Silvio Berlusconi, Ruby e il sesso ad Arcore: la sentenza

Silvio Berlusconi
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Sono state rese note le motivazioni della sentenza della condanna di Berlusconi per il reato di concussione e prostituzione minorile. La somma promessa dall'ex premier è di 5 milioni di euro. Leggi il riassunto della sentenza.

Silvio Berlusconi fece sesso con Ruby e sapeva che all'epoca la marocchina era minorenne. E' quanto affermano in sintesi i giudici della quarta sezione penale di Milano nelle 331 pagine di motivazioni che hanno portato Berlusconi alla condanna per concussione e prostituzione minorile. "Risulta innanzitutto provato che l'imputato abbia compiuto atti sessuali con El Mahroug Karima in cambio di ingenti somme di denaro e di altre utilità, quali gioielli", scrivono le toghe milanesi. Anzi è chiaro secondo i tre giudici "lo stabile inserimento di Ruby nel collaudato sistema prostitutivo di Arcore". E "la cronologia degli accadimenti e il chiaro contenuto dei dialoghi captati convergono nel fornire la prova, al di là di ogni ragionevole dubbio, della consapevolezza dell'imputato della minore età" di Ruby.

Tant'è che "la giovane ha dichiarato di avere rivelato a Berlusconi di avere 17 anni la seconda volta che era andata ad Arcore". Ma quanti soldi ha ricevuto Ruby? Secondo i giudici dal 6 ottobre 2010, Berlusconi ha ha avuto una "capacità a delinquere (...) consistita nell'attività sistematica di inquinamento probatorio a partire dal 6 ottobre 2010 attuata anche corrispondendo a Ruby e ad alcune testimoni ingenti somme di denaro". Buste di denaro già emerse in fase di dibattimento. E le "risultanze" del processo secondo le motivazioni "comprovano che Ruby dopo il 7 ottobre 2010, giorno del misterioso interrogatorio della ragazza con l'avvocato Luca Giuliante, 'Lele' (Mora) e un emissario di lui, era in attesa di ricevere la ricompensa promessa, pari a circa 5 milioni di euro", da Berlusconi.

I soldi sarebbero stati versati dall'ex premier con "somme variabili di circa 3mila euro per volta" nelle due occasioni in cui Ruby è stata ad Arcore, "oltre a gioielli, come dimostrato dai beni trovati nel corso della perquisizione". Infine per il reato di concussione ascritto al Cavaliere per la famosa chiamata in Questura, Berlusconi "intervenne pesantemente sulla libertà di autodeterminazione del capo di gabinetto e, attraverso il superiore gerarchico, sul funzionario in servizio quella notte in questura (...) al fine di tutelare se stesso, evitando che Ruby svelasse l'attività di prostituzione" ad Arcore, scrivono ancora i giudici milanesi.

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