Pirlo, Kaka e Giovinco: La MLS secondo Federico Zanon

Il cinque di Pirlo con Kakà
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Domenica 26 luglio 2015 Andrea Pirlo ha esordito nella Major League Soccer e il calcio americano è entrato con prepotenza nei salotti degli italiani. Federico Zanon lo racconta in diretta per Eurosport.

Un tempo c'erano Pelè, Chinaglia e Beckembauer. Oggi ci sono Kakà, David Villa e sua maestà Andrea Pirlo. Tutti campioni a fine carriera, con l'eccezione della formica atomica Sebastian Giovinco. Ma tutto questo basta per convincere un appassionato di calcio italiano a seguire la Major League Soccer americana? Lo abbiamo chiesto a Federico Zanon, telecronista che in questa stagione commenta le partite del campionato statunitense in esclusiva per Eurosport. Il network televisivo, oltre a trasmettere quattro partite in diretta ogni weekend, si è aggiudicato i dritti televisivi per l’ MLS All-Star Game, per i Playoff e per la MLS Cup fino alla stagione 2018 compresa. Trentuno anni, giornalista e telecronista sportivo fra le altre per Sky Sport e Calciomercato.com, Federico Zanon è un vero esperto di calcio estero ed è stato impegnato anche nel commento di campionati minori, come quello indiano. Fra l’arrivo di Andrea Pirlo e l’euforia dei tifosi americani, Federico ci racconta la sua sul campionato a stelle e strisce.

Pirlo, Kaka e Giovinco: La MLS secondo Federico Zanon

Com’è commentare la MLS? Cosa dobbiamo aspettarci, secondo te, da questa nuova stagione? “Beh, commentarla è francamente molto bello. Stiamo parlando di un campionato in forte ascesa che è stato per diversi anni una sorta di “cimitero di elefanti”, dove i campioni andavano semplicemente per incrementare il conto in banca. Invece adesso si stanno facendo investimenti importanti e sono nate nuove franchigie come quella del New York City, quella di Orlando e presto ce ne saranno altre come Atlanta e Minnesota. Con i grandi giocatori che sono arrivati, e quelli che arriveranno (come Didier Drogba che avrebbe un accordo con Montreal) il livello si è sicuramente alzato. Il vero problema è che le squadre non sono preparate dal punto di vista tattico. A volte si notano degli “orrori” difensivi e di posizionamento che sono francamente inaccettabili per un campionato come la MLS. A mio avviso quello che le squadre americane dovrebbero fare è investire maggiormente su allenatori preparati, che possano portare la propria esperienza tattica e mettere ordine. A parte questo, tanti cambiamenti e tante belle novità in un movimento che sta crescendo. Non solo baseball, non solo football, non solo Nba. Adesso gli americani iniziano finalmente a capire che il Soccer, come lo chiamano loro, è uno sport con tantissimo seguito”.

Pirlo, Kaka e Giovinco: La MLS secondo Federico Zanon

Com’è stato l’esordio di Andrea Pirlo? Come lo hanno vissuto gli americani? “L’esordio è stato pazzesco. Gli americani lo hanno vissuto in maniera straordinaria, tanto che lui negli States è chiamato “il Maestro”. I tifosi e i compagni di squadra sono tutti rimasti sorpresi dalla facilità di calcio di Pirlo e si può dire che sia già un idolo. Un giocatore che hanno aspettato per tanto tempo, come Frank Lampard. Ieri (domenica ndr) è entrato al 56’, dopo che per 56 minuti il pubblico ha continuato ininterrottamente a chiamare il nome di Andrea Pirlo. C'è stato un boato quando è entrato in campo e un boato ogni volta che toccava il pallone. Erano meravigliati, sembrava quasi stessero guardando un alieno. Non sono affatto abituati a un giocatore del genere, che alla sua età disegna ancora calcio. Lo hanno aspettato, se lo stanno godendo e ora è scoppiata una vera e propria "Pirlomania". Non puoi immaginare i soldi che il New York City sta incassando dalla vendita delle sue magliette, sia da gara che ironiche. Per esempio, allo stadio si sono visti moltissimi tifosi mentre esibivano la scritta “No Pirlo, no party”. Sono tutti davvero impazziti per lui”.

Pirlo, Kaka e Giovinco: La MLS secondo Federico Zanon

Qual’è il livello attuale delle squadre di MLS? Quanto è cresciuto il campionato negli ultimi anni e quanto, secondo te, può ancora crescere? “Senza dubbio è cresciuto molto. A parte questo stanno arrivando moltissimi giocatori importanti, che non sono necessariamente nella fase calante della loro carriera. È vero che ci sono i vari Kaka, che ha 34 anni, e David Villa, ma sono arrivati anche giocatori giovani come Giovani Dos Santos e Sebastian Giovinco. È tornato Bradley e arriverà Victor Valdes. Non dobbiamo poi dimenticarci dei giocatori statunitensi. La nazionale americana sta facendo un bellissimo percorso e il 4° posto alla Gold Cup non deve ingannare. Ci sono molti prospetti interessanti come Mix Diskerud del New York City o De André Yedlin, che ora gioca nel Tottenham. In più stanno cambiando molte cose anche riguardo ai parametri economici. Per esempio è stato aumentato il bugdet previsto per i tre “designated players”, ossia tre giocatori che possono eccedere il cosiddetto "salary cap". Questo permette di poter offrire ingaggi superiori e quindi di attrarre giocatori migliori, anche nel pieno della loro carriera. Non voglio dire che queste regole andranno totalmente a sparire, ma secondo me c'è da aspettarsi un notevole ammorbidimento dei limiti economici anche alla luce delle cifre folli che si permette l’Nba".

Pirlo, Kaka e Giovinco: La MLS secondo Federico Zanon

Sono sempre stati i giocatori americani e sudamericani a trasferirsi in Europa, quasi mai il contrario. Secondo te è possibile, fra qualche anno, che si verifichi un’inversione di tendenza? “Secondo me sì. La MLS è un campionato destinato, nel giro di qualche anno, a fare il botto. Gli Stati Uniti semplicemente non ci hanno creduto all’inizio. Ora si stanno rendendo conto che, alzando l’asticella degli ingaggi e facendo gli investimenti giusti, il calcio è veramente una macchina da soldi. Negli stadi ci sono sempre almeno ventimila persone, che è un buonissimo numero per il campionato americano. Sono sicuro che potrà diventare un campionato ambito e desiderato. Il fascino e la tradizione calcistica europee rimangono, ma gli States sono talmente grandi e hanno talmente tante risorse che credo davvero che potrebbero diventare, magari non il campionato numero uno al mondo, ma sicuramente un campionato dove giocare ad alto livello. La crescita che c’è stata finora è solo l’inizio e nei prossimi 3-4 anni la MLS farà passi da gigante. Parzialmente lo è ancora, ma non sarà assolutamente più un campionato in cui si va per finire la carriera”.

Crediti: web , youtube