorrente diretta (e neopromossa) Dolomiti Energia Trento, un ruolino che non può far dormire sonni tranquilli al popolo del PalaRadi. Difficile individuarne le cause precise, ma l'impressione è che gli avversari abbiano preso le misure ai biancoazzurri, in particolare a Jazzmar Ferguson e a Kenny Hayes, che hanno contribuito alla vittoria di Trento con -6 punti di valutazione. Se non altro Luca Vitali sembra essersi gettato alle spalle gli acciacchi delle ultime settimane, il che dà alla Vanoli qualche speranza in più nel rush finale della stagione regolare.

4 ALLA SIDIGAS AVELLINO

Non è bastato lo stimolo di giocare contro la Dinamo Sassari, non sono bastati i buoni propositi di staff e giocatori: la Scandone cade di nuovo davanti al pubblico del PalaDelMauro, e soprattutto incassa la nona sconfitta nelle ultime 10 partite, una picchiata ancor più difficile sa spiegare di quella della Vanoli (vedi sopra) e che appare ancor più difficile da invertire. L'ultima iniezione di “fiducia” da parte della società è l'ingaggio dell'indimenticato Marques Green, ma difficilmente gettare il folletto americano nella mischia potrà salvare capra e cavoli se prima d'ogni altra cosa Frank Vitucci non riuscirà a fare ordine nella mente dei suoi. Domenica, a Trento, i biancoverdi scenderanno in campo in quella che, se gli irpini vogliono i playoff, dovranno considerare come la prima di una serie di finali da vincere (se non tutte, quasi) per centrare i playoff.

3, 2, 1 A NESSUNO

Settimana tranquilla, quella passata, nella Serie A di basket: se sopra abbiamo parlato della mancanza di acuti degni di nota, in questa posizione dobbiamo constatare la mancanza di prestazioni o accadimenti particolarmente deludenti al di là di quelli sopra elencati. Il che non significa che la pallacanestro italiana sia in salute – come sostiene qualcuno – ma semplicemente che nei sette giorni passati non si sono registrati aggravamenti sostanziali nella patologia che affligge la palla a spicchi del nostro Paese. Anzi, è apparso un barlume di speranza dato dalla fresca firma della convenzione tra FIP e Legabasket, ma c'è già chi sostiene che il presidente di lega Fernando Marino sia pronto a lasciare gli uffici di Viale Aldo Moro appena sarà suonata l'ultima sirena del campionato 2014/2015. Per il successore si mormorano diversi nomi, da Giorgio Buzzavo al sempreverde Charlie Recalcati, ma come sempre, più che il nome, conteranno la reale volontà e la reali possibilità di cambiamento.

Crediti: Reyer Venezia, Legabasket, Archivio web