Quo Vado? Checco Zalone, il reuccio del box office e della neo italica commedia è tornato! (Recensione)

Quo vado? Checco Zalone
Ecrit par

Il 2016 del cinema italiano è iniziato con il 4^del Re degli incassi, Checco Zalone. Ecco la recensione di Quo vado?

Sono 51.894.000 gli euro che Sole a Catinelle ha incassato diventando il lungometraggio tricolore che ha battuto ogni record al box office del Belpaese e, a 2 anni dal suo più grande successo, il 2016 dell’italica cinematografia si è aperto con Quo vado? il nuovo lungometraggio del Reuccio dei botteghini, e della commedia all’italiana,Checco Zalone. Distribuito in 1500 sale in tutta la penisola Quo vado? nelle prime 24 ore ha già incassato 6,8 milioni di euro. Stavolta Zalone nel suo 4^ lungometraggio, come consuetudine diretto da Gennaro Nunziante, ha deciso di raccontare e dissacrare la mitologica figura dell’italiano medio figlio della Prima Repubblica interpretando un 40enne amante del posto fisso la cui vita e sicurezza economica viene messa in crisi nel momento in cui la sua mansione nell’ufficio provinciale caccia e pesca è cancellata da una riforma del Governo che vara in taglio delle province ponendo il protagonista di questa favola mai così contemporanea innanzi a una scelta: il trasferimento o la precarietà? La sacralità del “posto fisso” porta l’antieroe di Quo Vado? ad accettare in ogni dove compreso il Polo Nord dove Checco incontrerà Valeria, una ricercatrice che riporterà Zalone con i piedi per terra mostrandogli che il posto fisso è un concetto in via d’estinzione esattamente come gli animali che lei, con costanza e pochi fondi, cura.

Quo Vado? Checco Zalone, il reuccio del box office e della neo italica commedia è tornato! (Recensione)

Quo Vado? è sicuramente il lungometraggio più pretenzioso finora interpretato da Checco Zalone la cui narrazione si può tranquillamente dividere in due parti: la prima in cui lo humor volgare e incalzante del comico racconta la vita agiata del dipendente pubblico e bamboccione e la seconda nella quale, con la stessa dose di amarezza e semplicistica satira , si punta più sui buoni sentimenti e sul romanticismo. Zalone, con quel qualunquismo che l’ha reso famoso, amato e comprensibile ai più, in Quo Vado? narra un’Italia ancora in bilico tra le minate certezze di ieri, quelle precarie dell'oggi e quelle sconosciute del domani attraverso il linguaggio universale dell’umorismo mainstream e qualche sprazzo, raro ma possente, di intelligenza sempre e comunque, politicamente scorretta e vera nella sua malinconia leggera.

Crediti: Medusa