Putin: Berlusconi gay? Mai processato (video)

Vladimir Putin
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Putin, intervenuto ad un forum internazionale, difende la legge anti-gay votata in giugno dal Parlamento russo: “L’Occidente ha perso i suoi valori”. Poi il soccorso all’amico Berlusconi: se fosse stato gay, non lo avrebbero toccato”.

Vladimir Putin e il mondo gay, una storia di contrasti e repressione. L’ultima uscita del granitico e autocratico Presidente della Russia si è verificata in occasione del forum internazionale “Valdai”, in corso in questi giorni proprio nella Federazione russa. “Molti paesi euroatlantici si sono messi sulla via del rifiuto delle proprie radici, compresi i valori cristiani, che sono la base della civiltà occidentale, negando l'identità nazionale, culturale, religiosa”, ha dichiarato l’ex ufficiale del KGB ai giornalisti. Putin si è quindi soffermato sulla legge anti-gay approvata lo scorso giugno dal Parlamento russo: "Rispettiamo il diritto di ogni differenza di ogni minoranza, ma il diritto della maggioranza non può essere messo in dubbio (…) senza i valori radicati nel cristianesimo, senza rispettare gli standard di moralità millenari, inevitabilmente gli individui perdono la dignità umana”. Affermazioni piuttosto atipiche per un vecchio esponente del sovietismo ateo. Presente anche l’ex premier italiano Romano Prodi, il capo di stato russo si è poi prodigato in una difesa d’ufficio dell’amico Silvio Berlusconi, “tirato in ballo” nel discorso: “Se Berlusconi fosse stato un gay, nessuno lo avrebbe toccato con un dito. Berlusconi è sotto processo perché vive con le donne" ha affermato Putin, mentre Prodi faceva fatica a contenere la propria ilarità.

La famigerata legge votata dalla Duma punisce dunque la promozione e la pubblicizzazione dell’omosessualità, in linea con altri provvedimenti di stampo omofobo approvati in precedenza e in "coerenza" con un atteggiamento dell'opinione pubblica russa piuttosto incline alla repressione della diversità di genere. Una normativa liberticida che ha sollevato numerose polemiche in Europa occidentale e non solo, scatenando la reazione indignata di Organizzazioni non governative e personaggi dello showbiz come Lady Gaga, da sempre paladina della causa gay. Lo svolgimento degli ultimi Mondiali di Atletica a Mosca era stato peraltro l’epicentro del caso-Isinbayeva, la campionessa russa del salto con l’asta in difesa del suo Presidente (salvo poi fare marcia indietro), e delle numerose testimonianze di solidarietà all’universo LGBT, su tutte quella delle atlete svedesi con il loro smalto arcobaleno.

Crediti: cnn.com, Youtube, sky tg 24, Archivio web, Archivi web