Sergio Mattarella: Chi è il nuovo Presidente della Repubblica

Il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
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Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica. Questo l'esito della quarta votazione in Parlamento, questa la vittoria di Renzi e del PD su un uomo voluto da tutta la maggioranza. Scopriamo chi è e chi sarà il Presidente Mattarella.

Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Dopo tre votazioni non andate a buon fine, abbassata la quota di maggioranza, il PD ha rotto gli indugi, convergendo sul nome del politico siciliano e trovando l'appoggio di tutta la maggioranza di Governo, con il Nuovo Centro Destra di Alfano che è clamorosamente tornato sui suoi passi e il Partito Democratico finalmente compatto su un unico nome. A vincere è stato Renzi, che ha proposto un nome, ha puntato su quello e ha trovato ampio consenso in tutta la sua maggioranza. A venire meno sarà molto probabilmente l'alleanza con Berlusconi, con molte voci da Forza Italia tradite dall'atteggiamento di Renzi e dallo stesso Alfano. Alla fine i voti per Mattarella sono stati 665, 105 le schede bianche, 127 i voti per Imposimato, candidato del Movimento 5 Stelle, 46 quelli per Vittorio Feltri e 17 quelli per Rodotà. Al di la dei consueti giochi di partito, delle alleanze più o meno presunte che verranno meno e del futuro della maggioranza di Governo quello di Mattarella è un nome gradito alla maggior parte degli schieramenti e che ha avuto essenzialmente lo scopo di ricompattare il PD dopo divisioni e polemiche degli ultimi mesi. Un forte colpo del premier in vista delle prossime battaglie di Governo. Ma chi è il successore di Giorgio Napolitano alla guida dello Stato Italiano? Chi è Sergio Mattarella?

Quello di Mattarella è stato uno dei primi nomi a circolare sin dai mesi scorsi, già proposto nel 2013 dallo stesso Pierluigi Bersani. L'ex democristiano rappresenta per molti la perfetta sintesi tra un tecnico e un uomo dalla forte esperienza politica. Nato a Palermo nel 1941, Mattarella viene da una famiglia dalla profonda tradizione politica. Suo padre Bernardo fu tra i protagonisti della nascita della Democrazia Cristiana, più volte all'interno dei Governi De Gasperi e spesso accusato per i suoi più o meno presunti rapporti con la Mafia. Il suo onore fu sempre difeso dai vertici del partito, i sospetti, pur se ancora presenti, sono stati allontanati. Il fratello di Sergio, Piersanti Mattarella, fu un altro dei grandi esponenti della DC siciliana. Nel 1980 divenne presidente della Regione Sicilia e si fece promotore di un processo riformatore che tentò di distrugere il sistema dei finanziamenti pubblici e che fu poco gradito ai boss, che lo uccisero sotto gli occhi di suo fratello. Fu proprio quest'evento a forgiare il carattere di Sergio e a far partire la sua carriera politica. Entrò per la prima volta in parlamento nel 1983, nella corrente del partito vicina ad Aldo Moro. Fu uomo di fiducia in numerosi governi di quegli anni, ricoprendo le cariche più disparate, sino al sesto governo Andreotti, quando si dimise dal suo incarico di Ministro della Pubblica Istruzione.

Fu li che nacque il suo screzio con Silvio Berlusconi, quello che ha portato il leader di Forza Italia a osteggiare sino all'ultimo la sua candidatura. Furono gli anni in cui venne approvata la famosa legge Mammì, che rivoluzionava il sistema radiotelevisivo italiani, legalizzando l'impero costruito da Silvio Berlusconi e dando il via alla sua grande carriera nel mondo dell'intrattenimento. Mattarella non gradì questo chinare il capo da parte del Governo e si dimise, mostrando un'avversione che poi si protrarrà nel corso degli anni. Il suo nome è però ricordato principalmente per la famosa Legge Mattarella, poi ribattezzata Mattarellum. Si tratta della riforma del sistema elettorale voluta dopo lo scandalo di Tangentopoli e il Referendum del 1993. Fu la prima riforma che introdusse una forte impronta maggioritaria nel tentativo di eliminare il sistema proporzionale considerato dai più la causa degli scandali della mala politica della Prima Repubblica. Il sistema, fortemente criticato per aver dato il via libera a Berlusconi e per non aver mai del tutto eliminato le storture della Prima Repubblica fu utilizzato per tre tornare elettorali, prima di essere eliminato dal famoso Porcellum di Calderoli e ora dal futuro Italicum di Matteo Renzi.

Con i tempi che corrono sono in tanti a rimpiangere quell'allora tanto criticata legge elettorale. In tempi più recenti Mattarella è tornato al governo nel 1998 diventando il vicepresidente del Consiglio e poi il ministro della Difesa durante il Governo D'Alema. Fu tra i fondatori della Margherita e rimase in parlamento sino al 2008. Alle successive elezioni non si ricandidò più e negli anni successivi si mise un po' da parte rispetto alla politica. Sino al 2011, quando viene eletto all'interno della Corte Costituzionale, giusto in tempo per dichiarare incostituzionale quel Porcellum che aveva sostituito il suo Mattarellum. Chi lo conosce parla di lui come di una persona tranquilla e pacifica, ma intransigente su quelli che sono i suoi valori, è un uomo che conosce bene la politica e i giochi di potere e che ha un ampio consenso all'interno dello spettro politico attuale. Chi lo critica, parla di lui come di un uomo interno ai partiti che lo hanno votato. Non un politico di rottura ne di riforma, ma un uomo scelto per la sua vicinanza agli stessi uomini che lo hanno votato. Non poteva che essere altrimenti, ma sono in tanti a criticare la sua provenienza direttamente dalla Prima Repubblica e a rivangare la sua vicinanza agli scandali di Tangentopoli. Fu accusato di aver intascato una tangente da 50 milioni e una in 3 milioni in buoni benzina recapitatagli dall'imprenditore di Agrigento Filippo Salamone, considerato l'erede di Angelo Siino, braccio operativo di Totò Riina. Mattarella si difese dalle accuse sostenendo di aver accettato un regalo di modesto valore e di averlo distribuito ai suoi collaboratori. Il processo si è poi concluso con l'assoluzione per insussistenza del fatto. Tutto questo fa ormai parte del passato, ora c'è il presente, con un uomo di 74 anni divenuto la carica più alta dello Stato. Solo il futuro ci saprà dire se sarà stata la scelta più giusta.

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