Rugby, 6 Nazioni: Italia - Galles 20-61, l'analisi e gli highlights

Il capitano Sergio Parisse
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L'Italia del rugby ha chiuso il Sei Nazioni 2015 con l'ennesima batosta. Niente da fare per gli Azzurri, seppelliti dalle mete di un Galles straripante. Per l'Italia, Venditti e Sarto in meta.

L' Italia del Ct Jacques Brunel ha finito questo altalenante Sei Nazioni 2015: anche contro il Galles, gli Azzurri rispettano quel canovaccio abituale, che prevede un inizio al di sopra delle aspettative prima di un finale disastroso. All'Olimpico si assiste al fischio d'inizio e si vede un'Italia ottima: l'attacco funziona, le linee difensive sono organizzate e i calci piazzati, finalmente, sono precisi. Nel cercare i pali, l'Italia sbaglia meno del Galles, prima affidandosi a Kelly Haimona - la sua partita dura 4 minuti per una frattura all'avambraccio -, poi al veterano Luciano Orquera. Si va negli spogliatoi sul 13-14, siglato dal calcio piazzato messo a segno da Halfpenny nell'ultima azione del primo tempo: si totalizza una meta per parte (Jamie Roberts per il Galles e Venditti per l'Italia) in una partita che dopo 40 minuti ha mostrato un rugby di alto livello. Dopo la vittoria contro la Scozia, l'Italia è sembrata capace del bis.

Rugby, 6 Nazioni: Italia - Galles 20-61, l'analisi e gli highlights

Dopo l'intervallo, gli eventi cambiano: come già è accaduto contro Francia e Inghilterra, l'Italia smette di giocare. Il Galles sbrana gli Azzurri con una serie interminabile di mete: la seuqenza Williams-North-North-Faletau-Warburton-Williams cambia la partita da "abbordabile" a "proibitiva". L'Italia può trovare un sospiro di sollievo nella meta di Sarto all'80', ma non è altro che un timido sorriso alla fine dell'ennesimo pomeriggio da dimenticare. E' curioso vedere come Italia e Galles vivano oggi situazioni agli antipodi: da una parte gli avversari attendono le partite di stasera per celebrare la possibile vittoria del Sei Nazioni, dall'altra l'Italia si interroga sulla nuova batosta e sulle sorti di una probabile - e, a questo punto, anche lecita - esclusione dal torneo del Sei Nazioni. Guardiamo il lato positivo: almeno il "Cucchiaio di Legno" - il "disonore" che spetta a chi chiude il torneo senza vittorie - quest'anno, è stato evitato.

Crediti: web