Primarie PD: Come votare, è complicato solo per i fuori sede in Italia

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Le primarie del centrosinista in programma il 25 novembre sono meno complicate di quello che sembra. Possono votare tutti, come dice Renzi, ma solo per i fuori sede in territorio italiano è obbligatoria la registrazione preventiva.

Sulle modalità di voto alle primarie del centrosinistra plana il fantasma della registrazione preventiva. Se n’è parlato tanto, è già oggetto di polemiche perché considerata da molti un ostacolo alla partecipazione. Durante la puntata di Ballarò di martedì, Matteo Renzi ha ribadito che secondo i sondaggi vincerebbe se ci fosse “una partecipazione pari a quella dell’ottobre 2005”, riferendosi alle primarie vinte da Romano Prodi eletto poi premier nel 2006. Al Partito Democratico c’è preoccupazione. La vittoria di Bersani sembra probabile ed è facile sentire già Renzi lamentarsi per regole poco chiare, e persino cambiate in corsa. Il sindaco di Firenze scrive sul suo sito: “Possono votare tutti! Basta andare al proprio seggio con un documento di identità, la tessera elettorale e due euro”. Ha ragione, ma solo in parte. melty.it vi spiega perché.

Primarie PD: Come votare, è complicato solo per i fuori sede in Italia

Dividiamo gli elettori in tre gruppi: quelli che votano nel proprio seggio elettorale e quindi nel comune di residenza, quelli che votano all’estero e infine i cosiddetti fuori sede, ovvero coloro che studiano o lavorano in un’altra regione rispetto a quella di residenza. I primi due sono fortunati: il 25 novembre vanno al seggio elettorale, si registrano e votano. I terzi sono gli unici a dover registrarsi preventivamente presso i coordinamenti provinciali o comunali del luogo in cui vivono e desiderano votare. Devono farlo entro il 23 novembre ed entro il 24 riceveranno la comunicazione sul seggio in cui votare. Un gran bel disordine, non previsto nel 2005: personalmente, studiavo come fuori sede a Milano, andai a San Babila e votai tranquillamente.

Primarie PD: Come votare, è complicato solo per i fuori sede in Italia

Sui rispettivi siti i principali candidati riportano la procedura in maniera diversa. Renzi semplifica in maniera eccessiva, rischiando di creare maggiore confusione, ma poi il link rimanda al sito ufficiale delle primarie. Nichi Vendola è più preciso per quel che riguarda i fuori sede, che invita a contattare i coordinamenti locali di Sinistra e Libertà (attenzione, entra in gioco un altro partito, altra confusione! ) per la registrazione preventiva. Pierluigi Bersani invece copia per filo e per segno le indicazioni date dal Partito Democratico, vere e proprie tappe in cui la registrazione è preventiva al voto. La registrazione è consigliata, ma è preventiva solo per i fuori sede in Italia. Quante sono le persone che hanno sentito parlare di registrazione preventiva ma non l’hanno fatta? Quante quelle che non andranno a votare perché non sanno che ci si può registrare al seggio? Quanti ancora i fuori sede che per pigrizia non effettueranno la registrazione obbligatoria? Se il Partito Democratico fosse stato più chiaro e lineare nello stilare le regole e poi nel comunicarle non dovremmo porci queste domande.

Primarie PD: Come votare, è complicato solo per i fuori sede in Italia

Alla sede nazionale del PD a Roma risponde il gentilissimo Fabio Fazzi, deputato all’organizzazione delle primarie e alla spiegazione delle procedure di voto. E’ il primo a sentirsi desolato su come sono andate le cose: “Certo, la procedura è farraginosa. Nel 2005 questo problema delle regole non c’era perché la vittoria di Prodi era scontata. Ora sono state imposte regole per evitare le cosiddette truppe cammellate (gente che vota in due seggi diversi, ndr). Queste primarie sono state normate in un clima non del tutto sereno, quindi qualche errore è stato fatto”. Il timore è che questa confusione sia un pretesto per le polemiche successive al voto, che comunque secondo Fazzi non potrà avere le dimensioni del 2005, quando votarono oltre 3,5 milioni di persone. “La fiducia dei cittadini nei confronti della politica è ai minimi storici”. Quindi un auspicio: “Non vorrei che le strumentalizzazioni e le polemiche manchino di rispetto alle migliaia di volontari che danno tutto per l’organizzazione delle primarie”. Noi di melty.it speriamo che quest’articolo faccia un po’ di chiarezza sulle modalità di voto, almeno a tre giorni dalle primarie.

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Crediti: arhicvio web