Slot Machines: I giovani in corteo a Pavia per dire "no"

Un'immagine del corteo
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La città di Pavia e buona parte dell’associazionismo italiano si sono riuniti in corteo per gridare il loro no alle slot machines. La piazza, che ha riunito giovani e vittime, chiede l’abolizione del gioco d’azzardo liberalizzato.

Basta con le slot machines. E’ questo il grido che unisce la piazza di Pavia nel dire No al gioco d’azzardo. Nel corteo hanno preso parte associazioni anti-slot di Vicenza, Varese, Bergamo, Vigevano (ma anche Roma e Milano), tanti ex giocatori e le delegazioni di Libera (l’associazione antimafia di Don Ciotti) e dei maggiori sindacati. “Il gioco è una droga” esclamano i manifestanti, che chiedono l’abolizione del gioco d’azzardo liberalizzato, l’eliminazione delle slot machines nei locali e il blocco nella vendita di gratta e vinci presso gli uffici postali. Numerose le testimonianze della gente comune, accorsa a dar man forte alla manifestazione, soprattutto quelle persone che hanno vissuto sulla loro pelle le pesanti conseguenze (economiche e non solo) della continua e illusoria ricerca della fortuna. Il corteo avanza a ritmo delle note di “Azzardopatia”, una canzone rap scritta dai ragazzi della Casa del Giovane di Pavia per sensibilizzare l’opinione pubblica giovanile, e brandendo lo slogan “Chi gioca non vince mai”.

Slot Machines: I giovani in corteo a Pavia per dire "no"

“Azzardo” è anche un’importante associazione nel varesotto che si occupa di questa particolare forma di dipendenza. “Il gioco d’azzardo è una vera e propria patologia. L’unico modo per non perdere è non giocare” afferma la Presidentessa onoraria dell’associazione, Daniela Capitanucci. “La dipendenza da gioco è all’origine della rovina economica di tantissime famiglie”, continua la Capitanucci, che denuncia: “Non esiste il gioco responsabile, bisogna vietare del tutto il gioco d’azzardo. Chi non gioca pensa che questi effetti non li riguardino, in realtà il costo dell’assistenza alle persone affette da questa dipendenza è di 6-7 miliardi di euro, senza contare il costo sociale di divorzi e criminalità crescente”. Secondo i promotori della manifestazione, non esistono vie intermedie alla soppressione dell’azzardo liberalizzato: i provvedimenti di alcuni amministrazioni comunali, che concedono agevolazioni fiscali ai locali che non installano slot machines, sono solo un palliativo. Dalle istituzioni, finora, sono arrivate poche risposte. I regolamenti amministrativi per la limitazione delle sale slot sono stati oggetto di numerosi ricorsi ai vari Tribunali amministrativi regionali, e una proposta di legge in tal senso del 2012 giace in completo abbandono in Parlamento. Per la gioia dei concessionari pubblici, che continuano a mietere vittime tra i compulsivi del gioco .

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