Selfie, fenomenologia di un “craze”

Miley Cyrus: Selfie quotidiani
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L’autoscatto che immortala vari momenti della propria giornata, il “selfie”, va ben oltre la mania, fino a sfociare nel fenomeno del “craze”: Ian Somerhalder, Miley Cyrus e tante altre star ne sono vittime più o meno consapevoli.

Il tormentone del “selfie”, ossia l’autoscatto in solitudine o con qualcuno al proprio fianco, ha origini molto più antiche di quanto possiamo immaginare: nel mondo dell’arte, gli autoritratti hanno fatto la storia, e il loro obiettivo era essenzialmente quello del selfie, cioè immortalare la propria persona. Probabilmente persino Van Gogh non ci avrebbe rinunciato, se avesse avuto uno smartphone a portata di mano, magari con l’aggiunta di qualche effetto creativo! Ci sono diversi tipi di selfie, e ognuno, implicitamente, ha a che fare con un pezzo di vita e di intimità che si vuole rendere pubblico: Ian Somerhalder, ad esempio, da quando ha rotto con Nina Dobrev, ha triplicato gli autoscatti, sopratutto quelli a torso nudo. Il nesso tra le due cose è più che evidente.

Ian Somerhalder: Selfie a torso nudo
Ian Somerhalder: Selfie a torso nudo

Per il resto, l'attore ama cimentarsi nel selfie con i suoi cani e quelli in cui è appena tornato da un evento ambientalista in cui la sua sua fondazione ha partecipato; Miley Cyrus, che preferisce catalizzare le attenzioni semplicemente sulla sua immagine, si dedica incessantemente agli autoscatti di sé stessa in diverse situazioni, "diversamente vestita", o in azioni quotidiane come lavarsi i denti e guidare; Selena Gomez invece, che vuole mettere in risalto la sua immagine in rapporto ai suoi fan, ama i selfie con stuole di teenager, come per dire: "Il mio successo lo devo a voi! ", e magari incrementarlo ulteriormente proprio grazie a questo. Il punto, in tutto ciò, è essenzialmente uno: Milan Kundera diceva che è troppo difficile rimanere indifferenti alla propria immagine, e non per l'immagine in sé, ma perchè ognuno di noi è tormentato dall'immagine che gli altri hanno della propria persona.

Miley Cyrus: Selfie quotidiani
Miley Cyrus: Selfie quotidiani
Miley Cyrus: Selfie quotidiani
Miley Cyrus: Selfie quotidiani

I selfie risolvono gran parte di questo problema di riconoscimento di fronte agli altri, perchè attraverso le immagini diciamo chi siamo, imponiamo la nostra identità. Questa scoperta "estetica universale", avvenuta grazie ai social network, e che un po' ne sintetizza lo scopo in generale, ha creato il panico, ma in senso contrario: se il panico implica una fuga precipitosa, il fenomeno selfie è invece un "craze", inteso come il comportamento di chi si scatena clamorosamente verso qualcosa, con la capacità di generare un comportamento collettivo, caratterizzato da una certa uniformità esteriore delle sue manifestazioni. Basti pensare alle pose frequenti nei "selfie", che sebbene nella rete siano a milioni, possono essere riassunte nelle dita di una mano.

Selena Gomez: Selfie con i fan
Selena Gomez: Selfie con i fan

La mania dell'autoscatto, nata apparentemente come "fads", ovvero una piccola mania collettiva destinata a estinguersi nel giro di poco tempo, sta pian piano mettendo radici, mutando nel suo opposto: il selfie sta diventando un abitudine sociale, un costume. E' tornato il monito di Nietzsche, per il quale è possibile arrivare alla profondità delle cose passando attraverso la loro superficialità: quando i vecchi "mores" vengono meno, è perchè ognuno di noi si rivolge verso nuovi comportamenti, accogliendoli come diversivi, come una panacea alle proprie inquietudini. Tutti i cambiamenti esteriori, come quello del selfie, del continuo aggionamento del proprio status, della volontà di essere riconosciuti solo ed esclusivamente in un certo modo agli occhi dell'altro, ci permettono di leggere in generale quei mutamenti che si moltiplicano nei periodi di tensione sociale, a partire da frammenti insignificanti di vita quotidiana, come uno scatto allo specchio.

Crediti: Youtube, Archivi web, instragram ian somerhalder