Reeva Steenkamp: Oscar Pistorius racconta la sua versione

Oscar Pistorius
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Accusato di omicidio premeditato, Oscar Pistorius ha negato d'aver ucciso la fidanzata e ha raccontato la sua versione dei fatti durante l'udienza di martedì al tribunale di Pretoria.

Oscar Pistorius non demorde. Il campione paraolimpico sudafricano, accusato di omicidio premeditato, continua a sostenere che non ha mai avuto la volontà di ammazzare la compagna. "Non avevo affatto l'intenzione di uccidere la mia fidanzata, Reeva Steenkamp": ha letto queste parole il suo avvocato Barry Roux, davanti al tribunale di Pretoria, incaricato di decidere sulla domanda di liberazione sotto cauzione. "Smentisco l'accusa nel modo più deciso" ha proseguito l'avvocato durante l'udienza che ha permesso di conoscere in maniera più dettagliata la versione dei fatti di Oscar Pistorius, visibilmente molto abbattutto. La seduta è stata sospesa per una breve pausa, giusto il tempo necessario per far riprendere Pistorius. "Reeva mi aveva telefonato per propormi una cena tranquilla" ha spiegato l'atleta. "Alle 22: 00 del 13 sera eravamo in camera, lei faceva yoga ed io ero a letto a guardare la tv. Eravamo molto innamorati, non potevamo essere più felici" ha precisato ancora Pistorius. "Lei mi aveva fatto un regalo, dicendomi però che non potevo aprirlo fino al giorno seguente", il giorno di San Valentino, ha proseguito l'avvocato, provocando una nuova crisi di pianto al suo assistito.

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Reeva Steenkamp: Oscar Pistorius racconta la sua versione - photo
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"Bisogna restare calmi. Dovete concentrarvi su quanto è successo" ha allora intimato il giudice a Pistorius. L'avvocato ha poi ripreso la lettura: " Sono già stato vittima di violenza. Per questa ragione conservo un'arma da fuoco di 9mm sotto il moi letto. Non ci sono sbarre alla finestra del bagno. Qualcuno è entrato a casa mia". Il corridore ha spiegato che c'era un buio pesto e che aveva avuto una paura terribile credendo che qualcuno fosse entrato nel bagno: "Dato che non avevo le mie protesi, mi sono sentito molto vulnerabile (…) Ho sparato sulla porta del bagno e ho gridato", ha aggiunto Pistorius nella sua deposizione scritta. La deposizione non menziona affatto la disputa d'inizio serata di cui alcuni vicini avevano parlato alla polizia. "Sono tornato verso il letto e ho visto che Reeva non era là, ho messo le protesi e sono uscito fuori al balcone per chiamare aiuto". Secondo questa versione, dopo aver forzato la porta del bagno, Pistorius ha telefonato alla security della residenza. Poi si è precipitato per le scale con Reeva tra le braccia, lei aveva perso coscienza, ma era ancora viva. Il giudicie ha chiesto all'atleta di confermare il contenuto di questa deposizione, ciò che Pistorius ha fatto ma con voce tremolante, prima che la corte prendesse conoscenza di un'altra testimonianza sotto giuramento, quella di un amico di Oscar. La deposizione dell'amico, letta ugualmente dall'avvocato, assicurava di non aver mai visto i due litigare o scontrarsi. Oscar Pistorius, secondo l'amico, avrebbe addirittura pensato al matrimonio: "Lei potrebbe essere quella giusta" avrebbe detto Pistorius secondo quanto raccontato dall'amico.

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