Referendum Scozia: Cosa faranno gli sportivi in caso di indipendenza?

Andy Murray, campione del tennis
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La Scozia è chiamata al voto per decidere della propria indipendenza dal Regno Unito, scelta che avrà ripercussioni anche sul mondo dello sport. Quale futuro per i tanti sportivi professionisti scozzesi?

Il Regno Unito, e con esso l'Europa e il mondo intero, sono in fermento per il referendum sull'indipendenza della Scozia, che vedrà i cittadini residenti in Scozia da almeno due anni (anche di nazionalità non britannica) recarsi alle urne quest'oggi per determinare il destino politico (e non solo) della terra del tartan, del whisky e delle cornamuse. Un evento che, se da un lato conferma che la vecchia Europa, almeno quella unitasi sotto l'egida dell'Unione Europea, ha imparato a risolvere per vie pacifiche e diplomatiche le spinte di cambiamento (cosa per nulla scontata, come ci ricordano dolorosamente le notizie provenienti da luoghi anche poco distanti), dall'altro presenta risvolti potenziali che, secondo alcuni esperti di politica ed economia, non sono stati compresi nella loro interezza e portata. Uno degli ambiti certamente coinvolti da un'eventuale indipendenza è quello dello sport, in particolare nella declinazione delle competizioni internazionali in cui gli atleti rappresentano un paese e non un club o una casa motoristica. Quella, insomma, che più di tutte accende i cuori della gente.

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C'è da dire, a onor del vero, che in molte discipline, soprattutto di squadra, la Scozia è da tempo rappresentata da una Nazionale che “batte” bandiera blu crociata e canta “Flower of Scotland” (celebre la versione ad opera della cantante Amy Macdonald, nata vicino a Glasgow). Tra queste il calcio, il rugby, il cricket, ma anche il badminton, il basket e molti altri, pur se in alcune particolari occasioni gli stessi atleti hanno difeso i colori dell'intero regno o addirittura di tutte le British Isles, come nel caso dei British and Irish Lions della palla ovale. Ciononostante, se non altro a livello di affiliazione alle federazioni internazionali e finanziamento dell'attività, le cose non rimarrebbero invariate per gli sportivi professionisti, tanto che secondo Sir Craig Reedie, vicepresidente del CIO, numerosi olimpionici scozzesi potrebbero essere refrattari ad un improvviso abbandono delle squadre del Regno Unito in vista di Rio 2016. “La mia esperienza mi dice che gli atleti seguono i fondi” afferma Reedie, il quale dubita che gli atleti lascerebbero la strada vecchia, fatta di incentivi economici, assistenza e strutture di alto livello, per una nuova e – per quanto accattivante in termini di visibilità – totalmente ignota.

Referendum Scozia: Cosa faranno gli sportivi in caso di indipendenza?

Anche a livello di intenzioni di voto, quello degli sportivi scozzesi è un fiume di “no” all'indipendenza, a cominciare da nomi celeberrimi come Sir Alex Ferguson, storico allenatore del Manchester United, David Sole, leggenda del rugby a cui hanno fatto eco molti colleghi, e Chris Hoy, ciclista plurimedagliato definito un traditore dagli indipendentisti. "Ottocentomila scozzesi, come me, vivono e lavorano in altre parti del Regno Unito – ha dichiarato Ferguson – Non viviamo in un paese straniero, ma semplicemente in un'altra parte della famiglia del Regno Unito". E se l'ex giocatore del Barcellona Steve Archibald, forse sensibile agli influssi indipendentisti catalani, rappresenta un'eccezione essendosi espresso apertamente a favore della Scozia indipendente che deve “prendere in mano il proprio destino”, chi non si è ancora esposto chiaramente è Andy Murray: se da una parte è apparso sempre fiero di sventolare la Union Jack dopo le numerose vittorie, dall'altra infatti il campione del tennis ha confessato che sarebbe disposto a competere difendendo unicamente i colori scozzesi. Tutti i sondaggi, in ogni caso, prevedono che il referendum si deciderà per pochi voti, a seconda di chi riuscirà, nel rush finale, a conquistare gli indecisi. Come un gol al 91'. Sperando che per la Scozia non si tratti di un autogol.

Sir Alex Ferguson solleva uno dei tanti trofei vinti con il Manchester United
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Crediti: Archivio web, Icon, Visual Press Agency, bbc