Sanremo 2015: Carlo Conti, Arisa e la banana - Diario 65, 1° giorno

Arisa, Carlo Conti ed Emma Marrone
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Diario 65 è la rubrica che vi racconterà ogni giorno il Festival di Sanremo 2015 attraverso aneddoti, curiosità dalla sala stampa e un punto di vista parziale: quello di un alieno. Giorno 1: Il Festival senza polemiche.

Avviso ai naviganti: in questa rubrica vedrete sputare veleno, ma leggerete anche lodi a tutto il salvabile di Sanremo. Perché il Festival di Sanremo è il meglio e il peggio dell'Italia. Il meglio dal punto di vista quantitativo: resta ancora l'evento più mediatico dell'anno ed è un dovere seguirlo per capire gli umori del popolo italiano. Il peggio perché è un insulto al cantautorato e persino alla musica leggera che ha cullato l'Italia negli anni 50 e 60. E' – specie quest'anno - un ricettacolo di canzoni tutte uguali, che parlano d'amore, in cui chi fa buona musica è escluso a priori. Con le dovute eccezioni naturalmente, che non mancheremo di raccontare. Perché è il punto di vista di un alieno? Ho seguito Sanremo alla tv soltanto da bambino tra il 1995 e il 1997, per fare le classifiche e i pronostici come se fosse un torneo di calcio. Sanremo per me è “La terra dei cachi” di Elio e Le Storie Tese, storica presa per il culo bissata dalla Canzone Mononota. Sanremo per me è anche “Confusa e Felice” dell'ottima Carmen Consoli e il tormentone “Laura non c'è” di Nek. Da due anni seguo il Festival da giornalista accreditato e rischio di prenderci gusto.

Il Festival del volemose bene

La 65^ edizione del Festival parte con un handicap insolito: non ci sono polemiche ed è difficile andare a cercarle. L'Italia si è ritrovata unita intorno a un premier fiorentino che sa decidere per tutti ed un Capo dello stato che è sì democristiano, ma ha una storia forte e simbolica. Insomma non ci sarà politica all'Ariston e a tutti i costi dovrà succedere qualcosa per movimentare la kermesse. La domanda è d'obbligo: se tutto filerà liscio sarà comunque un successo? Nella prima messa solenne davanti alla stampa, celebrata lunedì 9 febbraio, è il direttore generale di Rai 1 Giancarlo Leone a sottolineare il problema: “C’è un clima di grande serenità, senza perturbazioni politiche come negli anni passati. Ricordo nel 2012 Celentano, Crozza che nel 2013 scatenò contestazioni e poi nel 2014 la marcia di Grillo 2014 su Sanremo e sull’Ariston, tre anni carichi di storia. E’ un clima completamente diverso e so che qualche scandalo e qualche problema fa sempre bene al Festival”. E punta su una battuta rivolgendosi al sindaco di Sanremo per far arrossire la vicina Arisa: “Perché non avete dedicato in via Matteotti una targa alla vincitrice del 2014? E' questa la polemica! ”.

La conferenza stampa di Carlo Conti

Così, con questo spirito di patata parte il festival. Con Carlo Conti che dice “Hi! ” a un giornalista italo-americano o che gioca a fare da interprete a Rocio Munoz Moralez, la bella spagnola compagna di Raoul Bova che affiancherà Emma Marrone e Arisa nel ruolo di valletta. L'atmosfera è davvero “liscia”, serena e bonaria, mentre fuori splende il sole. E infatti le ambizioni di Leone sono molto basse: “Sarei felice se il Festival arrivasse al 38% di share, come l'anno scorso con Fabio Fazio”. Dal punto di vista degli ascolti il 2014 fu un flop, ma costò almeno 2 milioni di euro in più (18 contro i 16 di quest'anno). Rosalba Pippa in arte Arisa è il vero anello di congiunzione tra l'edizione 2014 targata Fabio Fazio e quella di Carlo Conti. L'interprete di “Controvento”, canzone comunque orecchiabile, perfetta per l'orchestra e giusta vincitrice per i criteri sanremiani, si calerà nei panni di presentatrice. “Ieri sono andata a mangiare una banana al porto, e mi sono ricordata di quando venivo qua giovanissima per partecipare a Sanremo Lab”. Arisa è così, spontanea al punto di sembrare sotto l'effetto di droghe, parla con un vocabolario ristretto e per questo comunica in maniera ancora più diretta con il pubblico del Festival. Sarà lei la vera incognita dello show televisivo, perché sempre in bilico tra lo strafalcione e la battuta geniale. Arisa ha una grande esperienza televisiva come giudice di X Factor e potrebbe sorprendere in positivo. Per Emma Marrone il discorso è diverso, il suo è un debutto assoluto: “Voglio ringraziare Carlo che ha creduto in me, penso che i giovani come me abbiano bisogno di fiducia”. Detta da una che ad appena 30 anni ha guadagnato soldi a palate grazie ai talent show è una frase che mette i brividi.

La folla davanti al Teatro Ariston
La folla davanti al Teatro Ariston
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La folla davanti al Teatro Ariston
Sanremo 2015 - Il teatro di Ariston è pronto
La folla davanti al Teatro Ariston

In Corso Matteotti la folla è già assiepata attorno al red carpet, a Sanremo si annuncia una settimana di sole e ci sono tutti i presupposti che il Festival si trasformi in una festa. Probabilmente l'autore di questa rubrica si sarà addolcito e comincerà a canticchiare canzoni d'amore. La salvezza può arrivare dalla generazione 1995, composta da Gianluca Grignani, Nek, Raf e Irene Grandi. Sono cantanti veri, autori dei propri testi e quando erano ventenni – negli anni 90 – scrivevano brani di successo e non passavano dai talent show per arrivare al Festiva di Sanremo. Da amanti del vintage faremo di tutto per intervistarli e presentarli anche ai più giovani. Sanremo 2015 è sulla carta una scommessa già vinta, perché lo show dovrebbe accontentare tre generazioni. I pensionati stanno comunque davanti alla tv, i bimbiminkia seguono gli idoli dei talent show e gli amanti del pop intergenerazionale seguiranno i cantautori quarantenni. Mancherà tutta una fetta di appassionati di musica che Fabio Fazio, con le sue novità “radical chic” a detta dei detrattori, era riuscito a intercettare. Chi avrà avuto ragione? La risposta mercoledì mattina con i primi dati dell'Auditel. Buon Sanremo a tutti!

Crediti: Rai, melty.it