Robert Pattinson : Ecco come ha conosciuto i Safdie Brothers, registi di "Good Time"

Robert Pattinson con i fratelli Safdie
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Robert Pattinson ha raccontato la sua esperienza con i Safdie Brothers per "Good Time".

L'ultima fatica attorale di Robert Pattinson in "Good Time", regia dei fratelli Safdie, gli è valsa la nomination come Miglior Attore ai Gotham Indipendent Film Festival 2017: il film racconta la storia di due fratelli mentalmente instabili che vivono di espedienti e si danno allo spaccio nel disperato tentativo di trovare un loro posto nel mondo, legati da un amore distruttivo che impedisce loro qualsiasi salvezza.

ROBERT PATTINSON IN "GOOD TIME"

In una lunga e intensa intervista per Deadline Robert Pattinson ha raccontato di come è nata la collaborazione con i Safdie Brothers: "Avevo visto soltanto un fermo immagine di un loro film, "Heaven Knows What", con l'attrice Arielle Holmes. Era un'immagine pazzesca, adoravo l'espressione di lei, mi ha profondamente colpito. Sul momento ho pensato che fosse un film ceco o qualcosa del genere, invece ho scoperto che i registi vivevano in America, a New York. Non ho resistito. Il mio amico Brady Corbet che conosce praticamente chiunque a New York, mi ha messo subito in contatto con loro. Quando mi hanno proposto il ruolo per "Good Time" ho detto immediatamente di sì, pazzesco. Non li avevo mai incontrati di persona, non avevo mai visto un loro film, eppure abbiamo preso accordi e concluso tutto nel giro di mezz'ora."

IL TRAILER DI "GOOD TIME"

Insomma, Robert ha seguito il suo istinto e così è iniziata una meravigliosa avventura, di cui l'attore ha parlato con sincero entusiasmo: "I Safdie sono grandiosi, hanno molto talento e rischiano sempre il tutto per tutto, non hanno paura di sperimentare. Anche come sceneggiatori sono molto bravi, non ho avuto alcuna difficoltà a prendere confidenza con i dialoghi e le battute" ha raccontato Robert, aggiungendo di essersi sentito molto a proprio agio sia con il metodo di lavoro che sul set "è così che mi piace lavorare, con gente che non sta lì a guardare l'orologio. È passato un anno dalle riprese e ancora ci piace parlarne e immaginare insieme progetti futuri. Anche l'atmosfera sul set era bellissima, non saprei come definirla se non punk. Fino a quel momento avevo lavorato solo in contesti seriosi, in cui tutti stavano buoni e zitti e non volava una mosca, tranne per i flash e gli scatti dei paparazzi, naturalmente. Mentre giravo per Twilight, ad esempio, era una cosa folle. I paparazzi stavano lì a fotografare qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa, davvero. Invece durante le riprese di "Good Time" non abbiamo scattato neanche una foto, nemmeno con il telefono, nulla. È stato stupendo."

Crediti: Archivi Web