Ross, Metta World Peace, EA7, Caserta e Della Valle: Il pagellone della 30^ di Serie A

Metta World Peace aspetta Ress
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Ecco il pagellone della Serie A dopo l'ultima giornata. LaQuinton Ross uomo-salvezza di Pesaro, ma sale anche Metta World Peace. Pistoia brava lo stesso, Caserta recrimina. E Della Valle "inciampa"...

10 A LAQUINTON ROSS

Alla fine sembrava che gliene importasse relativamente del trionfo, o che avesse piuttosto la faccia tra l'iracondo e il soddisfatto di chi si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, di chi – magari – ha messo a tacere gli scettici. Da un americano al primo anno in Italia, del resto, non si può pretendere che comprenda il valore liberatorio di una salvezza, gioia che – come una promozione – può essere ancor più intensa di quella di uno scudetto, poiché quest'ultimo è fine a se stesso, mentre salvezza e promozione assicurano un intero “giro di giostra” diluito su mesi di emozioni. Sia come sia, Ross non può non guadagnare l'ideale “copertina” dell'ultima giornata di stagione regolare: il pubblico di Pesaro ha giustamente portato in trionfo coach Paolini, ma anche lui sa benissimo che senza l'estrosa ala americana a questo punto la Vuelle sarebbe probabilmente nel dramma, e a festeggiare sarebbe la Juve Caserta. Le sue cifre (28 punti e 12 rimbalzi, stagione chiusa a oltre 17+7 di media) si commentano da sole.

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9 A METTA WORLD PEACE

Ron sta iniziando a far rombare i motori. Avrà sentito odore di Tomas Ress (avversario ai quarti di finale, come Metta probabilmente sperava dopo il noto battibecco mediatico), o semplicemente di playoff in arrivo, ma l'amico dei panda ha aspettato l'ultima giornata, nella determinante partita di Roma, per far vedere il suo meglio almeno statisticamente: i suoi 25 punti in 24 minuti sono il suo massimo in Italia, così come le 6 triple segnate sfruttando quasi appieno i 7 tentativi. È vero, nell'ultimo quarto ha lasciato il palcoscenico a Stefano Gentile e soprattutto James Feldeine, anche perché ha confermato problemi di lucidità in alcuni frangenti (7 palle perse), ma ormai ha già superato – non solo mediaticamente – il contributo del dinoccolato Damian Hollis in maglia biancoblù. Ora, così come tutta la squadra di Pino Sacripanti, sarà chiamato a superarsi provando a eliminare Venezia: fossimo in Ress e compagni terremmo alta l'attenzione e ancor più alti i gomiti.

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8 A CARLO RECALCATI

Meritato premio al campionato (ma potremmo darglielo alla carriera) per il tecnico dell'Umana Reyer Venezia. Dopo anni di delusioni orogranata, anni contraddistinti da alti e bassi anche per un coach che alcuni consideravano bollito, il matrimonio tra l'ex CT e la società del presidentissimo Brugnaro si è rivelato felice, e ha fruttato un secondo posto in stagione regolare che – pur se non impronosticabile in virtù del corposo budget reyerino – non era certo da considerarsi scontato alla luce dei mezzi fallimenti delle stagioni passate. Dopo anni di “flirt” con la presidenza della federazione, ruolo politico che ha già rischiato di bruciare Dino Meneghin, qualcuno lo vede già sulla panchina dell'EA7 Milano la prossima stagione; ma alla sua età, e dopo essersi tolto tutte le soddisfazioni che si è tolto, forse sarebbe il caso di lasciare da parte irrealistiche velleità di respiro europeo e fare una scelta pragmatica proseguendo sulla strada – comunque ambiziosa – tracciata in laguna. A cominciare dai playoff, subito in salita contro l'ostica Cantù (vedi sopra).

7 ALL'EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

Concludere un campionato con 15 vittorie su 15 in casa, e 26 su 30 in totale, non è facile nemmeno per una corazzata come l'Olimpia in tempi di penuria per quasi tutte le altre avversarie del massimo campionato. Ma la stagione regolare dei campioni d'Italia non merita più di un 7, poiché i biancorossi, dopo aver fatto poco più del minimo sindacale (poteva andare peggio, almeno in campionato) hanno ancora tutto da dimostrare: deludente in Eurolega, fermatasi in finale di Coppa Italia, ora l'EA7 è obbligata a vincere e (possibilmente) convincere ai playoff, mettendo in bacheca il secondo scudetto consecutivo e potendo così pianificare con sollievo la stagione 2015/2016. Non sarà missione facile, però: gli umori di Alessandro Gentile, le enigmatiche mosse di Luca Banchi, la discontinuità di Linas Kleiza, la mira scostante di Joe Ragland e il malcontento di una fetta della tifoseria non inducono alla tranquillità, senza contare che gli avversari (Bologna ai quarti, Trento o Sassari in semifinale) non vedranno l'ora di poter dimostrare che il re è nudo. Senza alcun riferimento a “Re Giorgio” Armani, si intende.

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6+ ALLA GIORGIO TESI GROUP PISTOIA

Non ce l'hanno fatta i ragazzi di Paolo Moretti, che forse avrebbero avuto le carte in regola per qualificarsi ai playoff, ma ci hanno provato fino alla fine. E non è un modo di dire: se non fosse stato per la maggior freddezza dell'EA7 Emporio Armani Milano ai tiri liberi e per qualche altro piccolo grande dettaglio, la Giorgio Tesi avrebbe inflitto all'Olimpia la sua prima e unica sconfitta in stagione regolare, mettendo il fiato sul collo a Cantù che nel frattempo se la giocava a Roma. Dunque, per gli annali, la stagione dei toscani ha un fruttato lo stesso risultato di quella di Pesaro, salvatasi all'ultima giornata, o della deludente Varese (vedi sotto), ma la realtà è ben diversa: dalla consacrazione di Ariel Filloy come solido giocatore di Serie A al lancio del giovane Davide Moretti, figlio del coach, passando per la scoperta di americani come il 25enne C.J. Williams (oltre 14 punti di media), ci sono molte ragioni per non considerare la stagione buttata. Il più grande traguardo, però, è l'ulteriore fidelizzazione del popolo del PalaCarrara: con Siena, Livorno e Montecatini nelle serie minori, Pistoia è rimasta l'unica rappresentante toscana in Serie A. Un patrimonio da tutelare.

5 ALLA PASTA REGGIA CASERTA

Difficile dare un voto più basso alla commovente Juve di Enzino Esposito, la cui rincorsa verso la salvezza è stata fermata – di fatto – solamente dall'exploit di Ross (vedi sopra). Ma – appunto – fermarsi sul più bello dopo una simile rimonta è davvero un peccato mortale, pur se di fronte a un avversario indiavolato e sospinto da oltre 6000 tifosi. La Serie A, la Pasta Reggia, non l'ha certo persa all'ultima giornata (ammesso che l'abbia veramente persa, con il prevedibile teatrino dei ripescaggi in agguato), ma all'Adriatic Arena, per la prima volta, Marco Mordente e compagni dipendevano da se stessi, peraltro con l'inerzia a favore dopo i risultati delle ultime settimane, e hanno fallito, chiudendo con amarezza una stagione già oltremodo tribolata per i gloriosi colori bianconeri. E come se non bastasse la retrocessione, ci sono i ricorrenti avvicendamenti e le altrettanto ricorrenti richieste di aiuto dei vertici societari.

Ross, Metta World Peace, EA7, Caserta e Della Valle: Il pagellone della 30^ di Serie A
4 AD AMEDEO DELLA VALLE

Stavolta il buon Amedeo l'ha fatta un po' fuori dal vaso, come si suol dire. Il suo “Politics over everything” twittato dopo la nomina di Simone Fontecchio come miglior under 22 del campionato è stata decisamente una caduta di stile, oltre che un gesto molto irrispettoso nei confronti di un collega che potrebbe essere presto suo compagno di Nazionale, se non – chissà – di squadra di club. Sarà anche vero che nei Legabasket Awards c'è una componente “politica”, o forse semplicemente – anche tra gli addetti ai lavori – sono di più i simpatizzanti della Virtus Bologna che quelli della Reggiana. Ma non è questo il punto. Il punto è che Amedeo ha contestato pubblicamente un riconoscimento che già di per sé vale quel che vale, e il cui responso non è poi così scandaloso (oltre 7 punti e 2 rimbalzi a partita per l'ala virtussina, spesso decisiva con i suoi canestri nel finale), quando invece avrebbe potuto limitarsi a prenderne atto in silenzio e, tutt'al più, a sfruttarlo come sprone per fare sempre meglio a partire dai difficili playoff che lo aspettano. Arroganza e permalosità sono doti che sul parquet non lo aiuteranno di certo.

3 ALL'OPENJOBMETIS VARESE

Una più, una meno, avranno pensato i giocatori di Attilio Caja. Ma (nonostante gli applausi di rito al capolinea della stagione) siamo certi che per il popolo di Masnago assistere all'ennesima sconfitta casalinga, pur se in questo caso non contava nulla in termini di classifica, non è certo stato divertente. La nuova Openjobmetis di Eric Maynor e Johndre Jefferson sembrava poter terminare la stagione regolare in crescendo, redimendosi almeno in parte delle “malefatte” del resto del campionato, ma ecco che all'ultima giornata, quando si poteva lasciare un buon “sapore” in bocca ai tifosi in vista della ripartenza estiva, i biancorossi cadono di nuovo, peraltro contro un avversario altrettanto povero di motivazioni come la Sidigas Avellino. E tanto per mandare a casa gli spettatori ancor più depressi, l'orrido ultimo quarto da 7-7 che ha confermato i 7 di vantaggio degli irpini al 30', sia mai che ci si elevi dalla mediocrità del resto della stagione. Le due grandi deluse del campionato si sono confermate deludenti.

Crediti: Pallacanestro Cantù, Pallacanestro Reggiana, Legabasket, Savino Paolella - SportBestPhoto