Rosy Maggiulli, XLove e il porno ricatto: I nuovi mostri

Rosy Maggiulli per XLove
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La torbida vicenda di Rosy Maggiulli a XLove ha mostrato come il sesso da solo non basti ad assicurare la celebrità: c’è bisogno di inscenare un vero e proprio scandalo, alla faccia di chi, certi ricatti, li ha subiti davvero.

Il sesso vende e continuerà a vendere, c’è poco da fare. Se poi l’unico talento di cui madre natura ha voluto farti dono è una quinta taglia di seno, normale che diventi la corsia preferenziale per tentare la propria personalissima, per quanto labile, scalata al successo. Fatte queste premesse, veniamo a presentare la protagonista di questa storia: Rosy Maggiulli, un passato da starlette la cui vetta più alta risulta la permanenza di una settimana nella casa del Grande Fratello, e misure da maggiorata al servizio di un cervello di dimensioni decisamente più ridotte. La povera Rosy, calatasi nei panni di vittima (anche in questo caso pochissimi panni, perché le vittime nel terzo millennio non sono più piccole orfane vestite di stracci) si è rivolta alle Iene, chiedendo aiuto per un’ incredibile violenza subita. In sintesi la procace ragazza aveva accettato di prender parte ad un menage a trois con due produttori, che avevano filmato il tutto a sua insaputa per diffonderlo poi sul web spacciandolo per una sorta di docu-porno sul mondo delle escort italiane. Apriti cielo: con le lacrime agli occhi e il décolleté in bella vista, la povera Rosy aveva confessato alle telecamere di XLove di non riuscire più a guardare i suoi genitori in faccia e di vergognarsi tremendamente per l’accaduto che “le aveva rovinato la reputazione”.

Rosy Maggiulli, XLove e il porno ricatto: I nuovi mostri

Rimane da capire che reputazione avesse la ragazza, perché pochi minuti dopo ha riassunto la propria morale di vita con dichiarazioni quali “ ho puntato tutto sul mio cavallo di battaglia, cioè le tette. Il mio unico obiettivo nella vita è farmi i soldi, non farei proprio tutto ma dipende”. Allarmate da questo personalissimo “credo”, le Iene hanno prontamente smascherato l’ingannatrice, che aveva inscenato la vicenda per un quarto d’ora di celebrità e qualche serata in discoteca. Nessun ricatto, nessuna telecamera nascosta: solo tanta voglia di far parlare di sé, di fare serate in discoteca e di racimolare qualche moneta, il tutto al prezzo di qualche bugia e abbondanti centimetri di pelle scoperta. Insomma, in questa storia non c’è nessuna vittima, se non la memoria di chi certi ricatti li ha subiti davvero e, in alcuni casi ha anche reagito togliendosi la vita. Le minacce a sfondo sessuale, che trovano la propria sublimazione nella violazione della privacy e nella diffusione di immagini e filmati porno, sono qualcosa di molto serio, e hanno fatto vittime anche celebri: donne dello spettacolo e non hanno visto il web tappezzato di propri scatti hackerati, chiudendosi per tutta risposta nel silenzio, prigioniere della vergogna e del dispiacere. Che il mondo della tv, soprattutto quella dei reality e del popolino, fosse uno stagno affollato da coccodrilli assetati di popolarità, non è certo una novità, ma siamo chiaramente giunti ad un livello superiore: se in passato bastavano le prestazioni sessuali ad assicurare un posto al sole alla soubrette di turno, adesso c’è stato bisogno di alzare l’asticella, di inscenare uno scandalo per far leva sulla morale e sulla sensibilità comune. Speriamo solo che il clamore mediatico si esaurisca presto, o la Maggiulli avrà ottenuto esattamente quel che stava cercando. Dal canto nostro la chiuderemmo per altri tre mesi in una casa, ma non quella del Grande Fratello.

Crediti: Il ritorno delle olgettine, Luigi Vetrucci, stadiotardini.it - Luigi Vetrucci