Coppa Davis: Roger Federer, il video del trionfo Svizzera

Trionfo svizzero grazie a Federer
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Roger Federer batte Richard Gasquet con il punteggio di 6-4 6-2 6-2 e permette alla sua Svizzera di conquistare la prima Coppa Davis della storia. La Francia deve dire addio alla decima Insalatiera.

(aggiornamento) La Coppa Davis 2014 è della Svizzera. Il punto decisivo del 3-1 per la squadra elvetica è stato conquistato da Roger Federer, che rispettando il pronostico ha liquidato il rivale francese Richard Gasquet (schierato dal suo capitano Arnaud Clement per via dell'infortunio occorso a Jo-Wilfried Tsonga) con il punteggio di 6-4 6-2 6-2, in circa due ore di gioco. Un match praticamente perfetto quello di Federer, che non ha concesso nessuna palla break sui suoi turni di battuta in tutto il match; ancora una volta deludente il 28enne di Béziers, già apparso sottotono nel corso del doppio del sabato in coppia con Benneteau. Per la Svizzera si tratta del primo trionfo assoluto in Coppa Davis, mentre per la Francia sfuma la "Decima": l'ultimo successo transalpino nell'Insalatiera è datato 2001. Rimarrà comunque negli annali del tennis l'esultanza del fenomeno Federer, che come al Roland Garros 2009 si inginocchia sulla terra rossa di Lille dopo l'ultimo punto della sfida per poi tradire qualche lacrima di commozione. L'uomo simbolo del primo (e forse ultimo) giubileo svizzero in Davis è proprio lui.

LA PREVIEW Gli equilibri della finale di Coppa Davis Francia-Svizzera si sono spostati in seguito alla vittoria di Roger Federer e Stan Wawrinka in doppio, forti di un 6-3 7-5 6-4 ai danni della coppia francese Gasquet-Benneteau. Ora il “tie” conclusivo dell’Insalatiera recita 2-1 per la formazione elvetica, che domenica 23 novembe (a partire dalle 13) ha in mano il match-point numero uno per assicurarsi la prima Davis della sua storia. A scendere in campo sarà il n.2 del mondo Roger Federer, che se la vedrà contro il talento incompiuto di Francia Richard Gasquet. Quest’ultimo sostituisce il numero uno transalpino Jo-Wilfried Tsonga, costretto a dare forfait per un infortunio al gomito. I numeri sono impietosi per l’ex allievo di Riccardo Piatti: Gasquet ha vinto infatti solo in due occasioni in 14 scontri diretti contro Federer. L’unico aspetto confortante per Richard è che entrambe le vittorie sono arrivate sulla terra battuta, nel 2005 a Montecarlo e nel 2011 a Roma. Se il fenomeno di Basilea dovesse bissare la sconfitta di venerdì contro Gael Monfils, la pressione sarebbe a quel punto tutta sulle spalle dell’amico Stan Wawrinka. Il campione 2014 agli Australian Open ha dimostrato una fin qui dimostrato una straordinaria solidità mentale: il dito puntato alla testa al termine della partita d’esordio con Tsonga ricordava lo stesso gesto esibito a Melbourne a gennaio, quando non si fece impietosire da un Rafael Nadal in condizioni fisiche precarie e portò a casa il primo trionfo Slam della carriera

Coppa Davis: Roger Federer, il video del trionfo Svizzera

GLI ERRORI DI CLEMENT Wawrinka si era ripetuto ieri in doppio, in tandem con un Roger Federer di nuovo sorridente. La tenuta fisica del 33enne elvetico ha dato notevoli segnali di miglioramento, dopo che venerdì era stato addirittura il fido Stan a portagli i borsoni nel post-partita per evitargli ulteriori sforzi alla schiena. Contro Gasquet e Benneteau, Federer è tornato efficace con il servizio (concedendo la miseria di otto punti in nove turni di battuta) e ha sfruttato le amnesie di una coppia francese che non disputava un match dal 2013, con Julien Benneteau a mettere una pezza sulle lacune del compagno. Sul banco degli imputati, più che il 28enne di Béziers, è finito il capitano dei Galletti Arnaud Clement insieme alle sue scelte disgraziate: la rinuncia in extremis a Tsonga, che veniva da quattro vittorie consecutive in Coppa Davis in duo con Gasquet (tra le quali le due contro gli australiani Hewitt e Guccione e l’ultima contro i cechi Stepanek e Berdych), era dunque più che giustificata; ciò che non si spiega, al contrario, è l’aver snobbato ab initio la coppia campione al Roland Garros 2014 Benneteau e Roger-Vasselin.

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