Referendum Scozia: L’indipendenza vista attraverso tre film

The brave della Disney
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L’indipendenza della Scozia passa dal cinema: film come Braveheart e Highlander, ma anche Trainspotting, raccontano la storia di una nazione che ha sempre mantenuto una fortissima identità, anche sul grande schermo.

Le highlands desolate, i paesaggi mozzafiato, l’accento incomprensibile e le strade umide e scivolose di Edimburgo: passa tutto per lo schermo di un cinema, che come in un incantesimo è riuscito a far rivivere i gloriosi eroi di un passato mitico promuovendo un vero e proprio revival dello “Scottish Proud”, l’orgoglio scozzese che oggi guida i nazionalisti verso il referendum in Scozia del 18 settembre. Che si tratti di pellicole in costume o drammi moderni, di storie ad ambientazione rurale o a sfondo urbano, l’impronta scozzese fa sempre la differenza, anche sul grande schermo. “Braveheart- Cuore impavido” (1195) è probabilmente il più celebre film d’ambientazione scozzese: secondo la scrittrice Lin Anderson ha avuto un ruolo chiave nel risveglio della coscienza nazionale.

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William Wallace, il ribelle capace di guidare un intero popolo contro l’usurpatore inglese, rappresenta il più glorioso esempio di un passato i cui fasti sono stati per troppo tempo relegati alle sconosciute leggende locali. Il film di Mel Gibson è uno dei manifesti dell’orgoglio scozzese, una pellicola necessaria per incidere nella memoria moderna le gesta di un popolo antico. Wallace è l’ Enea di Scozia, il nome invocato a gran voce da tutti gli indipendentisti che vogliono ripetere oggi l’epopea del proprio beniamino non sul campo di battaglia, ma nel segreto della cabina elettorale. Libertà, coraggio e lealtà sono i punti cardine di una pellicola che trasporta lo spettatore anche in un viaggio tra le fortezze e i castelli in rovina delle Highlands, paesaggi che riescono a conservare una propria identità, che nulla ha a che vedere con le cosmopolite ed ormai totalmente anonime, strade di Londra.

Referendum Scozia: L’indipendenza vista attraverso tre film
Referendum Scozia: L’indipendenza vista attraverso tre film

Trainspotting (1996) è l’altra faccia della Scozia, quella moderna, la gioventù bruciata di Edimburgo alle prese con la noiosa vita di provincia e la dipendenza dall’eroina. Renton, Spud e Sick Boy sono tre ladruncoli che si fanno di stupefacenti dalla mattina alla sera, vivono nella sporcizia e trascorrono un’esistenza senza alcun fine concreto. Pulp e scene cult, inseguimenti, nudi e una ripresa iniziale entrata di diritto negli annali del cinema: “Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia. Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina? ” spiega il protagonista, lo scozzesissimo Ewan Mc Gregor, a favor di camera. Cinico, spiritoso e crudele, ma indimenticabile come la Scozia di oggi.

Trainspotting - La scena con la musica degli Underworld (Born Slippy)

In Highlander (1986) passato glorioso e presente si fondono magistralmente. Connor MacLeod è nato nelle highlands nel 1500 e non può morire: attraversa quasi 500 anni di storia battendosi con altri immortali come lui alla ricerca della ricompensa finale spettante all' ultimo sopravvissuto della loro specie. La Scozia si respira in ogni inquadratura, tra i territori ostili e la natura incontaminata, e si materializza nel volto scolpito di Sean Connery, figlio prediletto per di questa terra antica . La lista di pellicole sarebbe ancora lunga, e contempla anche “The Brave”, la cui protagonista, la principessa Merida, è diventata la mascotte di Alex Salmond, capo del partito nazionalista scozzese. La Scozia di oggi cantata in “Sweet Sixteen” da Ken Loach o “Local Hero” di Bill Forsyth , sostituisce campi sconfinati con periferie difficili, ed eroi senza macchia con outsider problematici ed emarginati che, per quanto diversi, condividono con l'eterno William Wallace la ricerca della propria libertà.

Referendum Scozia: L’indipendenza vista attraverso tre film
Crediti: Youtube, facebook