Smav Goodnight Festival: Il report del concerto

Smav Goodnight Festival
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Nicolò Carnesi, Il Pan del Diavolo, Fast Animals and Slow Kids e Lo Stato Sociale: la seconda edizione dello Smav Goodnight Festival ha regalato oltre 8 ore di musica di alto livello. Leggi il report de L’indiece di melty!

Nicolò Carnesi, Il Pan del Diavolo, Fast Animals and Slow Kids, Lo Stato Sociale: con una line-up del genere era davvero impossibile mancare lo scorso 13 giugno alla seconda edizione del Goodnight Festival dello Smav di Santa Maria a Vico, che per l’occasione si era attrezzato per fare le cose in grande e all’aperto. È stato incredibile vedere quanti ragazzi, molti dei quali davvero giovanissimi – avevano risposto all’appello della manifestazione ed erano in fila davanti all’ingresso già da un paio d’ore prima dell’apertura ufficiale dei live. È toccato ai PoveroAlbert e ai Malmo il compito di scaldare il pubblico a dovere prima dell’ingresso di Nicolò Carnesi e della sua band. Carnesi era il più giovane degli artisti presenti alla serata, ma ha saputo dimostrare di essere assolutamente all’altezza dei colleghi. Il suo è un sound fresco e leggero dal sapore internazionale, una sorta di declinazione alternativa dei Vampire Weekend, in seguito ad una forte influenza della canzone cantautorale italiana. Il musicista ha concluso lo spettacolo in bellezza con ‘Il colpo’, accompagnato dal coro dei presenti allo Smav, ma probabilmente è stata ‘Levati’ la canzone meglio riuscita, dove l’artista si è fatto accompagnare soltanto dalla sua sei corde acustica, mettendo l’accento sul lato più genuino del suo progetto.

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L'Indiece di melty - Nicolò Carnesi live allo SmavL'Indiece di melty - Nicolò Carnesi live allo SmavL'Indiece di melty - Nicolò Carnesi live allo SmavL'Indiece di melty - Il Pan del Diavolo live allo SmavL'Indiece di melty - Il Pan del Diavolo live allo Smav

Mettere in scaletta Il Pan del Diavolo tra Nicolò Carnesi e i Fast Animals and Slow Kids si è poi rivelata una scelta lucidissima. Anello di congiunzione tra i due artisti sopracitati, il duo esplosivo di Palermo ha un impatto dal vivo veramente interessante, ancor di più se si pensa che gli bastano due chitarre acustiche per convincerti che il folk rock ha gli attributi anche nel nostro Paese. Forse il termine più adatto per descrivere il duo sarebbe proprio “FolkRockaBoom”, come il titolo della loro canzone, quella che aspettavano tutti, quella che ha acceso gli animi dei ragazzi dello Smav. Poi sono arrivati i Fask. Avete mai visto un concerto dei Fast Animals and Slow Kids? No? Rimediate il prima possibile perché ne vale davvero la pena. “Urliamo fino a quando non ci sanguina la gola” ha urlato Aimone Romizi tra un tuffo sul pubblico e l’altro. C’è una parola che i Fask dimenticano durante un loro concerto: “pausa”. Le canzoni si susseguivano con una forza e un’intensità pazzesca, Aimone ha diviso il pubblico per gioco e lo ha trasformato in due fazioni nemiche pronte e scontrarsi in un’arena, dove ogni sorta di pogo era possibile. Ho già detto che il live d Fask è di un’intensità pazzesca? No perché vale la pena sottolineare il concetto.

I Fask live allo Smav
I Fask live allo Smav
L'Indiece di melty - I Fask live allo Smav
I Fask live allo Smav
L'Indiece di melty - I Fask live allo Smav
I Fask live allo Smav
L'Indiece di melty - Lo Stato Sociale live allo Smav
I Fask live allo Smav
L'Indiece di melty - Lo Stato Sociale live allo Smav
I Fask live allo Smav
L'Indiece di melty - Lo Stato Sociale live allo Smav
I Fask live allo Smav

Dulcis in fundo è arrivato sul palco il gruppo più atteso dai presenti al Festival: Lo Stato Sociale è entrato in scena a mezzanotte e mezza e sarebbe stata una chiusura con i fiocchi, se non fosse stato per un incidente di percorso. L’impianto ha iniziato a fare brutti scherzi, non avrà retto alle oltre 7 ore di musica che si erano già consumate allo Smav e ha trasformato il concerto dei bolognesi in una della sfide più difficili mai affrontate fino a quel momento dal gruppo. L’audio saltava in continuazione, ma è stato proprio grazie a questa difficoltà che ci si è potuti effettivamente rendersi conto di quanto Lo Stato Sociale sia stato capace di creare un rapporto unico con il suo pubblico. Il supporto dei fan ha trasformato un problema avvilente in una prova di immenso affetto per la band: ogni volta che l’audio saltava il pubblico cantava più forte, ballava più forte, si scatenava ancora di più. “Ci sono giorni in cui manca il suono – ha commentato Lodo Guenzi in chiusura – ma c’è una cosa che non potranno toglierci mai e sono le stronzate: divertitevi! ”.

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Crediti: l'indiece di melty, web , Mario Amato, L'indiece di melty