Roger Federer: Coppa Davis, perché deve essere sua

Roger Federer: ce la farà per la finale di Davis?
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Nel weekend dal 21 al 23 novembre si giocherà la finale di Coppa Davis tra Francia e Svizzera sulla terra rossa indoor di Lille. Per il fenomeno elvetico Roger Federer, nonostante la schiena malconcia, sarà l'occasione della vita.

L'obiettivo del numero uno mondiale sarà relegato, almeno per un weekend, nella parte più remota del suo cervello. Roger Federer si appresta a giocare (si spera) la prima finale di Coppa Davis di tennis della sua vita, capofila della Svizzera al cospetto dei padroni di casa della Francia di Gael Monfils e Jo-Wilfried Tsonga. L'ultimo atto della Davis 2014 si disputerà allo stadio Pierre Mauroy di Lille, adibito per l'occasione a tempio della racchetta su terra rossa indoor. Il pronostico sarebbe più che mai sul filo dell'equilibrio, alla luce della superiorità di classifica delle Guardie Svizzere Roger Federer e Stan Wawrinka, che devono però fare i conti con il revanchismo francese, agevolato da una superficie (sempre sulla carta) più congeniale: i galletti non portano a casa l'Insalatiera dal lontano 2001, quando l'attuale opinionista tv Sebastien Grosjean alzò la coppa davanti al pubblico australiano. Al di là delle motivazioni, elemento presente sia in casa svizzera che nel clan transalpino capitanato da Arnaud Clement, sono subentrati altri fattori che rischiano di rovinare la festa rossocrociata.

La settimana che porta alla finalissima di Lille è stata carica di nervosismo e imprevisti. L'epicentro della tensione è stata Londra, sede del Masters di fine anno che riunisce i migliori 8 tennisti della stagione. Roger Federer veniva da un tour de force alla disperata caccia del numero uno occupato da Novak Djokovic, fresco papà del piccolo Stefan: vittoria a Shangai proprio su Nole, trionfo nella sua Basilea e quarti a Parigi Bercy battuto dal bombardiere canadese Raonic. Nella City, dopo aver brillantemente superato il girone "all'italiana" con tre successi su tre (tra cui l'umiliante 6-0 6-1 ai danni di Andy Murray), Roger avrebbe conquistato anche la finale delle Atp Finals salvando 4 match point all'amico e connazionale Stan Wawrinka, presente anche lui a Lille. Un match che finirà per essere maledetto per Federer: da un lato l'infortunio alla schiena, rimediato dopo una battaglia di 2 ore e 30, che lo obbligherà a dare forfait per l'incontro con Djokovic (appena il terzo in carriera); dall'altro, il litigio con lo stesso Wawrinka, infastidito dalle provocazioni della moglie Mirka durante la semifinale londinese, che avrebbe indirizzato un "baby cry" (piagnucolone) a Stan dalle tribune.

Archiviato il caso Mirka con una foto sdrammatizzante del team svizzero al completo, resta il dilemma Federer in vista di venerdì, quando si disputeranno i primi due singolari della finale di Coppa Davis. Il problema alla schiena, a quanto pare, ha impedito al n.2 Atp di scendere in campo per allenarsi: tifosi elvetici e non solo, visto l'enorme credito che Roger Federer gode anche da parte francese (tanto da essere stuzzicato dall'avversario Gilles Simon con un "Federer viene rispettato troppo dal nostro pubblico"), sono in ansia, così come in fondo tutto il mondo del tennis. Una seconda metà del 2014 che doveva riportare Federer al vertice (a 33 anni suonati) e realizzare il sogno Davis per la Svizzera, rischia invece sul più bello di trasformarsi in un inverno da incubo. Una sceneggiatura che sta prendendo una piega crudele per lo svizzero più illustre dai tempi del ginevrino Jean-Jacques Rousseau. Parafrasando proprio quest'ultimo, vogliamo peccare d'ottimismo interpretando la Volontà Generale degli amanti del tennis: vedere Federer in campo per il singolare, pur malconcio o obnubilato dalle infiltrazioni, sollevare l'unico grande trofeo che ancora latita dalla sua bacheca leggendaria. Non ce ne voglia la Francia degli istrioni Tsonga e Monfils, ma la Storia deve fare il suo corso.

Niccolò Inches (Twitter: @niccolink)

Crediti: panoramic.fr, web