Roger Federer: Pronostici 2015, 18° Slam a Wimbledon?

Federer punta al 18° Slam
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Roger Federer si appresta a ricominciare una nuova stagione tennistica da protagonista, dopo il finale scoppiettante del 2014 impreziosito dalla vittoria in Coppa Davis. Quante possibilità ha lo svizzero di conquistare il 18° Slam?

Chiamatela pure seconda giovinezza. Roger Federer, a 33 anni suonati, è tornato il tennista competitivo capace di deliziare le platee nell'ultimo decennio. Il 2014 è stato l'anno della riscossa per il fenomeno svizzero: Federer ha cominciato la stagione nel migliore dei modi sul cemento australiano, rinfrancato dal sodalizio con l'ex numero uno svedese Stefan Edberg, per poi chiuderla in bellezza trascinando la Svizzera alla sua prima Coppa Davis della storia. Nondimeno, Federer è stato ad un passo dal togliere lo scettro di leader della classifica mondiale a Novak Djokovic, con il serbo costretto a forzare lo sprint negli ultimi tornei (Parigi Bercy e Atp Finals di Londra). Quella del n.1 non è però un'ossessione per Federer: la lotta per il vertice del ranking richiede una certa continuità fisica e di risultati, che ad un'età avanzata come quella del campione di Basilea (e con avversari come Djokovic) non è possibile garantire. Diverso il discorso Grande Slam. Azzardando un paragone calcistico, Roger Federer potrebbe essere come il Milan di Carlo Ancelotti, troppo distratto per portare a casa un obiettivo di lungo periodo come lo Scudetto ma dotato di un talento tale da poter battere chiunque sul singolo match. I tornei dello Slam come la Champions League quindi, tanto che Roger ha spesso affermato di preferire proprio il gioco in notturna... Un major nella bacheca elvetica manca dal 2012, anno dell'ultimo trionfo a Wimbledon su Andy Murray. Quante sono le concrete possibilità per Federer di conquistare il 18° titolo Slam della sua carriera?

AUSTRALIAN OPEN: 15% Federer comincerà il suo 2015 nel torneo Atp 250 di Brisbane, dove lo scorso anno fu beffato dal coetaneo Lleyton Hewitt. Il cemento australiano fu il primo banco di prova per la partnership con Edberg, che gli fruttò un'incoraggiante semifinale agli Australian Open seguenti, sconfitto da Nadal dopo due netti successi su Tsonga e Murray (vendicata la “semi” 2013). A Melbourne, lo svizzero vanta 4 trionfi (2004, 2006, 2007 e 2010) al pari di Djokovic, e la superficie gli è congeniale. Tuttavia, lo sforzo finale del 2014 - costatogli qualche problema alla schiena, il che potrebbe condizionare l'avvio - combinato al caldo torrido e alla voglia di rivalsa di Djokovic (disarcionato da Wawrinka nei quarti della scorsa edizione) non lasciano molte chances a Federer per alzare il trofeo Slam nella Terra dei Canguri.

ROLAND GARROS: 5% Una nemesi per Roger Federer almeno fino al 2009, quando batté tal Robin Soderling nella finale di Porte d'Auteuil, finora l'unico tennista capace di battere Rafael Nadal a Parigi (9 vittorie in 10 anni). Quella fu l'unica parentesi in un soliloquio sportivo maiorchino, ma anche un grosso macigno che si tolse dallo stomaco svizzero dopo ben tre finali perse al Roland Garros dal cannibale iberico, tra il 2006 e il 2008. La terra battuta è certamente la superficie meno prediletta da Federer, anche se non si tratta di un vero e proprio tabù come per l'ultimo dominatore del tennis prima di Roger, Pete Sampras (0 trofei sul rosso parigino): FedEx può infatti vantare successi nei Masters di Amburgo e Madrid, e il fresco trionfo in Davis sulla Francia è arrivato proprio sul lento di Lille. Detto questo, pensare che Federer possa programmare tutta una stagione per dare l'assalto al RG è puro esercizio di fantasia.

WIMBLEDON: 60% Il suo giardino di casa, con un bilancio di 73 vittorie, 9 sconfitte e ben 7 trofei sollevati ai Championships. Non sarà come il regno di Nadal a Parigi, ma in pochi come lui hanno intrattenuto un simile rapporto osmotico con l'erba londinese: forse il solo Pete Sampras, protagonista del tennis anni '90, è stato capace di instaurare un monopolio altrettanto marcato (anche lui 7 successi tra il 1993 e il 2000). Non è un mistero che Roger Federer sceglierebbe Wimbledon quale teatro dei sogni per il suo “canto del cigno” da Grande Slam. A Church Road, l'ex n.1 ottenne l'ultima Coppa nel 2012 superando il (neanche troppo) idolo di casa Andy Murray, per poi capitolare rovinosamente l'anno successivo nei primi turni contro il peon ucraino Stakhovsky. La finale di Wimbledon 2014 persa di misura da Djokovic lo ha restituito al tennis che conta, ridandogli una competitività 3 set su 5 che sembrava ormai perduta. Il verde di Wimbledon non è più il tappeto velocissimo di 10 anni fa (come testimoniano le scorribande dell'arrotino Nadal e di Djokovic), ma la celeberrima “Erba Battuta”, raccontata da Gianni Clerici e incastonata nel Tempio dell'All England Club, è il manto su cui Federer può ambire a toccare quota 18. Sempre che il servizio regga per due settimane, e che gli organizzatori non lo confinino nel “Cimitero dei Campioni” del campo 2...

US OPEN: 20% Il bilancio di Roger in 10 anni nella Grande Mela della racchetta è a due facce: padrone assoluto tra il 2004 e il 2008 con 5 vittorie consecutive, sorpreso dai nuovi protagonisti del circuito dal 2009 in poi. Sul cemento di Flushing Meadows, negli anni recenti, si è registrata la maggior varietà di vincitori (5 campioni diversi in 6 edizioni, contro i 4 di Melbourne e Londra e i 2 di Parigi) ma anche alcune delle più grandi sorprese del tennis mondiale, come il debutto Slam dell'argentino Juan Martin Del Potro (2009) o l'ultimo exploit del croato Marin Cilic, allievo del più illustre connazionale Ivanisevic. Il fenomeno della standardizzazione delle superfici, oltre a favorire i fondocampisti al vertice come Nadal, Djokovic e Murray, ha altresì permesso la crescita di una folta schiera di giovani che proprio su un terreno “neutro” come il cemento possono recitare un ruolo importante. La finale 2014 tra Cilic e il giapponese Nishikori ne è stata la cartina di tornasole, anche se ci si attende un salto di qualità nel 2015 da gente come Dimitrov e Raonic. “Nonno” Federer, in siffatto contesto, si vede inevitabilmente ridurre le proprie possibilità di successo. Il treno della finale sfumata nel 2014, con Nadal fuori dai giochi e Djokovic sorpreso dal piccolo Nishikori, rischia di non passare una seconda volta.

Crediti: Youtube, SkySport Uk, panoramic.fr, web , PANORAMIC