Referendum Scozia: Tutto sul voto del 18 settembre

L'indipendenza della Scozia
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Si vota il 18 settembre lo storico referendum per l’indipendenza della Scozia nei confronti del Regno Unito. Quali sono i pronostici per la votazione? Cosa succederà in caso di indipendenza? Sarà la fine del Regno Unito?

Giovedì 18 settembre si vota il referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito e sono molti gli interrogativi che riguardano questa storica votazione. La domanda a cui gli scozzesi dovranno rispondere è: “Siete d’accordo che la Scozia diventi una nazione indipendente? ”, optando per il Sì o il No. In caso di risposta affermativa dell’elettorato, la Scozia diventerebbe uno stato indipendente a partire dal 24 marzo 2016. Il sondaggio realizzato dall’istituto ICM per il quotidiano Scotsman riporta un leggero vantaggio del No all’indipendenza con il 52%, rispetto al 48% del Sì. Si tratta quindi al momento di una nazione spaccata in due, con un tasso di indecisi del 14%, il risultato dall’esito resta ancora molto incerto e potrà essere rivelato solo allo spoglio delle schede. Le ripercussioni che una possibile indipendenza potrebbe avere sono significative non solo per a Gran Bretagna, ma a detta di molti su tutto il continente europeo.

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Referendum Scozia: Tutto sul voto del 18 settembre

Il referendum è stato deciso nell’ottobre 2012 nell’ambito di un accordo tra David Cameron, premier della Gran Bretagna e Alex Salmond, primo ministro scozzese e leader dello Scottish National Party. Cosa accadrebbe in caso di indipendenza della Scozia dal Regno Unito? Lo stato scozzese farebbe comunque parte del Commonwealth, come già accaduto per il Canada, Australia e altri paesi, con la regina Elisabetta che continuerebbe quindi a mantenere la carica di capo di Stato. Ma è la questione economica il vero campo di scontro tra i pro e contro dell’indipendenza. Alcune banche di Edimburgo hanno annunciato il loro trasferimento a Londra nel caso in cui a vincere fosse il Sì. Ma è soprattutto il tema che riguarda la futura politica monetaria a tenere banco nel dibattito.

Referendum Scozia: Tutto sul voto del 18 settembre - photo
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Sono al momento tre le ipotesi messe in campo sulla moneta che verrebbe adottata da Edimburgo: il mantenimento della sterlina, l’adesione all’euro o l’adozione di una nuova valuta. Salmond ha dichiarato l’obiettivo di mantenere la sterlina tramite un accordo con la Banca Centrale Inglese per un’unità monetaria. Questa ipotesi ha trovato però l’opposizione dei partiti inglesi (conservatore, liberale e laburista) e della stessa Banca Centrale, che sostiene che questo accordo sarebbe incompatibile con la sovranità nazionale. Per l’adesione all’euro ci si troverebbe di fronte a un processo complicato, per cui il nuovo stato scozzese dovrebbe rispettare dei parametri, prima per poter entrare nell’Unione Europea e in seguito adottare l’euro come valuta nazionale. Il neo-presidente della Commissione Europea Juncker ha infatti recentemente dichiarato che “Non si diventa un membro dell’UE scrivendo una lettera”.

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