Sky, Milano, Della Valle, FIP e Pozzecco: Il pagellone della 9^ di Serie A di basket

Il presidente Marino con un imbarazzato Ugo Ducarello
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Dopo la 9^ di Serie A di basket, torna il pagellone di giornata e torna alla ribalta Pozzecco, stavolta complice Brindisi. Sotto i riflettori Sky e FIP, ma anche Milano, Della Valle, Fontecchio e ancora Cantù, Caserta e la Legabasket.

10 E LODE A SKY SPORT

I discorsi sul basket in chiaro (di cui parliamo sotto) non possono e non devono riguardare l'emittente satellitare di Rogoredo, che da parte sua ha offerto una grande possibilità alla pallacanestro mettendo a disposizione uno dei suoi principali canali sportivi (il 204) per la “tv del basket” tanto voluta dalla federazione e dal suo capo Gianni Petrucci. Da gennaio il campionato cadetto e il massimo campionato femminile avranno finalmente visibilità televisiva, pur se solo per gli abbonati Sky, e godranno di un servizio di qualità nettamente superiore a quello che può offrire la tv di Stato. A poche ore di distanza, inoltre, Sky Sport ha annunciato anche l'acquisto dei diritti in esclusiva dell'Eurobasket 2015 (questi i gironi), una “doppietta” che conferma il ritorno di fiamma di Sky Italia per la palla a spicchi. La cabala, poi, si è già schierata: l'Europeo del 1999, vinto dagli Azzurri, si disputò in Francia (che ospiterà un girone e la fase finale il prossimo settembre) 16 anni dopo un altro trionfale Europeo francese (Italia d'argento), e fu trasmesso da Telepiù, predecessore di Sky. Con molti dei cronisti e commentatori che saranno presenti anche a Lilla...

10 ALL'EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

Un voto forse esagerato, per una squadra che ha rischiato di sprecare 17 punti di vantaggio ed ha vinto di misura pur segnandone 112 fuori casa, ma i ragazzi di Luca Banchi, ancora senza lo squalificato eroe di coppa Daniel Hackett, hanno pur sempre vinto il big match di giornata, potenziale anticipo della finale scudetto, passando a Sassari contro una Dinamo confusionaria ma mai doma. I nomi “maiuscoli” del successo biancorosso, peraltro, non possono che far ben sperare i tifosi dell'Olimpia, poiché alle certezze Alessandro Gentile e Samardo Samuels si sono affiancati Linas Kleiza, perfetto prima degli sciocchi falli nel finale, e MarShon Brooks, ormai quasi una garanzia in campionato. Un plauso, però, non può essere negato a Rakim Sanders, fin troppo spesso “profeta nel deserto” della formazione sassarese: contro l'EA7 23 punti nel primo tempo e 32 totali, prima che un infortunio lo estromettesse dall'arrembaggio finale.

9 A HRVOJE PERIC

Per chi non l'avesse capito (o non avesse letto il pagellone dell'ottava giornata), Peric e Venezia fanno sul serio: è vero che la Reyer di Charlie Recalcati si è completamente addormentata nell'ultimo quarto della partita di Pesaro, rischiando di subire una clamorosa rimonta contro una delle peggiori squadre della Serie A, ma alla fine è arrivata un'altra vittoria, ampiamente legittimata nei primi tre quarti, e l'Umana è ancora in testa da sola dopo quasi un terzo di campionato. Dei 90 punti dei lagunari l'ala croata ne fa 25, completando il tabellino con 9 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi, una stoppata e 8 falli subiti, superando se stesso con 36 punti di valutazione (una settimana fa erano stati 32). Questa Reyer non è solo Peric (occhio al 22enne del vivaio Marco Ceron, 14 punti a Pesaro), ma è proprio per questo che le concorrenti dirette non potranno dormire sonni tranquilli.

8 AD AMEDEO DELLA VALLE

A onor del vero, la valutazione più alta della vittoria la totalizza – tanto per cambiare – Achille Polonara (15 punti, 14 rimbalzi, 3 assist e 30 di valutazione), ma dopo aver primato per due volte di fila Peric, menzionare nuovamente l'ala anconitana rischierebbe di causare un fastidioso senso di deja-vu ai fedeli lettori di questa rubrica. E del resto non è meno meritevole di una “nomination” la guardia piemontese, che nel successo su Capo d'Orlando mette a referto 25 punti in 28 minuti dominando l'ultimo quarto insieme al “gemello del gol” Federico Mussini (12 alla fine). Quando riesce a giocare così è una gioia per gli occhi, la Reggiana di Max Menetti: una squadra in cui 62 punti su 77 arrivano dagli italiani (molti dei quali giovani) è un patrimonio da tutelare e prendere ad esempio.

7 A GILBERT BROWN

Funzionano a “targhe alterne”, gli americani della Giorgio Tesi Group Pistoia, ma funzionano: e così, dopo l'exploit di C.J. Williams, ecco quello di Brown, ala non di primo pelo (27 anni) ma al suo primo anno in Italia: sul glorioso parquet del Pianella, che a lui sarà sembrata una fredda palestra di provincia, l'americano di coach Moretti fa una partita quasi perfetta, approfittando della pochezza di questa Cantù per mettere 25 punti in 22 minuti, con 6 rimbalzi e 9 falli subiti, per 29 di valutazione. Al contrario della sopraccitata Reggiana, Pistoia “vive e muore” con il rendimento dei suoi stranieri (con tutto il rispetto per Daniele Cinciarini e Daniele Magro), ma ognuno fa con quel che ha, e Paolino Moretti sta facendo bene, navigando in acque relativamente sicure con una squadra rivoluzionata e alchimie tutte da costruire.

6 A SIMONE FONTECCHIO

Simone l'ha fatto di nuovo. Dopo aver deciso la partita della sua Virtus Bologna a Pistoia qualche settimana fa, stavolta l'enfant prodige bianconero stende la Sidigas Avellino, non con un canestro a fil di sirena ma con la difficile tripla del definitivo sorpasso a 20” dal termine, facendo esplodere la Unipol Arena. I canestri sul filo di lana, però, pur essendo i più importanti, non sono gli unici che contano in una partita, e Fontecchio deve sforzarsi di acquisire più continuità sia tra una partita e l'altra che all'interno della stessa gara, come conferma l'”altalena” di prestazioni a cui sta abituando il popolo bianconero. Ma a un talento di appena 19 anni, compiuti oggi, non possiamo che fare i migliori auguri: la strada è quella giusta.

5 ALLA FIP

Il voto è una media tra quello ottimo per il grande passo avanti rappresentato dall'accordo con Sky TV e quello meno buono per aver riportato il basket dietro il costoso “sipario” della pay tv. Da una parte, infatti, il presidente federale Petrucci ha in qualche modo mantenuto la sua parola, dando vita ad una “tv del basket” che, sul canale 204 di Sky Sport, offrirà quotidianamente agli appassionati ore e ore di palla a spicchi con la garanzia della qualità (di immagine, produzione e commento) dell'emittente satellitare. Dall'altra, però, il ruolo precipuo della federazione è quello di diffondere e promuovere la disciplina sportiva presso il massimo numero di persone possibile, e dunque il ritorno alla tv a pagamento, con ancora negli occhi lo straordinario traguardo raggiunto dalla scorsa gara 7 di finale (trasmessa in diretta su Rai 3), non può che essere considerata una mezza ammissione di resa. E considerando che anche l'Euobasket 2015 andrà interamente su Sky Sport, c'è il rischio che di basket in chiaro, nel 2015, ne rimanga davvero poco.

4 AL POST-PARTITA DI BRINDISI-VARESE

Quando ci sono di mezzo Gianmarco Pozzecco e la sala stampa – ormai l'abbiamo capito – la tragicommedia è assicurata. Stavolta, però, gli danno una buona mano alcuni giornalisti brindisini: succede infatti che nel post-partita di Brindisi-Varese, vinta dai lombardi, Poz e altri membri dello staff varesino esplodono in un'ovazione smodata dopo le dichiarazioni di Ugo Ducarello, per l'occasione capo allenatore dell'Openjobmetis in virtù della squalifica di Pozzecco stesso. Il gesto ancora una volta eccessivo della “Mosca atomica”, però, stavolta non va giù agli addetti ai lavori locali, che se la prendono con lui (in particolare una donna, pare la moglie del presidente Marino) dandogli del buffone e chiedendo di portare rispetto per gli avversari e per la grave notizia che hanno appena ricevuto. Notizia che, dalla reazione brindisina, si direbbe la morte di uno o più membri della squadra, ma che invece non è altro che il brutto infortunio occorso al centro Cedric Simmons. La cosa più giusta, alla fine, la dice il presidente brindisino (e di Legabasket) Fernando Marino: “Fossi stato in Pozzecco avrei lasciato spazio a Ducarello dopo la sua prima vittoria in A. Poz deve capire che l'allenatore deve dare buoni esempi”. In ogni caso, il senso della misura sembra proprio aver abbandonato il mondo della pallacanestro italiana. Speriamo torni presto.

3 ALL'ACQUA VITASNELLA CANTÙ

Ci piange il cuore a mettere nuovamente dietro la lavagna la squadra di coach Pino Sacripanti, uno che il basket lo capisce come pochi, uno che non lesina una goccia di sudore in panchina e soprattutto uno dei (relativamente) pochi “veri” rimasti nello sport professionistico, genuino, umile e conscio delle proprie origini. Ma la sua Acqua Vitasnella fa... acqua da tutte le parti, soprattutto dal punto di vista psicologico, e contro la Giorgio Tesi Pistoia incappa in un'altra sconfitta interna in quello che non può più essere considerato il fortino del Pianella. A Cantù ci penseranno non due, ma cinque o sei volte, prima di prendere in seria considerazione un esonero, però certo la musica deve cambiare (e in fretta) anche in campionato, dopo i segnali incoraggianti lanciati in Eurocup. Il roster, con l'addizione Shermadini, è di tutto rispetto, e i passi falsi già troppi.

2 ALLA PASTA REGGIA CASERTA

Cambia l'allenatore, cambiano i giocatori, cambia l'avversario, ma il risultato è lo stesso per la Juve: anche contro la neopromossa Aquila Trento i ragazzi di Zare Markovski sudano sette camice per rimanere in partita, arrivano comunque alle ultime battute con la possibilità di portarla a casa ma alla fine, nella sfida diretta tra due dei principali bomber del campionato, Tony Mitchell (28 punti) beffa Sam Young (35), ancora una volta lasciato troppo solo (o isolatosi? ) in quello che – fino a prova contraria – rimane uno sport di squadra. Nel finale Young, a dire il vero, ci prova a coinvolgere i compagni, ma Michele Vitali fallisce due ghiotte occasioni, e il pubblico del PalaMaggiò torna a casa nuovamente a testa bassa. Nove sconfitte di fila, per giunta in avvio di campionato, a Caserta non si erano mai viste, e probabilmente neanche altrove. Le concorrenti per la salvezza non corrono, ma la Pasta Reggia sembra non trovare nemmeno le forze per centrare il primo successo stagionale, e nella roulette russa di capri espiatori è stavolta il GM Marco Atripaldi a pagare con le proprie dimissioni, stavolta probabilmente irrevocabili.

1 ALLA LEGABASKET

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: lungi da noi voler bastonare la Legabasket e i suoi dipendenti per partito preso (saremmo ben più lieti di lodarli), ma ancora una volta la lega che governa la Serie A si dimostra piuttosto inefficiente, o quantomeno incancrenita, lenta e mal disposta nei confronti del cambiamento e delle novità. Anche quando queste sarebbero tanto semplici da attuare quanto positive per l'immagine del movimento e piacevoli per i tifosi: la splendida idea del “Teddy Bear Toss”, infatti, lanciata da un gruppo di appassionati, è stata subito accolta dalla LNP (dal secondo al quinto campionato) e sarà a breve ufficializzata dalla FIP, mentre le orecchie della Legabasket sono rimaste sorde - almeno finora - alle richieste degl ideatori, nonostante diversi club abbiano aderito singolarmente. E intanto il campionato cadetto si appresta ad approdare su Sky in HD (vedi sopra), in aggiunta alla propria collaudata web tv, mentre la Serie A rimane bloccata alle immagini “vintage” di mamma Rai.

Crediti: Brindisi Basket, Pallacanestro Biella, Archivio web, Legabasket, Legabasket TV, Sky tv