Premio Buscaglione: Alla scoperta dei 10 semifinalisti (Prima Parte)

Premio Buscaglione: Alla scoperta dei 10 semifinalisti (Prima Parte)
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Le Mura, Blindur , Dagomago, Giorgieness e La Municipal si raccontano in vista delle semifinali del Premio Buscaglione. Poi sarà la volta di Calvino, Albedo, Fiorino, Lo Straniero e Seo!

La 4^ edizione del “Premio Buscaglione – Sotto il cielo di Fred” è entrata nella parte clou della competizione. Dopo la Notte Rossa Barbera del 27 febbraio – dove suoneranno 24 artisti selezionati dalle fasi preliminari del concorso – i dieci semifinalisti si sfideranno durante le serate del 3 e del 4 marzo alle Officine Corsare di Torino, per concludere in bellezza il Festival con la finale a quattro del 5 marzo all’Hiroshima Mon Amour. Eugenio in Via di Gioia (3 marzo), Iosonouncane (4 marzo) e Dente (5 marzo) saranno i tre ospiti speciali del Premio, a cui sarà affidato il compito di concludere in bellezza le tre serate. A presentare il tutto sarà Gigi Giancursi (ex-Perturbazione, “Linda & The Greenman”), noi intanto abbiamo organizzato una piccola intervista multipla per farvi conoscere meglio i 10 semifinalisti del concorso. Iniziamo con i primi cinque: Le Mura, Blindur , Dagomago, Giorgieness, La Municipàl; poi sarà la volta di Calvino, Albedo, Fiorino, Lo Straniero, Seo.

Una cosa, un animale, un colore, una città, un genere musicale a cui assoceresti la tua musica.

LE MURA: Un sommergibile guidato da un elefante verde che ascolta punk psichedelico negli abissi del Tevere.

BLINDUR: un treno, una nave, un aeroporto o forse una panchina semplicemente sulla quale sedersi per guardare tutta questa umanità che scorre via, pazza, felice e disperata, persa nelle sue storie normalmente speciali... in una parola, il viaggio.

DAGOMAGO: Questo è molto divertente! Allora, una cosa, un oggetto potrebbe essere una mappa o un mappamondo, di quelli con la luce dentro. Con gli animali ci stiamo parecchio sotto, perché tutta la fauna tropicale e africana è molto presente nel nostro immaginario; ne scegliamo uno banale, il fenicottero, perché ne parliamo in una canzone (“Inagua”). Ma non il fenicottero rosa, quello arancio che sta solo ai Caraibi. La città in realtà è un’isola: La Tortue ad Haiti, resa famosa in Italia da “Il Corsaro Nero” di Emilio Salgari. Per quanto riguarda il genere musicale, dovremmo dire il Calypso o Indie o semplicemente Pop. Invece diciamo Punk!

GIORGIENESS: Lo spremi agrumi di Philippe Stark, Un elefante, Color Vinaccia, Milano, e vorrei desse le stesse sensazioni di smarrimento dell'ambient che fa solo breeeeeng/rumore/isolamento dal mondo. Però facciamo il rock.

LA MUNICIPÀL: Un carillion,un nibbio,blu,Lecce,cantautorato.

Un disco che ti ha cambiato la vita?

LE MURA: In realtà più spesso è la vita che ha cambiato i dischi, ogni periodo ha il suo per ognuno.

BLINDUR: ce ne sono tanti ovviamente, e per esempio l'ascolto di Takk dei Sigur Ros è stato sicuramente folgorante, per la serie "ma questi che stanno combinando!", una serie di suggestioni a raffica da spezzare il respiro, tanto da lasciarmi imbambolato d'avanti lo stereo con la copertina del disco in mano... quasi shock! qualcosa di diversamente simile è successo con Raccolti dei Modena City Ramblers (questa invece per la rubrica "quando eravamo giovani"), questo caldo clima di festa, tutto acustico, senza filtri e così tirato nei ritmi, così sincero nei testi... mi dissi se questa è la musica folk, allora voglio suonare folk anche io! il resto è storia.

DAGOMAGO: Più o meno un anno fa, stavamo cercando di trovare nuove sonorità che ci rappresentassero in maniera più diretta, che raccontassero veramente cosa sono i Dagomago, cosa siamo noi quattro. Abbiamo per un attimo smesso di ascoltare il Pop e la musica Indie americana e inglese e cominciato ad ascoltare la World Music, la musica africana, il Reggae e il Calypso. E poi abbiamo scoperto un artista che colpevolmente conoscevamo poco, Paul Simon. Il piacevolissimo ascolto di “The rhythm of the saints”, uscito nel 1990, ci ha portato a considerare la nostra musica come un luogo dove sperimentare e affiancare ai canoni del Pop, elementi diversi che provengono dalla World Music.

GIORGIENESS: Animals dei Pink Floyd l'ho già detto da un'altra parte, quindi a voi dirò di quella volta che ascoltando Smile from the street you hold di Frusciante ho capito come si cantava dalle budella e non dalla bocca. Credo l'abba scritto e registrato in uno di quei periodo neri neri, a volte si sente il tasto del registratore, ma ci sono pezzi tipo “I can't see until I see your eyes” che ancora mi commuovono. Ci sono interviste buffissime (che spezzano il cuore in realtà) in cui Kiedis traduceva dal Frusciantese all'inglese perchè non riusciva nemmeno ad articolare le parole, però non è riuscito mai a smette di suonare e comporre. Credo si sia salvato così, il buon John.

LA MUNICIPÀL: Cambiato la vita magari no,perché purtroppo non è così semplice,però da tanti anni ,quando sento che mi manca qualcosa ascolto “Artificials animal riding on neverland” degli Aaron.

Che cos’ha il tuo progetto di originale?

LE MURA: La libertà dall’ossessione di voler essere a tutti i costi originali.

BLINDUR: difficile dirlo, posso al massimo dire cosa ci trovo io di originale! l'unione dello spirito punk, dei suoni del folk, le atmosfere del post rock, i testi del cantautorato, ma senza stare a fare paroloni o giravolte letterarie; l'unione di tutte queste cose insieme e apparentemente anche molto distanti tra loro, a noi sembra vincente. In più c'è il fatto che pur essendo in due e senza utilizzare nessun tipo di sequenze o in generale roba preregistrata, il suono è quasi quello di una band!

DAGOMAGO: Per noi è complicato rispondere a questa domanda. Noi cerchiamo di essere onesti, sinceri e di divertirci. Pensiamo che quello che facciamo debba essere molto semplice e molto diretto, ma non ci neghiamo di esplorare sonorità lontane, mettendo insieme, in maniera insolita, espressioni molto diverse.

GIORGIENESS: Credo che a primo impatto non ti aspetti la volumata di suono che ti arriva addosso essendoci una ragazza al centro del palco, forse è questo che colpisce.

LA MUNICIPÀL: non saprei,forse nulla,è una raccolta di brani che ho scritto negli ultimi anni che volevo pubblicare,forse un po’ il fatto che siamo fratello e sorella.

C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare?

LE MURA: I Calibro 35.

BLINDUR: A voglia! ce ne sono tanti, sicuramente i Sigur Ros che sono tra i nostri preferiti, sarebbe bello anche duettare con una voce femminile tipo Bjork, ma ora usciamo dal campo dell'irrealtà! Abbiamo già avuto la fortuna di condividere la musica contanti artisti che amiamo e ad alcuni di questi abbiamo chiesto un intervento sul nostro primo disco, che è in lavorazione. Alcuni ci hanno già risposto positivamente, con altri organizzarsi è un po’ più complesso, ma speriamo bene!

DAGOMAGO: Se possiamo lasciare libera l’immaginazione, diciamo che avere David Byrne come produttore artistico, non sarebbe affatto male.

GIORGIENESS: Se volesse fare un Murder Ballads 2, mi prenoto per la parte di P.J. Harvey in Henry Lee con Nick Cave! Restando più concreti, penso che mi piacerebbe fare qualcosa con Cosmo (già Drink to me) del quale mi sono anche tatuata un pezzo sulle costole (aia!)

LA MUNICIPÀL: Massimo volume,ma è una cosa molto lontana,soprattutto per le differenze di generi e contesto credo.

Una tua canzone al quale sei particolarmente affezionato?

LE MURA: Sotto di 31, è la prima che il pubblico ha iniziato a cantare ai nostri concerti. Abbiamo presentato questa canzone senza il tipico ritornello cantabile, con la scommessa di farla funzionare come se ci fosse… e così è stato.

BLINDUR: "Foto di classe" è la canzone con la quale Blindur ha mosso i primi passi, che, scritta una notte d'inverno qualsiasi, si è rivelata poi un nostro punto fermo. A questo pezzo lego uno dei ricordi più belli di Blindur, quando l'abbiamo sentita cantare dall'inizio alla fine per la prima volta ad un nostro live da tutti i presenti, brividi! però Canzone per Alex è quel lato più malinconico, amaro e forse anche più velenoso, quindi più vero e diretto che inevitabilmente mi riguarda più intimamente. In ogni caso ad ogni pezzo c'è legato qualcosa di assolutamente straordinario e durante i concerti di solito mi lascio andare a confessioni... venite ad ascoltarci se volete sapere tutti i retroscena!

DAGOMAGO: C’è questo brano nuovo che suoniamo sempre ai concerti e che racconta di Torino. Noi siamo tre di Biella e uno di Aosta e viviamo a Torino da qualche tempo. Ci siamo innamorati della città e dei suoi abitanti. Qui abbiamo tanti amici e affetti. Uno di questi, Alessandro, non c’è più e la canzone “Vado dove” è dedicata a lui, parla di lui e del suo sguardo, della sua Torino.

GIORGIENESS: Non potete chiedere alla mamma a che figlio vuole più bene! Però, come si sa, il primo è sempre quello che da più preoccupazioni, col quale si impara a fare il genitore, quindi sicuramente Sai Parlare è un pezzo che per quanto ormai “vecchio”, rimane sempre piccolo per me. Parla della persona più bella che abbia mai conosciuto e di come spesso e volentieri diventi anche la peggiore al mondo. E di come io urlo e sbatto i piedi e gli faccio il verso, ma sotto sotto gli voglio bene. Scrivo in modo molto egosta, lo so, è che devo mettere in fila i pensieri e le emozioni, perchè se no non ci stanno tutte nella mia testa.

LA MUNICIPÀL: Lettera dalla provincia Leccese”,perché è uno sfogo molto intimo di un momento ben preciso della mia vita.

Crediti: sotto il cielo di fred