Roland Garros 2014, le pagelle: Rafael Nadal, Maria Sharapova, Novak Djokovic

Maria, 2° titolo a Parigi
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Il Roland Garros 2014 ha chiuso ai battenti con il 9° sigillo di Rafael Nadal e il secondo successo di Maria Sharapova. Per il finalista Novak Djokovic è l'ennesima delusione, mentre a Sara Errani non riesce l’exploit degli anni scorsi.

La longa manus di Rafael Nadal sul Roland Garros. L’edizione 2014 dello Slam parigino su terra battuta ha messo agli archivi l’ennesima impresa del fenomeno maiorchino, che si conferma numero uno del mondo mettendo in bacheca il titolo n.9 a Porte d’Auteuil. Nadal (voto 10 per le ennesime due settimane da sogno) giunge così a quota 14 nel computo dei tornei major, eguagliando l’ex mito Pete Sampras e arrivando a tre sole lunghezze dal record assoluto detenuto da Roger Federer (17). I posteri ci diranno se Rafa Nadal sarà davvero in grado di ripetersi a simili livelli per altre stagioni, per superare il campione svizzero e (come recentemente dichiarato da una leggenda come Andre Agassi) affermarsi come “Il più forte di tutti i tempi”. Un altro storico rappresentante del tennis come Bjorn Borg, detentore del precedente record di 6 vittorie al Roland Garros tra gli anni 70 e 80, si è occupato personalmente della consegna della Coppa dei Moschettieri a Rafa alla fine del match: il trionfale lancio dell’inno spagnolo e la commozione del Torello di Monacor sottolineavano ancor di più il dramma umano-sportivo di Novak Djokovic (8 di stima), sgonfiatosi nei tre set successivi dopo un inizio più che incoraggiante.

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Roland Garros 2014, le pagelle: Rafael Nadal, Maria Sharapova, Novak Djokovic - photo
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Il serbo, sistematicamente spazzato via dalla Invincibile Armanda nadaliana nelle edizioni 2012, 2013 e 2014 del Roland Garros, è costretto a rimandare il chimerico “Career Slam” a data da destinarsi. Va bene l’influenza degli ultimi giorni, va bene lo stillicidio di grida pro-Nadal del pubblico (il doppio fallo sul match point è stato figlio delle urla avverse), ma Nole manca nuovamente un appuntamento decisivo negli eventi del Grande Slam dopo l'ormai "lontana" vittoria a Melbourne nel 2013. La guida “bicefala” Vajda-Boris Becker, al di là dei successi nei Master1000, non ha finora dato quel quid necessario a scalzare Nadal a livello major. Non può dirsi soddisfatto nemmeno Roger Federer (6-), fuori dal Roland Garros 2014 agli ottavi per mano del lettone Ernests Gulbis (9, brillante semifinalista malgrado le racchette spaccate), sprecando un vantaggio di 5-3 e due set point consecutivi. Ora arriva l’amata erba in soccorso del fenomeno di Basilea: per Federer, bollato dallo Scriba Gianni Clerici con un laconico "Perché non si ritira? ", non dovrebbe essere difficile migliorare il disastroso 2° turno del 2013 a Wimbledon, quando fu estromesso dal comprimario Stakhovsky in giornata di grazia. A proposito di ex Fab Four (onorificenza immeritata dal campione a Melbourne Stan Wawrinka, 3, fuori al primo turno a Parigi), la vera notizia su Andy Murray (8,5) non è la pur ottima semifinale rovinata dal titano Nadal, ma l’avvio di un inedito sodalizio tecnico con l’ex n.1 Wta Amélie Mauresmo. La “Maga” saprà tenere a freno la vulcanica mamma Judy?

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In campo femminile, la glaciale ma sexy Maria Sharapova di Siberia non ha tremato dinanzi al caldo parigino (28 gradi nella due giorni delle finali) e ha conquistato il suo secondo titolo personale al Roland Garros: voto 10. Un traguardo non da poco per una tennista che non aveva mai fatto mistero di preferire le altre superfici (Masha stessa si definiva una “Mucca che danza sul ghiaccio” parlando delle sue performance sul rosso), anche se la caduta in rapida successione delle prime tre teste di serie (Serena Williams, 4, disinnescata dalla bella sorpresa spagnola Muguruza, Na Li e Radwanska) ha facilitato enormemente il compito della 5 volte campionessa Slam. L’onore delle armi spetta però alla cenerentola Simona Halep (9), che ha coronato un torneo da favola con la prima finale Slam della sua giovane carriera. Peccato che la giocatrice rumena, balzata alle cronache più per la celebre operazione di riduzione del seno che per meriti sportivi, sia mancata in intensità e furia agonistica proprio all’ultimo atto. Discorso simile per la nostra Sara Errani (7), da oggi ufficialmente n.2 azzurra per il sorpasso di Flavia Pennetta: la resa incondizionata nei quarti del Roland Garros contro Andrea Petkovic ha “sugellato” due settimane di tensione e nervosismo con la stampa. La beffa è arrivata anche nel doppio, nel quale Sarita (in coppia con l’amica Roberta Vinci) ha bissato la sconfitta in finale del 2013 al cospetto delle cinesi Hsieh e Peng.

Roland Garros 2014 - Gael Monfils
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La postilla non poteva che essere dedicata a Fabio Fognini. Il capofila del tennis italiano ha chiuso "in bellezza" il ciclo di risultati sul rosso con la tragicomica sconfitta in 5 set al terzo turno del Roland Garros contro Gael Monfils, che ha così vendicato la battaglia del 2010. L'epigono della "Commedia dell'Arte" con racchetta (come ha definito il quotidiano Libération il nostro Fognini) questa volta ha trovato in La Monf una degnissima spalla. Fabio, beccato dal pubblico per tutto l'incontro, è caduto nella trappola del coetaneo transalpino, apparso "Dead Man Walking" nel quarto set (perso 0-6) per poi miracolosamente resuscitare nella partita decisiva. Mettere un voto a Fabio Fognini, dall'altare del trionfo in Coppa Davis sulla Gran Bretagna alla polvere rossa (mangiata) a Roma, Madrid e Parigi, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Crediti: web , panoramic.fr, Dennis Grombkowski, getty images, PANORAMIC, Adam Pretty