Robin Williams, Philip Seymour Hoffman ed Eli Wallach: L’annus horribilis di Hollywood

robin williams morto nel 2014
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Il 2014 si sta rivelando un anno particolarmente funesto per Hollywood dopo il tragico epilogo di Robin Williams. Prima di lui, i cinefili di tutto il mondo si erano già vestiti a lutto per Philip Seymour Hoffman ed Eli Wallach.

Hollywood e i suoi cultori avevano già vissuto stagioni particolarmente nefaste, annate durante le quali si erano spente le stelle più splendenti del firmamento cinematografico, ma il 2014 ha portato con sé qualcosa di misteriosamente tragico e angosciante, un senso di amarezza e fatalismo che ha segnato le vite di tre vittime celebri dell’anno in corso. Philip Seymour Hoffman, Eli Wallach e Robin Williams, tre premi oscar, tre versatili interpreti, tre uomini la cui esistenza si è spenta ma che, rispolverando qualche luogo comune mai come in questo caso azzeccato, continueranno a vivere nella nostra memoria per sempre. Philip, l’attore impegnato, l’eterna promessa della sua generazione concretizzatasi solo in età matura con pellicole come “The Master” e “A sangue freddo”, ma anche "Hunger Games"; Robin Williams, l’interprete istrionico e versatile, l’unico in grado di far ridere e piangere con la stessa facilità i suoi spettatori; Eli Wallach, l’inossidabile uomo di teatro che ha continuato a recitare fino a 98 anni, duro almeno quanto i cowboys interpretati nei suoi spaghetti western.

philip seymour hoffman morto
philip seymour hoffman morto

Era il 3 febbraio quando il mondo intero si fermò attonito alla notizia che Philip Seymour Hoffman, attore premio Oscar per “A sangue Freddo”, era stato trovato senza vita nel suo appartamento di New York con una siringa nel braccio sinistro. Causa del decesso: overdose di eroina. L’attore era ricaduto nel tunnel della droga in seguito alla separazione dalla sua compagna, Mimi O’Donnell, dalla quale aveva avuto tre figli. La fama, il successo, la gloria, il cinema impegnato e il teatro di prosa, i premi cinematografici e la stima di tutti i colleghi non sono bastati a sorreggere un’anima fragile almeno quanto quella del suo alter ego più famoso, Truman Capote. Strana coincidenza Philip e Robin si erano incontrati nel 1998 sul set di ”Patch Adams” e, almeno sullo schermo, i due attori erano stati personaggi agli antipodi: se Philip Seymour Hoffman era il timido , l’intellettuale riservato, Robin Williams era l’eroe, il Peter Pan adulto incapace di crescere, il medico e il professore rivoluzionario, l’eroe della porta accanto amato da grandi e piccini. Nella loro vita quotidiana, invece, non erano così diversi. Lontano anni luce dai personaggi scanzonati e gioiosi che aveva interpretato, Robin Williams era in verità un uomo infelice, tormentato dalla depressione che nemmeno l’amore della moglie era riuscita ad allontanare. Un fantasma che lo perseguitava giorno e notte, tanto da indurre l’ex Peter Pan a sospendere la ricerca della sua isola che non c'è e a preferire il sonno eterno della morte.

Robin Williams, Philip Seymour Hoffman ed Eli Wallach: L’annus horribilis di Hollywood

L’unica storia che lascia un briciolo di speranza è quella dell’indimenticabile Eli Wallach, morto per cause naturali alla veneranda età di 98 anni lo scorso 24 giugno. Un uomo che ha dedicato la vita al teatro (fu uno dei più brillanti allievi dell’ Actor’s studio) e ha prestato il volto ad indimenticabili eroi: su tutti Tuco, il brutto nel capolavoro di Sergio Leone "Il buono, il brutto, il cattivo". L’inossidabile Eli ha ricevuto un oscaronorario solo a 94 anni e forse, sta nel suo discorso la chiave del successo per un’esistenza serena, vissuta nella sua interezza senza passi falsi: “Come attore ho interpretato più banditi, ladri, killer, signori della guerra, molestatori e mafiosi di quanti voi ne possiate immaginare. Come civile colleziono orologi antichi, racconto storie infinite di quando ero un medico durante la seconda Guerra Mondiale, guardo ogni singola partita di tennis e vivo per la mia famiglia, per la posta che ricevo ogni giorno, per lavare i piatti e scattare foto di sagome nella corteccia degli alberi”. Un segreto che, purtroppo, né il bimbo sperduto Peter Pan né l’intellettuale tormentato Truman Capote hanno avuto la fortuna di conoscere. Resta l’amaro in bocca e un senso di malinconica nostalgia: i capitani non torneranno, le fate non si sveglieranno anche se batteremo le mani, le rose sono appassite prima che potessimo coglierle.

Robin Williams, Philip Seymour Hoffman ed Eli Wallach: L’annus horribilis di Hollywood
Crediti: Youtube, T.c.d, Visual Press Agency, web