Renee Zellweger e le altre star rifatte: I nuovi mostri

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Renee Zellweger è l’ultima star che paga lo scotto di uno smodato uso della chirurgia estetica. Ma essere un’attrice sui 40 non è proprio una passeggiata sotto il cielo di Hollywood…

(di Anna Verrillo) Vuoi ritornare a 30 anni indietro, quando a fine agosto pioveva sempre? Ti ci ho portato” sibila il chirurgo vate che espande botulino come ostie sacrali in una scena di “La Grande Bellezza”. Si rivolge ai suoi pazienti come fossero amici di lunga data, realizza i loro sogni come una fatina delle favole che ha una siringa al posto della bacchetta. Verosimilmente le cose sono andate così anche per Renee Zellweger, apparsa irriconoscibile nella sua ultima uscita pubblica. Mi ci è voluto qualche secondo prima di riconoscere dietro quei lineamenti tanto diversi l’attrice che ci aveva fatto ridere e sognare nei panni di Bridget Jones. Renee è solo l’ultima di una lunga serie di star ossessionate da una giovinezza ormai perduta che, incalzate dallo scorrere del tempo e dalle rigidissime regole di quella fabbrica dei sogni che è Hollywood, decidono non solo di ricorrere alla chirurgia plastica, ma ne diventano dipendenti. Che si tratti di labbra, zigomi, seno o palpebre, spesso i ritocchini risultano così invasivi da modificare drasticamente i lineamenti dei pazienti che ne fanno uso, regalando loro in molti casi le sembianze di strani mutanti più che di esseri umani. Eppure essere una star ed essere donna non è affatto semplice, vuol dire dover perdere sempre. Osi invecchiare? Niente lavoro. Ricorri alla chirurgia plastica per combattere l’inevitabile invecchiamento? Come minimo sarai derisa per il tuo narcisismo e i tuoi vani tentativi di tornare giovane.

Renee Zellweger e le altre star rifatte: I nuovi mostri

Se ne sono viste di metamorfosi sotto il cielo della California tra la collinetta di Hollywood e le strade affollate di Beverly Hills. Heidi Montague, star di The Hills, da ragazza della porta accanto si è trasformata in una specie di barbie vivente: per sua stessa ammissione si è sottoposta a 10 interventi di chirurgia estetica per la troppa pressione di una popolarità improvvisa. Lindsay Lohan esibisce una pelle più levigata di una statua di marmo e due zigomi che si gonfiano sempre di più col passare degli anni. E pensare che di anni ne ha solo 27. Chi non conosce la biografia di Lil Kim e il suo aspetto prima di una serie prolungata di sedute di chirurgia, potrebbe benissimo scambiare lei, afroamericana doc, per un’asiatica! Il suo chirurgo le ha talmente levigato il viso, che gli occhi le sono diventati a mandorla. Le vecchie glorie Meg Ryan e Melanie Griffith sono diventate la caricatura di sé stesse. Tra Cinecittà e via Montenapoleone le cose non vanno meglio. Alba Parietti da oltre 30 anni è diventate il manifesto vivente della bellezza di plastica. Su Anna Tatangelo, ex ragazzi di periferia ormai donnona di città, la chirurgia plastica ha avuto l’effetto contrario: più che ringiovanirla, l’ha eufemisticamente “resa più matura”, e a 27 anni ne dimostra 40. Sono soprattutto Arcore e via Olgettina comunque ad aver assistito agli spettacoli migliori: litri di botulino e kg di protesi sono il minimo comun denominatore delle papi girls. Le donne di Silvio Berlusconi sono le più irriducibili portabandiere della bellezza siliconata: Nicole Minetti (protagonista a le Iene con Claudio D'Alessio) e Noemi Letizia sembrano dei mutanti usciti dall’ultimo episodio di X-Men, e non sfigurerebbero nemmeno accanto ad Annabelle, la bambolina che terrorizza gli spettatori di mezzo mondo al cinema.

Renee Zellweger e le altre star rifatte: I nuovi mostri

Il problema va comunque approfondito, non ci si può fermare alla pura constatazione di tali orrori estetici. Ci ergiamo a moderno coro greco aspettandoci che le celebrità (soprattutto donne) abbiano tutto: bellezza, giovinezza, talento, umiltà, e un’assoluta noncuranza del proprio aspetto fisico dettata da un asservimento totale alla propria arte. Ma quando ciò non accade proviamo sadicamente gusto nel guardare con disdegno queste grottesche figure femminili. L’invecchiamento, qualcosa di assolutamente naturale e in parte affascinante, è diventato un fenomeno da respingere con tutte le proprie forze, anche con l’aiuto del chirurgo. Il rigido decalogo hollywoodiano, tuttavia, non prevede che le donne debbano fare a meno della chirurgia plastica, quanto piuttosto fare di essa un uso parsimonioso affinché queste pratiche restino invisibili, non si notino. Una buona chirurgia plastica va bene (Sandra Bullock), la chirurgia plastica evidente no (Renee Zellweger). Insomma, ad Hollywood “invecchiare con grazia” è un eufemismo per dire “ fare buon uso della chirurgia estetica”.

Renee Zellweger e le altre star rifatte: I nuovi mostri

Ma torniamo alla nostra Renee, che abbiamo visto rilanciarsi in pista dopo un periodo in cui il lavoro era a dir poco scarseggiato, cercare disperatamente di conformarsi alle idee di femminilità universalmente riconosciute, e, infine, miseramente fallire. C’è un meccanismo sadico e contorto che regola l’uso delle pratiche di chirurgia estetica, un meccanismo che crea una dipendenza paragonabile a quella da altre sostanze: se si prova il botulino non si riesce più a farne a meno, e si è talmente risucchiati nel vortice da non riuscire più a capire quando è il momento di dire basta. Risultato? Si ottiene esattamente l’ opposto di quello che si ci era prefissati. Le star ridefiniscono i propri volti al punto tale che non sono più canonicamente belli, e sono ugualmente scaricate da Hollywood e derise dall’opinione pubblica. Troppo vecchie per lavorare, troppo poco naturali per essere credibili sulla scena, troppo poco attraenti per incassare al botteghino. Diceva qualcuno: ” una più è autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di se stessa”, non a quella che sognano gli altri per lei. Saggezza iberica.

Crediti: web , Youtube, archivio, Steve Granitz, getty images